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Quel ponte Venezuela-Trentino per salvare i presepi

Nel borgo di Ossana, in Alta Val di Sole, inaugurata la celebre esposizione di presepi

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È ormai conosciuto a livello nazionale e internazionale per la sua enorme collezione di presepi che ha raggiunto dimensioni impressionanti: oltre 1400 opere.
Quattro volte di più delle famiglie che risiedono nel Comune. Una collezione imponente che ogni anno cresce e viene esposta lungo le vie più suggestive del Paese.
L'appuntamento attira decine di migliaia di turisti nel periodo natalizio (l'anno scorso si sono contate oltre 25mila presenze).
L'edizione di quest'anno dei Presepi di Ossana, inaugurata ufficialmente oggi, si arricchisce di una storia molto particolare.
Che unisce la proverbiale solidarietà montanara con le drammatiche notizie che arrivano da oltreoceano.
 
Il Comune di Ossana, in alta Val di Sole, ha infatti ricevuto da un'anziana signora venezuelana, madre di una ragazza che abita nel borgo da 15 anni, una particolare richiesta di aiuto: voleva inviare in Trentino alcune rappresentazioni della Natività realizzate da artisti venezuelani che lei aveva raccolto e che sono ora messe in pericolo dai tumulti che stanno dilaniando il Paese latino-americano, sull'orlo della guerra civile.
«Mia madre Carmen ha creato una collezione di presepi artigianali. Ognuno è realizzato con materiali poveri e riciclati. Tessuto, argilla, terracotta, legno, avorio vegetale delle foreste pluviali. Ognuno ha una sua storia» spiega la figlia Lisbeth Giménez.
Uno in particolare è dell'artista Carlos Hernandez di Valencia (150 km a ovest di Caracas), le cui opere, che raccontano la tradizione del presepe diffusasi anche tra gli aborigeni (le tribù che ancora vivono nelle foreste tropicali del Paese), gli sono valse il riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dall'Unesco nel 2005.
«Questi presepi rappresentano la bellezza delle radici della nostra terra benedetta, multiculturale, aperta, meravigliosa che sta passando un momento terribile.»
 

 
 TANTI ESEMPI DIVERSI PER RICORDARE LA NATIVITÀ 
Il Comune di Ossana ha così accolto la richiesta della signora Acurero e ha organizzato l'invio dei presepi e raccolto i fondi necessari, superando le mille difficoltà burocratiche che non mancano nemmeno per una spedizione di opere natalizie.
«Siamo felici che la nostra raccolta si arricchisca di opere così particolari. Segno dell'importanza che la manifestazione sta accrescendo la propria importanza anno dopo anno» ha commentato il sindaco di Ossana, Luciano Dell'Eva.
E così i presepi di oltre oceano si uniscono alle altre centinaia di rappresentazioni, che saranno distribuite fra le strade e i palazzi più significativi di Ossana, fino a raggiungere le imponenti e scenografiche rovine del Castello di San Michele.
Tra di esse alcuni molto particolari: la collezione di 800 presepi fatti a mano di Massimo Bacchini di Verona, lasciata in comodato d'uso al Comune dai figli per ricordare la scomparsa del loro padre; un'altra collezione di 150 esemplari donata da Nella Carraro di Milano, che trascorre le sue vacanze da anni a Ossana; un presepe dedicato alla Grande Guerra (conclusasi esattamente cento anni fa) che racconta un episodio di «pace separata» avvenuto nella notte di Natale; il presepe contenuto in una residenza storica del paese (Mas dei Voltolini) realizzato due anni fa in occasione dei 60 anni della tragedia aerea sul monte Giner a quota 2600 metri, avvenuta il 22 dicembre 1956, e la collezione di presepi contenuta nella quattrocentesca Casa degli Affreschi.
 

 
 MERCATINI, CONCERTI E UNA «ELFOSLITTA» MAGICA 
L'inaugurazione ufficiale della mostra si è tenuta ieri, alla presenza delle autorità di valle.
I presepi saranno visitabili fino al giorno dell'Epifania, dalle 10 alle 22.
Per i turisti che arriveranno a Ossana, il Comune ha previsto una sorta di «percorso guidato»: un filo rosso unirà tutto il sentiero.
All'inizio, nella piazza centrale del Paese e alla fine (nel Castello di San Michele), due mercatini di Natale con 24 casette in legno con prodotti esclusivamente di artigianato locale e delle eccellenze gastronomiche trentine. E ogni weekend in programma concerti con musiche natalizie e rappresentazioni teatrali.
Ulteriore novità dell'edizione 2018, una «Elfoslitta» in legno che aspetta i visitatori, nella Casa di Babbo Natale.
«Grazie a occhiali magici che immergono nella realtà virtuale, chi si siederà sulla slitta potrà vivere l'emozione del viaggio che tutti gli anni Babbo Natale, gli elfi e le renne compiono per arrivare fino ad Ossana a consegnare i regali» spiega Dell'Eva.
Una novità che sicuramente entusiasmerà i bambini ma che ha anche un intento di solidarietà: i proventi ottenuti dai biglietti, insieme a una parte di quelli degli ingressi al Castello di San Michele, saranno infatti devoluti in beneficenza.
Due i destinatari: la comunità di Dimaro colpita dall'alluvione del 29 ottobre e il popolo venezuelano che potrà giovarsi della spedizione di farmaci realizzata tramite l'associazione ALI ONLUS.
«Anche semplici farmaci come gli antibiotici – ricorda Dell'Eva – lì sono ormai introvabili. E non ci pare giusto rimanere inerti davanti a questi drammi.»
 

 
 MERCATINI E PRESEPI STRUMENTO DI SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE 
Ma i mercatini di Natale possono essere anche uno strumento per sensibilizzare a comportamenti responsabili e rispettosi dell'ambiente.
Soprattutto per un paesino come Ossana che a settembre è stato eletto, tra 9mila Comuni, come il «borgo più green d'Italia» dalla rivista di turismo Weekend Premium.
Ecco perché il Comune ha previsto un piano di «mobilità sostenibile»: «non vogliamo che il successo delle nostre iniziative natalizie snaturi Ossana» ha spiegato il sindaco.
«Quindi, i turisti residenti nei comuni limitrofi potranno arrivare con lo ski bus che per l'occasione sarà prolungato fino alle ore 19. Inoltre, tutto il centro storico di Ossana è stato di fatto reso pedonale, relegando le auto in due parcheggi esterni al paese.»
Infine, l'amministrazione comunale ha rifatto l'intera illuminazione del centro cittadino, utilizzando led caldi a basso consumo.
«Ci sembrava un segno tangibile di sensibilità. Ancor più opportuno visti i segnali che la natura ci ha inviato nelle settimane scorse e che hanno toccato anche la nostra bella Val di Sole.»

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