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Sulle rotte di artisti e mercanti lungo i valichi alpini

Un convegno per ripercorrere secoli di scambi culturali e commerciali tra Italia e Oltralpe

Un «viaggio» in compagnia di sibille, mercanti, dame e cavalieri. Tra Roma, Trento, Dresda, Ratisbona e Praga.
Ci si soffermerà sulle massime per nutrire corpo e spirito affrescate a San Michele in un’osteria del Quattrocento. E poi sul Land Tirol nelle immagini araldiche e cartografiche dell’età barocca. Si guarderà alla tradizione iconografica delle sibille tra Sud e Nord.
Si passeranno in rassegna arte e artisti in movimento sulla via del Brennero.
Sono solo alcune tappe dell’itinerario, di immagini e parole, che da giovedì 18 a sabato 20 ottobre studiose e studiosi di storia, arte, letteratura, musica ed economia provenienti da università italiane, austriache e tedesche proporranno al convegno internazionale «Sulle rotte di artisti e mercanti lungo i valichi alpini».
 
Lucia Longo-Endres, professoressa dell’Università di Trento e responsabile scientifica del convegno, spiega: «Il seminario si focalizza sul territorio dell’arco alpino con una speciale attenzione al valico del Brennero, alle vallate dell’Isarco e dell’Adige: area vocata al transito e tappa fondamentale nel commercio tra le piazze italiane e quelle d’Oltralpe. L’obiettivo è mettere in luce il contesto storico-culturale e quello artistico della regione atesina. Una regione di frontiera, capace di alimentare un’articolata rete di rapporti di varia natura, dando vita a manifestazioni d’arte di rilievo e dalle molteplici sfaccettature, dove hanno sempre trovato espressione le diverse sollecitazioni e le diverse anime del Nord e del Sud.»
 
La professoressa fa qualche esempio: «Nell’ampio ventaglio di argomenti che affronteremo, si parlerà delle Trinkstuben quale punto di incontro conviviale per la società tedesca del tempo così come viene riflesso nelle decorazioni murali di questi ambienti tanto in Svizzera quanto negli esempi nostrani di Merano e Brunico. Avremo poi modo di occuparci della rappresentazione di profeti e sibille nei cicli della parrocchiale dell’Assunta a Cavalese, di Castel Noarna, in Santa Maria Maggiore e negli arazzi del Castello del Buonconsiglio di Trento, ma anche delle relazioni intessute – è proprio il caso di dirlo – dal polo manifatturiero di Rovereto con le terre d’Oltralpe, dove i rinomati setifici della Città della Quercia, tra Sei e Settecento, esportavano semilavorati destinandoli alle tessiture a Nord del Brennero. Si rifletterà inoltre sull’autore della celebre Fontana del Nettuno in piazza Duomo a Trento, lo scultore Stefano Salterio, nonché sull’educazione cosmopolita degli artisti trentini Stefano Zuech, Ermete Bonapace, Luigi Bonazza, Oddone Tomasi e Giorgio Wenter Marini, vissuti a cavallo di Otto e Novecento, che si sono formati fra le accademie italiane e quelle di Vienna e Monaco di Baviera.»
 
Il seminario è organizzato dal Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento in collaborazione con il Dipartimento di Economia e Management ed è stato realizzato grazie al contributo della Regione autonoma Trentino-Alto Adige, del Consorzio BIM dell'Adige, del Comune di San Michele all'Adige e della Camera di Commercio di Bolzano.
La prima giornata, il 18 ottobre, si terrà a Bolzano (Camera di Commercio – Via Alto Adige, 60 con inizio alle 14.30).
I lavori proseguiranno, quindi, a Trento (il 19 ottobre dalle 9.30 al Palazzo di Economia – Via Inama, 5 e il 20 ottobre dalle 9.30 a Palazzo Paolo Prodi – Via Tommaso Gar, 14).
Le relazioni saranno nelle lingue italiano e tedesco, con servizio di traduzione simultanea.
La partecipazione è aperta a tutte le persone interessate ed è accreditata per la formazione professionale del personale docente della scuola della Provincia autonoma di Trento.

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