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Aperto l’8° convegno Ricerca zoologia e botanica in Alto Adige

Oggi e domani 5 settembre, 40 esperti italiani e austriaci esporranno i più recenti risultati di ricerche su flora, fauna, ecologia, tutela ambientale e biodiversità

Si è aperto oggi, 4 settembre 2014, al Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige l’8° convegno Ricerca zoologica e botanica in Alto Adige.
Per due intere giornate, fino a domani 5 settembre, 40 esperte e esperti italiani e austriaci si alterneranno proponendo i più recenti risultati delle ricerche su flora, fauna, ecologia, tutela ambientale e biodiversità effettuate in Alto Adige e nelle regioni limitrofe.
I più recenti studi nei campi della faunistica, della floristica, dell’ecologia, della tutela ambientale e della biodiversità effettuati nel territorio altoatesino e nelle regioni alpine limitrofe sono al centro dell’8° convegno Ricerca zoologica e botanica in Alto Adige, apertosi oggi, 4 settembre 2014, al Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige a Bolzano.
Appuntamento a cadenza biennale, il convegno è organizzato anche per questa edizione dal museo, che lo promuove da ormai 14 anni.
 
Lo scopo è offrire uno spazio per la presentazione di ricerche effettuate localmente, specifiche ma non meno importanti, offrendo a ricercatori e ricercatrici – in particolare a quelli giovani – di altre istituzioni l’opportunità di illustrare i propri progetti a un pubblico ampio e competente.
Il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige assolve, così, la propria vocazione di vera e propria piattaforma per la ricerca e luogo di scambio e dibattito scientifico.
Aperto a tutti gratuitamente (iscrizioni ormai chiuse), il convegno rappresenta anche un’occasione di aggiornamento per il personale insegnante e per chi si occupa di tutela ambientale, paesaggio e natura.
Partecipano a questa 8° edizione, che si articola nelle giornate del 4 e 5 settembre, 40 scienziate e scienziati da Italia – molti dall’Alto Adige – e Austria.
 
Molti i partecipanti altoatesini, tra gli altri dall’Accademia europea di Bolzano (EURAC) e da diversi uffici e enti della Provincia, tra cui il museo stesso.
Sono previste 33 relazioni brevi di circa 20 minuti l’una e 7 presentazioni «poster» di risultati di progetti di ricerca.
Il convegno si svolge in tedesco, italiano e inglese, senza traduzione simultanea, nei seguenti orari: giovedì 4 settembre ore 9-17.40 (relazioni dalle ore 11, al termine della fase introduttiva) e venerdì 5 settembre ore 9-17.20 (dalle ore 14 saranno illustrati i «poster»).
Sabato 6 settembre è in programma un’escursione finale in Val di Funes.
Quest’anno il convegno presta una particolare attenzione ai temi della biodiversità e della tutela ambientale.
Ad essi sono dedicati diversi interventi, tra i quali uno sul salmerino alpino, l’unica specie ittica autoctona, sulle ricerche genetiche ad esso rivolte e sui fattori che lo minacciano, e un altro con i risultati di un’indagine triennale sugli effetti dell’aumento delle temperature sulla biodiversità e la produzione dei prati da sfalcio in Val Venosta.
 
Da segnalare anche un progetto che utilizza le biofrite come indicatori dell’integrità degli ambienti forestali altoatesini, uno studio sull’inizio dell’economia di alpeggio nelle Alpi orientali attraverso l’analisi pollinica e alcune relazioni di archeobotanica.
L’8° convegno Ricerca zoologia e botanica in Alto Adige è stato aperto nella mattinata di oggi 4 settembre da Valentino Pagani, direttore del Dipartimento provinciale Beni culturali, Musei, Patrimonio e Mobilità della Provincia di Bolzano, dalla direttrice della Ripartizione provinciale Musei Karin Dalla Torre e da Vito Zingerle, direttore del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige, che ha tenuto una relazione introduttiva sul ruolo dei musei di scienze naturali nello studio della biodiversità.
 
Nel suo intervento di apertura, Zingerle ha sottolineato l’importanza sempre crescente della ricerca sulla biodiversità nei musei, in un’epoca in cui proprio la perdita di biodiversità costituisce una delle maggiori sfide a livello globale.
In questo senso gioca un ruolo chiave l’Alto Adige, che ospita grazie alla sua particolare collocazione geografica e climatica una flora e una fauna straordinariamente ricche, ma ancora in gran parte da studiare.
Valentino Pagani, direttore del Dipartimento Beni culturali, Musei, Patrimonio e Mobilità, nel suo saluto ha richiamato l’attenzione sul significato di simili convegni come occasione di incontro e condivisione nell’ambiente scientifico.
Pagani ha anche ricordato come i musei in Alto Adige non soltanto assolvano ai compiti di collezionare, conservare, esporre e comunicare, ma soprattutto si pongano l’obiettivo di incoraggiare e sostenere la ricerca.
 
Sull’importanza della ricerca nei musei si è concentrato anche l’intervento introduttivo della direttrice della Ripartizione Musei e dell’Azienda Musei provinciali Karin Dalla Torre.
«L’attività di ricerca è uno degli aspetti meno visibili del lavoro museale, ma ne costituisce la spina dorsale», ha sottolineato, concludendo che «l’obiettivo è rendere le nostre istituzioni museali sempre più dei luoghi di ricerca, oltre che culturali e formativi. In questo senso, è fondamentale che anche in futuro esse possano accedere ai finanziamenti del Fondo provinciale per la ricerca.»
 
Informazioni: Petra Kranebitter, Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige, tel. 0471 412973, e-mail petra.kranebitter@museonatura.it.

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