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A «Fa’ la cosa giusta!» il Trentino che fa bene alla salute

L’esperienza di tre aziende molto particolari: la «Biocesta del gusto», la «Tre Cime Monte Bondone» e «Agitu Ideo Gudeta» dell’Etiopia – Di Sandra Matuella

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Si è chiusa domenica la tredicesima edizione di «Fa’ la cosa giusta», la mostra mercato dell’economia solidale, ideata da Terre di Mezzo e organizzata da Trentino Arcobaleno con Economia Solidale: sono stati tre giorni di grande partecipazione, con tante famiglie e bambini che hanno visitato i tanti stand e partecipato alla fucina delle buone pratiche, con i laboratori dedicati all’alimentazione sana, ecoprodotti, alla mobilità sostenibile, al turismo responsabile e alle energie rinnovabili.
Tante aziende e realtà provenienti da tutta Italia, diverse dalla Sicilia, e la maggior parte delle quali sono presenti alla mostra di Trento da tanti anni, segno questo che tra espositori, organizzatori e visitatori si è creato nel tempo un rapporto di fiducia e di simpatia che era ben percepibile tra gli stand di Trento Fiere.
È il caso ad esempio, della Royal Green di Modena, azienda pioniera in Italia delle bevande verdi, con Mara, la titolare, che ha dedicato al nostro giornale un brindisi «detox», a base di erba d’orzo; un’altra presenza storica era la «Distilleria Bergila» dell’Alto Adige, che da quattro generazioni propone tisane, unguenti e oli essenziali ricavati da fiori ed erbe di montagna.
 
«Fa’ la cosa giusta!» è anche una preziosa vetrina per far conoscere tante realtà che in Trentino lavorano nell’ambito dell’agricoltura biologica e dei prodotti ecocompatibili, che altrimenti rischierebbero di rimanere relegate in un settore di nicchia.
Si tratta spesso di attività di giovani imprenditori che nel ritorno alla terra, al rispetto della natura e ad uno stile di vita più sano e sostenibile hanno trovato la loro ragione di vita e, di conseguenza, anche la loro dimensione professionale.
È il caso della «Biocesta del Gusto», un’azienda dinamica e in crescita dove lavorano nove giovani tra i venti e i trent’anni.
Tutto è iniziato nel 2013 quando Giulia de Gramatica e Leonardo Bonamini che all’epoca lavoravano nel settore ortofrutticolo e delle consegne a domicilio tra Merano e Milano, in un «volt a bot» in disuso nella via storica di San Michele all’Adige, organizzarono un mercatino di frutta e verdura biologica.
«Con 2.000 euro, una Clio e il grande aiuto di papà/falegname Michele e fratello/carpentiere Giovanni, prende forma nel volt un piccolo punto vendita di frutta e verdura biologica.
«Aperto un solo giorno a settimana, con la possibilità di ritirare la cassetta di frutta e verdura stagionale: la nostra biocesta.»
 

 
«La nostra scelta – prosegue Giulia – è sempre stata quella di garantire la freschezza dei prodotti, lavorando direttamente con gli agricoltori che coltivano con metodi biologici: la domanda di questi prodotti c’era, l’offerta era poca, così abbiamo trovato il modo di collegare i produttori con i consumatori.»
Ora ci sono a Trento tre punti vendita, di frutta, verdura, prodotti biologici, formaggi, uova fresche, pane e dolci dei panifici le Chicche di Arco, Marchi di Trento e Profanter di Bressanone.
Con la Biocesta del Gusto Giulia porta avanti la missione dei suoi nonni, che nel 1981 hanno aperto il Maso del Gusto, la prima azienda agricola del Trentino ad adottare il metodo biologico.
 
«La nostra soddisfazione è di essere riusciti ad educare il gusto dei nostri clienti che ora cucinano abitualmente cavolo nero, cavolo rapa, puntarelle e topinambur, diverse varietà di zucche: così abbiamo incentivato i nostri produttori a coltivare diversi tipi di verdure e creare una bella varietà al posto delle monocolture, perché la tendenza del Trentino è quella di coltivare mele, uva, patate e “capussi”, – osserva Giulia sorridendo. – Da Biocesta inoltre potete incontrare Maria Luisa Loner, consulente per l’alimentazione e erborista, che dona consigli preziosi per realizzare tanti piatti sani, gustosi come zuppe e vellutate con verdure di stagione e spezie, e deliziose torte tradizionali anche in versione vegetariana, come Linzer, Sacher, Buchteln e la grano saraceno con mirtilli rossi.»
Ai lettori de L’Adigetto.it Maria Luisa consiglia di preparare la torta ideata da Irene della Biocesta per «Fa’ la cosa giusta», a base di rape rosse.
«È una variante della torta di carote – spiega, –sostituite appunto dalle rape rosse; gli altri ingredienti sono farina integrale di farro, mandorle, olio e un uovo, per una perfetta torta autunnale, energetica e ricca di ferro e potassio.»
 

 
Mattia Gatti (foto qui sopra) ha trent’anni e ha unito la passione per la montagna, dove vive fin da piccolo, con la passione per la cura del corpo con prodotti naturali di alta qualità, e ha frequentato i corsi di piante officinali della Fondazione Mach di San Michele all’Adige.
Da queste sue passioni è nata la «Tre Cime Monte Bondone», un’azienda di biocomesi Made in Trentino, che svolge la propria attività al margine di un piccolo paese posto sulle pendici del Monte Bondone, sulla Piana delle Viote.
«L’attenzione all’intera filiera produttiva – spiega Mattia – prevede l’utilizzo di sementi e piante biologiche certificate, e la coltivazione avviene senza l’impiego di alcun preparato chimico.
«Fondamentale in questo processo è l’annaffiatura: si utilizza un’acqua di una sorgente che sgorga spontanea a poche centinaio di metri dal campo, e la raccolta viene effettuata manualmente e giornalmente, nei periodi di massima maturazione di ogni pianta.»
Le creme per il viso e corpo prodotti da Mattia seguono i protocolli relativi alla trasformazione cosmetica biologica disposti dal Ministero della Salute e dal Servizio Agricoltura della PAT, mentre l’azienda svolge la propria attività agricola seguendo le linee guida suggerite dagli esperti della Fondazione Mach.
Mattia invita tutti sul Monte Bondone a fargli visita in ogni memento, per verificare l’impegno e la dedizione al suo lavoro, o anche solo per godere della vista e dei profumi di meravigliosi campi fioriti.
Ai nostri lettori, Mattia consiglia di riposare su un bel cuscino di fieno e fiori, perché favorisce il respiro e rilassa la zona della cervicale: per realizzare questo cuscino aromatico Mattia si è ispirato al rituale dei bagni di fieno che venivano effettuati alle terme di Garniga.
 
Segno dei nostri tempi è la storia di «Agitu Ideo Gudeta», anche lei trentenne, originaria dell’Etiopia che da alcuni anni sta portando avanti in Trentino la sua passione e la sua sfida; vivere in armonia con la natura e recuperare dall’estinzione la bellissima capra di razza pezzata mochena e camosciata.
Ha recuperato un terreno di 11 ettari in abbandono e lo ha valorizzato come pascolo incontaminato per il suo gregge di capre.
Così, grazie alle conoscenze apprese dalla nonna materna, Agitu alleva le capre e trasforma il latte in formaggio con metodi tradizionali «oggi sempre più necessari – spiega – per un allevamento sostenibile e di qualità».
Nella sua azienda agricola La Capra Felice, in Valle dei Mòcheni produce latte, formaggi, yogurt e ora anche una linea di creme per viso e corpo: ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui quello di Slow Food-Arca del Gusto.
Questa di Agitu è una bella storia di sensibilità, professionalità e integrazione culturale.
 
Queste tre aziende sono indicative di una nuova generazione di imprenditori trentenni del Trentino che si stanno affermando nonostante la crisi economica e le complessità burocratiche; naturalmente a «Fa’ la cosa giusta!» c’erano diverse altre realtà interessanti che meritano di essere raccontate e magari lo faremo in seguito, proprio per condividere il più possibile la bellezza e la positività di queste esperienze.
 
Sandra Matuella – s.matuella@ladigetto.it

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