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«68 Pop Revolution», documentario di Aurelio Laino

Al cinema Modena, il 5 maggio alle 15.30 la proiezione sulla stagione storica che ruota al ’68, omaggio del Trento Film Festival al regista prematuramente scomparso

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Aurelio Laino, documentario 68-Pop-Revolution.
 
Al Cinema Modena di Trento, il 5 maggio 2021 alle ore 15.30, verrà proiettato «68 Pop Revolution» di Aurelio Laino, documentario sulla stagione storica che ruota attorno al ’68, a suo tempo andato in onda in quattro puntate su Sky Arte (anteprima presentata al Film Festival di Trento nel 2018).
Ingresso gratuito esclusivamente su prenotazione, telefonando al Modena. Dal 6 maggio 2021 la proiezione sarà online con prenotazione sul sito del Trento Film Festival.
È un omaggio al noto regista salernitano recentemente scomparso, il quale era molto conosciuto e apprezzato non solo a Trento e in Italia, ma anche all’estero.
La sua morte prematura ha lasciato un vuoto incolmabile in tutti coloro che gli hanno voluto bene.
 
Viveva da anni a Londra con la moglie Elena Alessia Negriolli (anche lei regista e videomaker), legato a doppio filo a Trento e al Trentino, dove si era trasferito a metà degli anni Ottanta con la famiglia e dove vivono tuttora i genitori (Luciana Grillo, giornalista, docente e critica letteraria, autrice di diverse pubblicazioni, nonché titolare per la nostra testata della seguitissima rubrica «Letteratura di genere», e Pietro Laino, ex vice questore di Trento) e il fratello Guido (curatore di diversi progetti artistici, da molti anni si occupa di laboratori di scrittura).
Il filmato proposto ripercorre le vicissitudini di quegli anni, i cambiamenti di costume, i fatti di cronaca, anche attraverso la voce di chi quel periodo lo ha vissuto, dalle prime manifestazioni studentesche del ’66 fino alla strage di piazza Fontana e alla manifestazione studentesca che seguì quel tragico evento, cercando di smontare false interpretazioni e visioni semplicistiche.
 

 
Laureato in ingegneria nel 1998, con la passione per la batteria e per la musica in genere, per il teatro, Aurelio Laino si era formato professionalmente a Roma, studiando allo Ied sceneggiatura e scrittura per la televisione, vincitore dieci anni fa di un posto alla London Film Academy, fondatore fra l’altro della casa di produzione Decimarosa.
Regista di moltissime videoproduzioni e documentari che spaziano dalla storia all’attualità, fra cui quello su Alcide Degasperi e su Francesco Volpi, pilota aeronautico, oltre che a un documentario con Erri De Luca, il cortometraggio «Il turno di notte lo fanno le stelle», entrato nella shortlist per gli Oscar e vincitore del Tribeca Filmfestival a New York.
 
Da tempo lavorava fra le altre cose a un documentario sulla genesi di «Bitches Brew» di Miles Davis, assieme a Enrico Merlin, musicologo trentino.
Lo avevamo incontrato nel maggio del 2018 presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale a Trento, proprio in occasione della proiezione di «68 Pop Revolution».
Era stato lui stesso a raccontarci che il ’68 è stato un movimento in cui Trento ha giocato un ruolo di primissimo piano, da qui infatti sono partite le prime occupazioni, all’epoca gli studenti non avevano paura di confrontarsi con le istituzioni, chiedendo di essere coinvolti nel cambiamento. Il documentario di Aurelio Laino indaga il ’68 e gli anni che lo hanno preceduto e seguito, dall’inizio del ’66 fino a giungere al dicembre 1969, a piazza Fontana, anni di grandi cambiamenti sociali.
 
Il documentario è nato anche con l’intento di distruggere il luogo comune che ruota attorno al ’68; gli studenti non erano figli di papà viziati come sono stati spesso dipinti, erano persone molto interessate allo studio, impegnate, lontane dallo stereotipo entrato nell’immaginario collettivo.
Un bel modo di ricordare questo regista, tanto stimato per la sua grande professionalità, umiltà, educazione, quanto amato per la sua grande carica umana, gentilezza, per i suoi modi garbati, tratti che lo caratterizzavano e che agli occhi di tutti lo rendevano una persona davvero speciale. Unica.

Daniela Larentis - d.larentis@ladigetto.it

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Carissima Luciana, ci terrei molto di vederlo, spero di riuscire a prenotarmi domani, al momento non ci sono riuscita!
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Rosa Capodiferro 03/05/2021
Cara Luciana ho letto tutto.
Sono vicina a te per ricordare il tuo caro figlio
Anche se non ho avuto il piacere di conoscerlo
Un abbraccio grande grande.
Rosa
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