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Centenario prima guerra mondiale, Circolo Gaismayr

«Alla stazione dei treni il memoriale per ricordare le sofferenze di tutta la Comunità trentina»

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Contestualmente alla presentazione della proposta di legge presso il forte di Cadine nell’estate 2016, il Presidente del Circolo «Michael Gaismayr» aveva affermato la volontà di voler aprire un forum della memoria, un tavolo aperto a cittadini/e, storici, ricercatori ed appassionati ai temi interessati dal tenore del disegno di legge, in modo tale da poter presentare in tempo utile, un contributo fattivo e costruttivo alla commissione legislativa che si sarebbe dovuta occupare del provvedimento.
Nel corso della primavera di quest’anno si sono dunque tenute una serie di riunioni presso la sede del Circolo a Trento, aperte a soggetti corrispondenti al profilo indicato, per confrontarsi sui vari temi e giungere quindi ad un documento condiviso.
Al tavolo hanno preso parte associazioni, ricercatori storici, appassionati di storia locale, uomini e donne che in questi 20 anni hanno dato un contributo significativo alla ricostruzione della memoria della tragedia vissuta dal popolo trentino nel corso della prima guerra mondiale.
 
Nel corso degli ultimi giorni, il dibattito ha visto una accelerazione e la proposizione di un memoriale all’interno del sacrario militare di Castel Dante.
Non sono mancate voci discordanti che hanno posto in risalto come il ricordo in questo contesto dipenda completamente da logiche e motivazioni di ordine militare.
Senza voler togliere nulla alle proposte in campo, tutte degne e meritorie in quanto vanno nella direzione della ricostruzione di una traccia storica condivisa, il lavoro del «Forum permanente della Memoria» ha evidenziato la necessità assoluta di individuare un luogo specifico per il ricordo della tragedia vissuta da tutto il popolo trentino nel corso della prima guerra mondiale, civili, donne, bambini e militari.
 
Val la pena di ricordare che accanto ai 60.000 richiamati nell’esercito austro-ungarico (12.550 dei quali non fecero mai ritorno), furono più di 100.000 i civili costretti dalla guerra ad abbandonare i propri paesi lungo il fronte, destinati in larga parte alle regioni interne dell’Impero.
Non si vogliono dimenticare qui le decine di volontari che optarono per l’esercito del Regno d’Italia.
Per non parlare poi dei civili, in particolare donne, militarizzati e di tutti i danni materiali subìti dai nostri paesi che misero a dura prova il rientro delle comunità e la ripresa del lavoro e della vita a guerra conclusa.
 
Ecco perché, come «Forum permanente della Memoria» e come Circolo «Michael Gaismayr», riteniamo necessario chiedere a gran voce che in questa fase di progettazione del memoriale e della giornata del ricordo non si dimentichino di nuovo i civili: è necessario che nel nuovo DDL che la Giunta sta rielaborando, venga individuato un luogo specifico che ricordi la tragedia del popolo trentino.
Nello specifico il luogo che più di tutti mostra una carica ideale e simbolica ancora viva e presente non può che essere la stazione ferroviaria di Trento, da dove partirono i militari per il fronte, i civili sfollati, transitarono le merci e gli armamenti destinati al fronte trentino e non ultimo rientrarono profughi e sopravvissuti.
 
La stazione ha spazi che possono, con costi molto ridotti a carico delle casse pubbliche, ospitare il memoriale delle sofferenze della comunità trentina, che troverebbe lì il luogo del ricordo e del raccoglimento per tutti quanti vorranno in futuro rivolgere un pensiero a quella tragedia.
Con l’obiettivo chiaro di riunire tutta la comunità intorno alla sua storia.

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