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La risorse del PNRR per una ripresa sostenibile

Un webinar nell'ambito del Festival della Famiglia per recuperare il tempo perduto

La pandemia ha stravolto i nostri stili di vita ed ha aperto uno squarcio sulle vulnerabilità strutturali del nostro sistema economico, da qui la necessità di accelerare su una serie di processi di riforma che erano già in atto prima della crisi causata dal Covid-19.
È quanto emerso nel corso di un webinar tenuto questa mattina nell’ambito del Festival della Famiglia, organizzato da tsm|wellab e moderato da Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis, il seminario ha voluto approfondire l’impatto della misure espansive, previste nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), sui processi di coesione sociale e di sviluppo territoriale.
 
«La ripresa post Covid – ha detto Laura Cavalli, program director di Agenda 2030, dovrà puntare sulla sostenibilità e combattere i divari generazionali, di genere e territoriali, con investimenti strutturati nel tempo.
«La digitalizzazione e l’innovazione possono essere considerate delle leve per una crescita inclusiva e sostenibile.
«Decisivo sarà – ha aggiunto – monitorare il percorso verso gli obiettivi prefissati, in modo da garantire una reale trasparenza sul raggiungimento dei relativi risultati.»
 
«L’aspetto chiave – ha spiegato Pierluigi Stefanini, presidente di Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – è fare in modo che l’attuazione del PNRR e la relativa trasformazione del Paese, sappia mobilitare l’intera società italiana, perché le risorse pubbliche da sole non basteranno.
«Le transizioni epocali necessitano di un consenso ampio. E in questo processo – ha aggiunto – la dimensione territoriale, con l’azione dei governi locali, assumerà notevole importanza.»
 
«Nel PNRR – ha detto Germana Di Domenico, dirigente della Direzione Analisi economico-finanziaria del Ministero dell’Economia e Finanze – sono presenti misure che potranno contribuire ad affrontare le sfide del Paese rispetto all’uguaglianza di genere.
«Il Piano dovrebbe avere un impatto notevole sul rafforzamento della coesione sociale e territoriale, con il 18,5% delle risorse previste, ovvero circa 35,4 miliardi di euro, utilizzate direttamente per attuare politiche che riducano le disuguaglianze di genere in Italia, di queste l’1,6%, 3,1 miliardi, mirate direttamente alle donne.
«Grazie al PNRR l’Italia – ha concluso – punta a guadagnare 5 punti in termini di Gender Equality Index.»
 
«Anche per il Trentino – ha evidenziato infine il direttore generale della Provincia autonoma di Trento, Paolo Nicoletti – il PNRR rappresenta una grande opportunità.
«Questo territorio è in grado di esprimere delle progettualità strategiche su tutte le 6 missioni previste dal Piano.
Queste risorse ci permetteranno di attivare una serie di investimenti importanti per accrescere il livello di competitività del sistema economico trentino, in coerenza con i principi guida del Recovery Act europeo.
Attraverso le risorse del PNRR potranno essere attivati investimenti per lo sviluppo del sistema economico e sociale del Trentino, con progetti realizzati direttamente dalla Provincia e dagli enti locali, da soggetti privati, che accederanno direttamente ai fondi messi a bando a livello nazionale e dallo Stato con impatto sul territorio locale.»

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