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Riflessioni ed emozioni attorno al tema della Grande Guerra

Proposte ieri al Rifugio Stella d’Italia con il libro cento anni di grande guerra e i teatri soffiati

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Riflessioni ed emozioni attorno al tema della Grande Guerra sono state proposte ieri pomeriggio ai 1.550 metri del Rifugio Stella d’Italia (Folgaria), nel primo incontro del mini-ciclo «Storie di guerra, luoghi di pace», incluso nel cartellone della quarta edizione di Sentinelle di Pietra.
In questa cornice, che ha vissuto in prima linea il primo conflitto mondiale ed è per questo collocata sul Sentiero della Pace, lo storico roveretano Quinto Antonelli ha intrattenuto il pubblico raccontando quegli anni dal punto di vista della propaganda bellica: voci pro e contro che hanno animato il dibattito nella prima parte del '900.
 
Con uno stile divulgativo e aperto, tipico di una «conversazione» con l'autore, è stato lo studioso roveretano, responsabile dell’Archivio della scrittura popolare presso la Fondazione del Museo storico del Trentino, ad accompagnare i presenti attraverso il filo logico dell'ultimo suo libro «Cento anni di grande guerra», edito quest’anno, che non a caso porta il sottotitolo «Cerimonie, monumenti, memorie e contromemorie» e in copertina è nobilitato da un frame di Alberto Sordi e Vittorio Gassmann nel capolavoro cinematografico del 1959 di Mario Monicelli «La grande guerra».
 
Nelle oltre 400 pagine si analizzano i miti della propaganda di guerra, dei monumenti alla memoria dell'eroe e del «caduto», ed il ruolo centrale che essa ha avuto nei destini delle nazioni coinvolte nella guerra mondiale e delle persone stesse: una prosopopea che ha aperto le porte al mito della Patria ripreso poi dal fascismo.
Negli anni seguenti, dapprima in sordina, si è radicata però una diversa visione dell'uomo, non più «caduto», ma morto ucciso, soffermandosi sulle sofferenze dei soldati e sulla loro umanità, prendendo le distanze dalla crudeltà della guerra.
 
Ad accompagnare le parole di Quinto Antonelli è stata la performance della Compagnia dei teatri soffiati, compagnia teatrale che ha creato un'atmosfera resa ancora più suggestiva dalle nuvole che hanno ammantato i monti di Folgaria.
Il Rifugio Stella d'Italia è storica struttura sita a 1.550 m.s.l.m. nel territorio del comune di Folgaria.
La sua storia si intreccia con quella del conflitto mondiale: fu infatti costruito nel 1905 come base operativa per la costruzione del soprastante forte austroungarico Sommo Alto, mentre dalla fine della guerra fu utilizzato come ricovero dei pastori, per diventare dal 1947 in poi luogo di turismo con la costruzione dei primi impianti di risalita.
 
Sentinelle di Pietra, giunta alla quarta edizione, è un'iniziativa promossa dal Servizio attività culturali della Provincia autonoma di Trento e curata dal Centro servizi Santa Chiara e dalla Fondazione museo storico del Trentino e coinvolge 19 fortificazioni distribuite sull'intero territorio provinciale con eventi culturali, momenti di riflessioni, rappresentazioni musicali, teatrali ed artistiche in un cartellone molto ricco che si concluderà domenica 16 settembre a Forte Garda.
Al suo interno trova spazio il mini-ciclo «Storie di guerra, luoghi di pace», che ha in programma ancora tre appuntamenti, il primo agosto al Rifugio Contrin, l'8 agosto al Rifugio Altissimo Damiano Chiesa e il 22 agosto al Rifugio Trivena.

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