Home | Pagine di storia | 1ª Guerra Mondiale | «100 anni di annessione all’Italia, il futuro sta nell'Euregio»

«100 anni di annessione all’Italia, il futuro sta nell'Euregio»

Ricorre il 10 ottobre il centenario dell’annessione dell’allora Tirolo del Sud all’Italia. Kompatscher ribadisce il ruolo centrale dell’Euregio per la convivenza del futuro


Il trattato di Versailles, uno degli accordi di pace che pose fine alla prima guerra mondiale.
 
Esattamente 100 anni fa, il 10 ottobre 1920, il Tirolo del Sud, territorio a stragrande maggioranza di lingua tedesca, veniva annesso al Regno d’Italia, diventando assieme al Trentino, che all’epoca era il Tirolo italofono, un’unica entità amministrativa all’estremo confine settentrionale del paese.

La riorganizzazione di questa zona d’Europa, regolata dai trattati di pace di Versailles e di Saint Germain del 1919, e che per il Tirolo del Sud rappresentò la drammatica separazione dall’Austria al termine della Prima guerra mondiale, divenne realtà il 10 ottobre 1920.
 
 Vanno peraltro fatte alcune precisazioni 
La prima è che il Trentino era stato un principato vescovile indipendente nei secoli e solo Napoleone lo «regalò» all’impero austriaco insieme alla Repubblica Serenissima di Venezia.
Caduto Napoleone, l'Austria se ne guardà dal restituire la sovranjità a Trento e a Venezia.
Il Trentino comunque storicamente non era il «Sud Tirolo di lingua italiana».

La seconda è che secondo gli accordi di Londra, nel caso di vittoria degli alleati contro gli Imperi Centrali, all’Italia sarebbe spettata la Dalmazia.
Poi, conti alla mano, i Francesi si accorsero che l’Italia sarebbe diventata troppo potente nell’Adriatico e, anziché concedere la Dalmazia, preferì cederle il Sud Tirolo, quello che oggi si chiama Alto Adige.
Non è stato il Regno d’Italia a volere l’annessione del Tirolo e neppure poté impedirlo. Lo volle la Francia con l’indifferenza dell’Inghilterra.
 
 Tutela dell'identità e pacifica convivenza  
A 100 anni di distanza da quegli avvenimenti, il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, sottolinea che «se pensiamo a quanta sofferenza ha generato al Tirolo la storia del secolo scorso, e poi apriamo gli occhi sulla situazione attuale, possiamo affermare che, nonostante tutte le difficoltà incontrate, siamo riusciti a preservare la nostra identità e a costruire una buona e pacifica convivenza».
Secondo il presidente altoatesino, «nel 1919 il Tirolo venne diviso da un confine che violava il principio di autodeterminazione dei popoli [tanto predicato dal presidente americano Wilson – NdR], ma non possiamo riportare indietro le lancette della storia, e oggi siamo tornati assieme nell’ambito dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino.
«Storicamente abbiamo sempre dimostrato di voler gestire in proprio le decisioni che ci riguardano, e di saper trovare soluzioni responsabili anche in situazioni difficili.
«Nello specifico, per quanto riguarda la separazione del Tirolo, abbiamo trovato i mezzi e le strade per superare questo nuovo confine in pieno spirito europeista.»
 
 Autonomia e superamento dei confini  
Volgendo lo sguardo al futuro, Kompatscher vede nell’autonomia e nel superamento dei confini «la prospettiva da seguire a 100 anni dalla separazione del Tirolo del Sud dal resto del Tirolo.
«Abbiamo una solida base di valori comuni che ci potranno accompagnare in questo percorso che si svolge all’interno dell’Unione Europea».
Per quanto riguarda, infine, il confine del Brennero, a lungo simbolo di separazione e ora diventato sinonimo di superamento dei nazionalismi, Kompatscher aggiunge che «i padri fondatori dell’Europa sono riusciti a trovare una visione comune proprio perché hanno rinunciato ai punti di vista nazionali. Ora tocca a noi dare il nostro contributo per sostenere ulteriormente la buona e pacifica convivenza in Europa».

Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Gourmet

di Giuseppe Casagrande

Campi da golf

di Francesco de Mozzi

Cartoline

di Bruno Lucchi

L'Autonomia ieri e oggi

di Mauro Marcantoni