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«Le famiglie come ammortizzatori della crisi»

La seconda sessione plenaria al Festival della Famiglia di Riva del Garda

«Politiche familiari: il ruolo degli attori territoriali e dell'autorità centrale» è stato l'argomento dell'ultima sessione plenaria in programma alla seconda edizione del Festival della Famiglia, oggi al Palazzo dei Congressi di Riva del Garda.
Sul tavolo dei relatori Rosita D'Angiolella, magistrato della Corte di Appello, Gina Pedroni dell'Associazione nazionale Comuni italiani, Luigi Campiglio, professore dell'Università Cattolica di Milano e Francesco Belletti, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, che si confrontati sul tema della crisi e di come la famiglie possano rappresentare una risorsa preziosa e l'elemento da cui ripartire.
 
Rosita d’Angiolella, magistrato della Corte d’Appello, componente del Comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia, ha parlato di politiche familiari come sfida.
«La crisi di valori, la crisi economica mettono al centro la famiglia, al centro di un cambiamento che costringe a essere famiglia in modo nuovo. Il problema è che mancano le politiche familiari adeguate. Perché in Italia si deve seguire il modello del Trentino in tema di politiche della famiglia?
«Perché finora la famiglia nella crisi è stato un fortissimo ammortizzatore sociale, i servizi mancanti sono stati pagati dalle famiglie che hanno dato fondo alle proprie risorse; ma questo è un trend da cambiare. Con politiche di sostegno adeguate.»
 
Gina Pedroni dell’Osservatorio Anci ha ricordato che: «I Comuni sono in grande difficoltà per la scarsa programmazione dello Stato, di fronte alla quale sono soli, costretti ad uno sforzo enorme, ben riassunto dal notevole incremento del bilancio sociale dei Comuni italiani in tema di welfare: un peso crescente, enorme».
«In particolare, oggi gli enti locali devono investire enormi risorse nelle politiche della coesione sociale, una dimostrazione di senso di responsabilità che però non toglie che servono cambiamenti».
 
Francesco Belletti, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, ha parlato della famiglia come luogo di libertà e di azione delle persone, dal quale occorre ripartire.
«Facendo politiche di sviluppo con al centro le famiglie. Questo vuol dire riconoscere che famiglia è un soggetto, è il luogo degli affetti che si s’incontra dentro una responsabilità pubblica.
«L’esperienza del Distretto Famiglia descrive un esempio di sviluppo comunitario, la famiglia è particella del territorio.
«Il Distretto Famiglia cerca di costruire un contesto a dimensione della famiglia, con il quale le si va incontro, si rimuovono ostacoli; un fisco a misura di famiglia aiuterebbe le famiglie a non cadere sotto la soglia di povertà, e non sarebbe più necessario mettere in campo politiche di contrasto alla povertà.
«Oggi, qui al Festival della Famiglia è stato chiarissimo che la sperimentazione trentina dei Distretti Famiglia è una virtuosa rilettura profonda del ruolo della famiglia.»
 
Per Luigi Campiglio, professore all’Università Cattolica di Milano.
«Quello che sta accadendo in Italia e in Europa è simile alla Grande Depressione statunitense degli anni Trenta: fra il 2008 e il 2012 la diminuzione dei consumi, qualcosa come 50 miliardi, ha messo in ginocchio l’Italia e il Sud dell’Europa.
«Adesso va leggermente meglio, anche nella legge stabilità ci sono spiragli di ripresa, ma sono legati al fatto che resiste la domanda estera ed è crollata quella interna, quindi la bilancia commerciale è tornata in attivo.
«Però la domanda interna è rappresentata dai consumi delle famiglie, quindi stiamo ripetendo in salsa italiana l’esperienza americana degli anni Trenta, che si caratterizza per una concentrazione del reddito straordinariamente elevata.
«Le manovre del 1992, del 1999 e del 2011-12 hanno ridotto in misura sensibile il reddito della famiglia; cioè è successo che la crisi l’hanno pagata le famiglie. Ma la ripresa del Paese è impensabile se non per il caso che le famiglie possano guardare con fiducia la futuro e consumare di più.»

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