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«Trentino nell’anima» premia il presepe dell’anno

A pochi chilometri dalla maestosa mole della Pieve dell’Assunta a Civezzano, la piccola frazione di Osella ospita il presepe dell’anno

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Lo scultore Giovanni Avi, i coniugi Daniela e Fabrizio, Chiara Turrini, Paccher e Fernanda Beozzo.
 
Anche quest’anno le luminarie di Natale hanno: incanto, regalato calore, stupore in ogni dove.
Vicoli, piazze, porticati, balconi; allestiti con decorazioni in un girotondo di colori. Nel tempo «buio» che tutti noi viviamo, queste stesse luci hanno avuto un compito importante; quello di sostenerci, donarci speranza, continuità, gioia.
Come i presepi, preparati con cura e creatività; dai più grandi e sfarzosi a piccole rappresentazioni collocati in finestrelle di vecchie stalle.
 
Era l’anno 1224, quando a Greccio in provincia di Rieti fu realizzato il primo presepe vivente da un poverello chiamato Francesco, divenuto poi Santo.
Una tradizione centenaria che a tutt’oggi si manifesta in ogni angolo di paesi e città creando negli occhi della gente un senso di pace, unità e amore.
Anche a Osella, piccola frazione nel comune di Civezzano, che conta non più di diciotto anime, i coniugi Daniela e Fabrizio hanno realizzato il loro presepe.
 
In questa manciata di case, lontano dai fragori della città, si respira il Sacro senso della Natività. Tutto è così ordinatamente “concepito” che hai la sensazione di un presepe: vivente, parlante.
Se ti fai prendere per mano dalla lavandaia, dalle mani intirizzite, sarà lei a condurti nei luoghi ameni di questa creazione. Incontrerai personaggi semplici, vestiti accuratamente dalle brattee o «fòie de formentaz».
Chi vende frutta, chi pialla il legno, chi ara il campo, chi sottovoce porta la Buona Nuova.
È nato! È nato il Salvatore.
 
Sui social, strumento immancabile del terzo millennio, i visitatori ne hanno commentato, entusiasti, questa «creazione della Natività».
Una fra tutte la signora Virginia, ultraottantenne. Con un groppo in gola, lasciando scorrere lacrime, (riporta la figlia sulla piattaforma) è riaffiorata la sua infanzia e la sua mamma che confezionava per lei, le bambole proprio con le fòie de formentaz.
«Trentino nell’anima» un progetto ideato da Michele Marconi, ha lo scopo di divulgare e a volte premiare, emozioni genuine espresse da persone o luoghi del nostro territorio.
 
Da qui è nato il desiderio di premiare questo presepe con un quadro in legno intagliato a mano, realizzato dall’artista pinetano Giovanni Avi raffigurante la Sacra Famiglia.
Domenica, 16 gennaio c. a. alla presenza di Michele Marconi, ideatore di Trentino nell’anima, dello scultore Giovanni Avi, dell’attrice Chiara Turrini, presentato da Fernanda Beozzo, dalle mani del consigliere provinciale Roberto Paccher è stato consegnato il premio ai coniugi Daniela e Fabrizio con questa motivazione: per aver realizzato con minuzia, dedizione in dettagli suggestivi la «Creatura» più tenera, coinvolgente e magica di tutto l’anno. Il presepe!
Per aver saputo ricostruire scene parlanti della Natalità, un’opera che ha creato comunità e magico stupore ai numerosi visitatori che hanno raggiunto questa piccola località.

Il presepe, situato in una legnaia, sarà visitabile fino alla fine di gennaio 2022.

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