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L’altra faccia delle Feste Vigiliane – Di Francesca Gerosa

Durante la settimana di san Vigilio, gli asili nido rimangono chiusi

Siamo arrivati al momento delle tanto attese Feste vigiliate, e insieme al momento in cui le famiglie del Comune di Trento si trovano a fare i conti con la chiusura delle strutture di asili nido.
Una settimana, la prossima, di interruzione del servizio per un unico giorno di festa.
Un’intera settimana che metterà, come accaduto negli ultimi anni, in serie difficoltà i genitori lavoratori di bambini in fascia 0-3 anni.
 
Con l’interruzione prolungata del servizio il Comune di Trento, in pieno contrasto con la realizzazione di politiche di pari opportunità e di conciliazione dei tempi lavoro-famiglia, obbliga almeno uno dei due genitori (le famiglie avranno ormai già deciso chi tra padre e madre dovrà assentarsi dal lavoro) a prendere ferie per accudire i propri figli, o peggio ancora, nell’impossibilità di assentarsi dal lavoro,  a ripiegare su costosi babysitteraggi occasionali, oltre che difficili da reperire.
 
Costi aggiuntivi, manutenzione (che già viene fatta in agosto) e la decisione dall’alto che le famiglie possono, quindi devono, andare in vacanza in questo periodo, sono state le recenti giustificazioni del sindaco in fase di trattazione di un mio odg che chiedeva di rivedere la decisione di chiusura delle strutture.
Giustificazioni irragionevoli e insostenibili, una presa in giro nei confronti di chi in ferie neanche ci può andare, per un motivo o per l’altro.
 
Secondo quanto detto in aula poco tempo fa dal sindaco, il costo aggiuntivo per il comune ammonterebbe a circa 50.000 euro, cifra irrisoria se paragonata all’intero bilancio del Comune.
Sicuramente irrisoria rispetto a quanto dovranno spendere le famiglie nella gestione dei loro figli in quella settimana per sopperire all’irragionevole chiusura (per un tempo pieno circa 400 euro per una settimana, quanto il costo di un intero mese del servizio).
 
Costringere le famiglie a ferie obbligate (quando il lavoro è già difficile da mantenere visti i continui tagli nelle aziende) o a costosi esborsi per l’accudimento dei propri figli, non è la risposta migliore da dare alle famiglie in questo momento particolarmente difficile. Il sindaco si sta muovendo nella direzione sbagliata.
 
Per quest'anno ormai non si può più fare nulla, il sindaco non ha voluto modificare la sua decisione, ma è giusto che le famiglie sappiano che in futuro l'interruzione del servizio potrebbe essere sospesa e che i nidi potrebbero tranquillamente restare aperti.
Perché il senso dell'offerta dei servizi alla cittadinanza è quello di andare incontro alle sue reali esigenze, organizzandoli di conseguenza. E non il contrario.
 
Francesca Gerosa
Consigliere Comunale PDL per Trento
Responsabile regionale Dipartimento politiche per la famiglia e pari opportunità PDL Trentino

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