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Prima e dopo la Grande Guerra: al museo dal 21 settembre

Al Castello del Buonconsiglio incontri organizzati nell’ambito della mostra «Tempi della storia, tempi dell’arte. Cesare Battisti tra Vienna e Roma» – Ingresso libero

Sarà il professore Paolo Pombeni ad aprire il ciclo di quattro incontri organizzati dal museo nell’ambito della mostra «Tempi della storia, tempi dell’arte. Cesare Battisti tra Vienna e Roma».
Una serie di conferenze e dibattiti con storici e storici dell’arte che indagheranno aspetti della storia tra Ottocento e primo Novecento, non solo per conoscere il passato, ma anche per offrire spunti di riflessione agli interrogativi dell’uomo contemporaneo.
La prima conferenza si terrà mercoledì 21 settembre ad ore 17.30 con il prof. Pombeni che interverrà   sul tema Europa e Trentino fra inizio di un nuovo secolo e Grande Guerra.
La guerra europea che fu individuata subito come una «grande guerra» scoppiò e si sviluppò poco dopo che era iniziato il XX secolo.
 
La data era stata vissuta come «epocale» sia in Europa che, naturalmente, nel Trentino: ci si chiedeva cosa avrebbe portato il nuovo secolo dopo un Ottocento che a sua volta era stato ricco di cambiamenti e di svolte.
Questo clima che unì grande creatività e grande preoccupazione va ricostruito per comprendere cosa significò lo choc della guerra europea sulle popolazioni, sugli intellettuali e sui gruppi dirigenti dell'epoca.
Il secondo incontro si terrà mercoledì 5 ottobre ad ore 17.30 dove Massimo Rossi parlerà sul tema La geografia serve alla guerra? L’esperienza di geografo di Cesare Battisti consente di riflettere sull’uso del sapere geografico, non solo per rappresentare il territorio, ma anche per dar forma alla coscienza e alla volontà dell’uomo.
Diego Leoni  mercoledì 12 ottobre ad ore 17.30 interverrà sul tema «E non fiorirono stelle quella notte...» Genealogia di un film mai girato.
 
L’epilogo della vicenda battistiana è stato documentato da un «macabro reportage» che costituisce una delle più straordinarie e dolenti sequenze della fotografia di guerra, modello perfetto, e primigenio, di rappresentazione per ciò che ancora doveva andare in scena nel teatro mondiale della crudeltà, da Auschwitz ad Abu Ghraib al Medio Oriente di oggi.
Grazie a moderne e sofisticate tecnologie, è oggi restituita in una serie di grande forza emotiva, che fa riflettere su un tema attualissimo come quello della spettacolarizzazione della morte.
L’ultimo incontro si terrà mercoledì 19 ottobre ad ore 17.30 con Fabrizio Rasera ed Emanuela Rollandini che parleranno dei Volti di una memoria contesa. Cesare Battisti tra mito e antimito.
La tragica morte di Battisti consegna alla storia un eroe e un martire dell’irredentismo. Immediatamente la sua immagine diviene un simbolo.

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