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Che emozione il volo degli idrovolanti sul Lago di Ledro

Come avvenne 90 anni fa con Gabriele D’Annunzio per l’epopea idroelettrica

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Novant’anni dopo, gli idrovolanti sono tornati sul Lago di Ledro.
Emozione e folla delle grandi occasioni per ricordare il giorno che ha cambiato la storia della Valle di Ledro, per celebrare la ricorrenza dei 90 anni dalla visita del Vate Gabriele D’Annunzio che scortato dal suo idrovolante raggiunse lungo l'ardita strade del Ponale il Lago di Ledro in una mattina del marzo 1928 per incaricarsi in prima persona di far brillare l’ultimo diaframma della galleria che avrebbe collegato il lago con la nuova Centrale Idroelettrica del Ponale, a Riva del Garda.
Novant’anni più tardi, la medesima folla che aveva un tempo assiepato i pendii che degradano verso l’acqua a Mezzolago è tornata a stringersi sulle sponde del lago, per seguire le evoluzioni dei cinque idrovolanti della Scuola di Volo La Marittima di Costa Volpino (Lago d’Iseo) che tra sabato pomeriggio e domenica mattina hanno reso i loro omaggi al Lago di Ledro.
Un evento unico in Trentino grazie alla decisione di permettere alla Valle di Ledro di celebrare una ricorrenza tanto significativa. E stamane, i velivoli, hanno fatto ritorno nel bresciano, raggiungendo il Lago di Garda sorvolando la forra del Ponale per poi costeggiarne la riva occidentale fino a Salò e quindi entrare nell’entroterra bresciano per lasciare lo spazio aereo a disposizione delle Frecce Tricolori, attese proprio in mattinata sul Benaco meridionale.
 

 
Un evento atteso, allestito con grande puntiglio dalla Pro Loco di Mezzolago in collaborazione con il Comune di Ledro ed il Consorzio per il Turismo della Valle di Ledro, riuscito a fare breccia nel cuore della popolazione locale e dei tanti curiosi che hanno raggiunto le sponde del Lago di Ledro dal Veneto, dalla Lombardia, fintanto dall’Emilia Romagna.
Emozionante è stato seguire i decolli e gli ammaraggi, i voli planati e le semplici evoluzioni degli idrovolanti coordinati da terra dal presidente della Scuola La Marittina, Gianni Bonafini, sotto lo sguardo del sindaco Renato Girardi, dell’assessore alla cultura Fabio Fedrigotti e dei rappresentanti del Consorzio turistico, con la presidente Maria Demadonna assistita da Alex Colò, responsabile per l’organizzazione dell’evento.
Cinque idrovolanti, supportati da altri sei velivoli terrestri, hanno volteggiato per oltre un’ora sopra le acque del Lago di Ledro, con il loro volo leggero, placido, discreto e silenzioso, rispettoso della quiete del Lago di Ledro, quasi a volersi scusare della violenta scossa che nel marzo 1928 ne aveva cambiato la storia; sua e dell’intera Valle.
L’apertura della galleria verso la Centrale del Ponale aveva infatti inizialmente portato ad un sensibile abbassamento delle acque del Lago, un rischio temuto e osteggiato ai tempi da gran parte della popolazione locale, un rischio che si è poi via via annullato grazie al miglioramento della tecnica di pompaggio notturno dell’acqua, dal Garda al bacino ledrense.
 

 
Oggi, grazie ai prodigi della tecnica, risulta pressochè impossibile accorgersi della variazione quotidiana del livello delle acque, un’escursione che in ogni caso nei primi mesi di apertura della galleria ha portato con sè la possibilità di rinvenire le migliaia di pali in legno infissi sul fondo del Lago di Ledro, nella zona di Molina, reperti di un villaggio palafitticolo - con monili e utensileria varia - risalente all’Età del Bronzo ed oggi apprezzata e rivalutata sede di uno dei sito preistorici più importanti della zona alpina.
E fu una giornata, quella del marzo 1928, che portò il nome della Valle di Ledro sulle prime pagine di tutti i quotidiani e notiziari nazionali, aprendone di fatto la via verso una realtà turistica che oggi vede questo territorio tra gli ambiti più importanti del Trentino.
Fu una giornata storica per la presenza del Vate, Gabriele D’Annunzio, autentica star dell’epoca.
Un D’Annunzio che aveva accettato di buon grado l’invito dell’amico Giancarlo Maroni, celebre architetto di Riva del Garda, progettista della Centrale del Ponale e primo sovrintendente del Vittoriale degli Italiani, la suggestiva dimora dello stesso D’Annunzio a cui aveva pesantemente collaborato nella realizzazione.
 

 
L’eclettico poeta ed artista di casa sul Garda non si fece scappare l’occasione di raggiungere la Valle di Ledro dell’apprezzato farmacista Angelo Foletto - tra l’altro parente prossimo dello stesso Maroni - con la possibilità di acquistare di persona alcuni di quei prodotti unici che D’Annunzio si faceva recapitare con puntualità dal suo farmacista di fiducia, a Gardone.
Una giornata ed un evento che sono stati rivissuti appieno nella serata di sabato con la rievocazione storica della locale filodrammatica FemoFilò, nel corso della «Serata D’Annunzio» allestita al Centro Culturale di Locca dalla Pro Loco di Mezzolago.
Uno spettacolo aperto dall’introduzione del noto giornalista e volto televisivo Dario Colombo e trascorso quindi tra le immagini originali in bianco e nero che raccontavano dei lavori per la realizzazione dell’opera, e le carezzevoli voci narranti di Giacomo Zito e Angela Ricciardi che sui testi di Franco Farina hanno accompagnato l’esibizione dei preparati attori e artisti ledrensi.
Una serata che ha permesso di fare un secondo pieno d’applausi, dopo l’emozione del pomeriggio riservato agli idrovolanti.
 

 
 LE AUTORITÀ
Viva la soddisfazione del sindaco di Ledro, Renato Girardi. E’ stato un fine settimana sorprendente, per il carico emotivo che ha saputo portare, tanto sull’acqua grazie al discreto e suggestivo volo degli idrovolanti, tanto sul palcoscenico per via di una rievocazione di grande impatto.
Mi sento in dovere di ringraziare l’opera dell’assessore Fedrigotti e di tutte le realtà che hanno permesso di realizzare questo evento, dalla Pro Loco di Mezzolago ai Vigili di Fuoco di Ledro, dal Circolo Vela al Consorzio per il Turismo.
Abbiamo celebrato un giorno che ha cambiato la storia della nostra valle, ne ha modificato alcuni aspetti naturali legati al lago e aperto la strada del turismo e della crescita del territorio.
La nostra amministrazione è orgogliosa di potersi mettere a disposizione per ospitare eventi di tale portata culturale e rievocativa.
Maria Demadonna, presidente del Consorzio turistico della Valle di Ledro sottolinea l’unicità dell’evento.
 

 
Per la Valle di Ledro è un onore aver ospitato in Trentino il volo e l’ammaraggio degli idrovolanti e mi piace pensare che possa diventare un appuntamento annuale: l’esempio di 90 anni fa è davanti ai nostri occhi, quando l’occasione di ricevere un personaggio come Gabriele D’Annunzio spalancò le porte del turismo verso le nostre vallate, una strada che soli pochi mesi prima non era nemmeno immaginabile poter percorrere.
Dal canto suo l’assessore Fabio Fedrigotti non può che puntare l’attenzione sulla portata storica dell’evento.
Polemiche e discussioni avevano accompagnato la realizzazione dell’opera ed il brillamento era stato autentica violenza al Lago di Ledro.
Una violenza necessaria in nome del progresso, un progresso che oggi ci permette di godere appieno di un Lago tra i più belli dell’arco alpino e di aver scoperto il sito palafitticolo di Molina.
Oggi come allora, per la Valle di Ledro è un momento storico e di alto significato e ringrazio tutti gli attori che hanno reso possibile questa rievocazione.
 

 
Piena soddisfazione anche nelle parole di Vigilio Rosa, presidente della Pro Loco di Mezzolago.
Per noi si tratta di una giornata importante che si inserisce nel solco delle tante rievocazioni allestite a partire dal 2014 e proseguita con le celebrazioni del centenario della Grande Guerra e che si completerà l’anno venturo con il ricordo del ritorno della popolazione ledrense dall’esilio in Boemia.
Il nostro concittadino Damiano Mora, grande appassionato di aereoplani, ha reso possibile contattare a ospitare la Scuola di Volo La Marittima e non posso che ringraziarlo, al pari di tutti coloro che hanno contributo alla realizzazione di questa rievocazione.
Insomma, per la Valle di Ledro si è trattato di una nuova giornata storica, un evento unico che ha preso forma e vita in un contesto ambientale e paesaggistico di pregio, riconosciuto dall’Unesco ed inserito nel Progetto Riserva della Biosfera, con le acque color zaffiro del Lago di Ledro a fremere per le carezze degli idrovolanti e a riflettere i colori della folla che ne ha assiepato le sponde.
Proprio come novant’anni fa, il giorno che cambiò la storia della Valle di Ledro.

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