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Si conclude la parte artistica delle Feste Vigiliane 2014

Assegnato il 6° Concorso di scultura del legno «Premio San Vigilio» a Florian Grott e il 6° Concorso di pittura «Art&Immagine Città di Trento» a Fulvio Bernardini

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Sono stati comunicati oggi i vincitori dei concorsi di scultura e di pittura legati alle Feste Vigiliane 2914.
Il vincitore del 6° Concorso di scultura del legno «Premio San Vigilio» è stato assegnato a Florian Grott (foto sopra), mentre il 6° Concorso di pittura «Art&Immagine Città di Trento» è stato assegnato a Fulvio Bernardini (foto sotto).
Ma Andiamo per gradi, presentando prima il concorso di scultura e poi di quello di pittura.
 

 
 Concorso di scultura del legno «Premio San Vigilio»
La commissione incaricata di assegnare i tre premi del concorso è composta dai professori Pietro Marsilli, presidente, Maurizio Colorio, Gianni Lollis e Remo Tomasetti.
Prima di qualsiasi altra considerazione si vuole dichiarare un vivo sentimento di ammirazione e gratitudine a tutti i partecipanti per la loro simpatica disponibilità a interagire col pubblico, per il valore del loro impegno e l’alta qualità del loro operare.
Molti di loro hanno più volte partecipato, e con successo, alle precedenti edizioni di questo «Premio San Vigilio», dimostrando così un apprezzamento alla manifestazione che non può che far piacere. Si è trattato in totale di dodici partecipanti che si elencano in ordine alfabetico 
 
FEDERICO BERNARD
(Cognola di Trento, 1990). Diplomatosi all’Istituto d’arte di Pozza di Fassa e poi laureatosi in scultura all’Accademia di Verona, da un tronco di larice Federico ha ricavato una sorta di fantasma, un conturbante demone paludato in un mantello, che con la mano destra regge un libro e con la sinistra un drappo. La tecnica appare capace di esprimere la tensione fisica del soggetto, rispettando ed esaltando la forza del legno. Ad memoriam, 110x 35 cm.
 
ROBERTO BONINSEGNA
(Predazzo, 1984). Diplomatosi all’Istituto di Pozza di Fassa e poi alla Scuola per scultori di Selva di Val Gardena, artigiano iscritto alla CCIAA, Roberto ha già partecipato con successo al concorso San Vigilio. Spesso le sue opere costituiscono riflessioni di gusto antico sull’uomo post moderno. Partendo da un tronco di betulla e da un preciso bozzetto plastico, con attento lavoro di intaglio e finiture in oro ha realizzato una significativa figura di violinista di pieno impatto visivo. L’opera possiede buona pulizia formale e sicuri valori espressivi. Essa comincia dove la parola finisce, 138x25 cm.
 
ANDREA DIETRE
(Torcegno, 1948). Utilizzando il duro e rossiccio legno di prugno ha dato vita a un’elegante figura stante di una Madonna col Bambino in braccio connotata da raffinati, movimentati panneggi. Con buona pulizia formale ha dato forma ai valori espressivi del soggetto scelto. Madre col Bambino, 90x20 cm.
 
FLORIAN GROTT
(Guardia di Folgaria, 1974). Diplomatosi alla Scuola di Selva ma soprattutto figlio d’arte, Florian Grott ha saputo sfruttare appieno le potenzialità del tronco di legno di cedro dal quale è partito per realizzare un torso maschile in forte torsione, parzialmente coperto da una cotta di maglia dal sapore medievale. In capo spicca un corno, a dare l’idea di un essere mostruoso, quasi un Minotauro. Così  antica. Frammento di guerriero ferito, 115x50 cm.
 
MARCO MARINELLI
(Tuenno, 1968). Amante della natura e degli animali, da un grosso blocco di larice questo giovane noneso ha ricavato una vibrante figura di orso di grande impatto visivo e di sicura simpatia. Il pezzo è eventualmente utilizzabile anche come fontana. Omaggio di Ssan Romedio a San Vigilio, 83x80 cm.
 
MARIELLA MARTINELLI
(Calceranica al Lago, 1950). Artisticamente è nata come pittrice ma da diversi anni è attratta sempre di più dalla scultura in legno. Il collegamento fra la sua figura esile e la dura lavorazione del legno è costituito dalla sua determinatezza e dalla sua fidata motosega. Qui un tronco di tiglio è stato trasformato in una sorta di totem ove simbolicamente sono incastrate delle pietre. Le pietre e l’albero, 140x40 cm.
 
GIANLUCA PASQUALI
(Lavis, 1961). Insegnante all’Istituto d’arte Vittoria di Trento, ha già partecipato con successo al Premio San Vigilio. Spesso le sue opere costituiscono una riflessione sul presente.
Quest’anno è partito dal triplice giubileo dell’arcivescovo di Trento, Mons. Luigi Bressan: 50 anni di sacerdozio, 25 di vescovato, 15 come presule a Trento. Sul suo pannello di tiglio alla figura dell’alto prelato con in capo la mitra si affiancano la Torre di piazza, i merli ghibellini di Palazzo Pretorio e 5 spicchi del rosone della cattedrale: 5, il numero magico dei tre giubilei. Episcopi anniversari, 106x51 cm.
 
LUCA POJER
(Salorno, 1993). Diplomatosi all’Istituto d’arte Vittoria di Trento, ora frequenta la sezione di scultura all’Accademia di Belle arti Cignaroli di Verona. Con piccole sgorbie ha lavorato il tronchetto di cirmolo dal quale è partito ottenendone un mascherone che si collega alla tradizione barocca trentina. Il retro è stato significativamente lasciato grezzo. I segni del tempo, 61x19 cm.
 
MAURIZIO SASSUDELLI
(Vattaro, 1979). Attivo nella lavorazione del legno da quattro generazioni, anche lui ha già partecipato con successo al concorso San Vigilio. Quest’anno ha realizzato quattro pannelli (35x28 cm) incorniciati insieme nel telaio di una finestra. Raffigurano: una scena di interno invernale in cucina, una famiglia raccolta attorno a una culla, una pausa durante l’alpeggio e un gruppo familiare in cammino nel bosco. Una finestra sul passato… e sul futuro, 90x80 cm.
 
GIANNI TOSI
(Flavon, 1950). Da un tronchetto di pino ha realizzato un movimentato intreccio vegetale sormontato da una maschera analoga a quelle usate dai Ciusi e Gobj, in piena aderenza a queste Vigiliane. Intreccio silvestre, 74x30 cm.
 
GINO TARABOI
(Ossana, 1945). Partendo da un tronco di larice, quello che anagraficamente è il veterano di questo Premio San Vigilio 2014, diplomatosi a Brera, ha dato corpo ad una complessa figura, riconoscibile come umana ma poi resa fortemente astratta. Significativa la scelta di ricavare la scultura decentrata rispetto all’asse del tronco in modo da esaltare gli anelli di accrescimento del legno nella loro naturale policromia. Dialogo, 180x37 cm.
 
GIANLUIGI ZENI
(Mezzano di Primiero, 1986). Diplomatosi prima a Pozza di Fassa e poi a Verona, figlio d’arte, iscritto alla CCIAA. In questo e in altri concorsi con le sue opere si è avvicinato a Gustav Klimt ma da diverso tempo, piuttosto, realizza sculture che danno corpo alla meditazione dell’uomo su se stesso, fino ad arrivare a immagini quasi kafkiane. Quest’anno, partendo da un tronchetto di cirmolo e da un bozzetto plastico, ha realizzato un’interessante figura di un giovane concentrato su un serpente uscito dal suo stesso corpo. Importante l’uso del colore. Distacco dell’anima, 64x22 cm.
 

 
La commissione ha voluto rispettare in pieno i criteri prestabiliti del bando di questo anno che vuole premiare il valore assoluto delle opere realizzate dai partecipanti, siano essi più o meno giovani, artisti o hobbisti, trentini o extraprovinciali, iscritti all’Albo delle imprese artigiane o meno.
I criteri valutativi adottati dalla commissione giudicatrice sono stati quattro: 1) Originalità dell’idea iniziale in rapporto all’adeguato sfruttamento delle peculiarità tecniche, fisiche e visive del legno; 2) Tecnica esecutiva, qualità dell’intaglio e grado di rifinitura dell’opera; 3) Valori formali ed espressivi; 4) Efficacia del soggetto e impatto visivo.
Tenuto conto di tutto ciò, dopo ripetuta e accurata osservazione e analisi degli elaborati nel corso di tutti i tre giorni del concorso, attenta e calibrata comparazione e ampia discussione, la Commissione esprime alla unanimità i seguenti giudizi:
 
SEGNALAZIONE DI MERITO a Luca Pojer: pur essendo Luca il più giovane scultore del gruppo, ha dimostrato di possedere una tecnica di intaglio sicura e in modo del tutto adeguato ha saputo sfruttare le potenzialità del tronchetto di cirmolo dal quale è partito.
 
SEGNALAZIONE DI MERITO a Roberto Boninsegna: arricchisce il figurativo di profonde valenze spirituali e morali, ponendosi così accanto ai maggiori maestri fassani e gardenesi contemporanei, e compie ciò attraverso una tecnica raffinata e una ricerca costante.
 
TERZO PREMIO, Palazzo Pretorio, di euro 400 a GINO TARABOI per un’opera che, coerentemente con la ricerca da lui da lungo tempo perseguita, esalta un sapiente dialogo di pieni e di vuoti in dinamico rapporto reciproco.
 
SECONDO PREMIO, Città di Trento, di euro 600 a FEDERICO BERNARD per un’opera della quale c’è da sottolineare l’originalità, le importanti dimensioni, l’effetto espressionistico e l’efficacia tecnica.
 
PRIMO PREMIO, San Vigilio, di euro 1000, a FLORIAN GROTT per un’opera che, con sicura maestria, esprime un forte senso di staticità dinamica, di energia trattenuta.
 

 
 Concorso di pittura «Art&Immagine Città di Trento»  
La commissione del concorso di pittura «Art&Immagine Città di Trento», edizione 2014, presieduta da Gianni Lollis e composta da Dario Ghidoni, Maurizio Scudiero e Nicoletta Tamanini. Anna Tomasi è presente in qualità di segretaria verbalizzante.
Dopo aver visionato le opere e averle attentamente valutate, la giuria ha formulato i seguenti unanimi giudizi che hanno riconosciuto 3 premi e 2 segnalazioni.


 
 PREMI
1° PREMIO – Fulvio Bernardini con l’opera Our beauties (le nostre bellezze), per la frizzante freschezza che traduce, in un linguaggio contemporaneo e attento alla realtà locale, le suggestioni della pop art americana.
2° PREMIO – Rossano Cortellazzi con l’opera Il cassetto del falegname. L’opera si presenta spontanea, sfruttando elementi quasi mai considerati, arrivando a essere originale e tecnicamente molto valida.
3° PREMIO – Elio Roberti con l’opera Rogazioni propiziatorie verso Soncino, che riesce a racchiudere la solarità di un paesaggio tipico di una realtà naturalistica italiana, in cui il pittore inserisce un elemento di disequilibrio.
 
 SEGNALAZIONI
L’artista Loris Bolognani con l’opera Finestra sulla piazza. La composizione presenta spunti narrativi della città di Trento, reinventati in maniera nuova, focalizzando particolari non banali.
La pittrice Camilla Leonardi con l’opera Cattura. Il quadro denota un uso sapiente del segno che traduce un soggetto naturalistico con particolare forza espressiva e con grande audacia prospettica.
 

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