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Questa mattina le massime autorità trentine alla cerimonia

Due vagoni ferroviari in Piazza Dante in memoria dei caduti in divisa austroungarica

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«La Provincia autonoma di Trento valorizza le proprie radici storiche e culturali e sostiene la crescita della cultura della pace e della convivenza tra i popoli, promuovendo la conoscenza del patrimonio storico culturale attinente ai fatti della Prima Guerra mondiale, nonché ricordando e onorando le vittime e i caduti di ogni schieramento e nazionalità.»
A stabilirlo è stata la legge provinciale 11 del 2017, approvata all'unanimità dal Consiglio provinciale e di cui si sta avviando ora l'attuazione concreta.
Il 14 ottobre è stata infatti celebrata - come prevede il testo di legge - la prima Giornata dedicata a questa memoria tutta trentina, a ricordo di quella data dell'anno 1914, quando un'offensiva austriaca sul fiume San, affluente della Vistola, portò alla morte di molti dei nostri soldati.
 
Questa mattina, in Piazza Dante a Trento, l'ultimo atto delle celebrazioni 2018, con l’inaugurazione di un'installazione temporanea, visitabile fino all'11 novembre prossimo, data dell'armistizio franco-tedesco e della definitiva cessazione delle ostilità, dopo quattro anni di orrenda carneficina.
Due carrozze ferroviarie risalenti agli anni Venti - messe a disposizione dalle Ferrovie dello Stato - hanno fatto la loro comparsa tra il grande monumento a Dante e la Stazione dei treni, su una piattaforma realizzata con travetti di legno sovrapposti.
Un altro elemento simbolico è dato dalla trincea, realizzata con una paratia di ramaglie intrecciate, che fa da sfondo al vagone ferroviario.
Uno dei vagoni è aperto e ospita uno schermo su cui scorrono le immagini d'archivio del grande conflitto mondiale.
 

 
Scenografia d'impatto, che stamattina è stata presentata dal direttore del Museo storico in Trento, come tassello di un complessivo atto di riparazione e di conciliazione della memoria, doveroso verso i trentini caduti con una divisa diversa da quella italiana.
«Un riconoscimento – ha detto il direttore – che il presidente della Repubblica ha peraltro già dato lo scorso maggio, visitando l'Ossario di Rovereto e rendendo omaggio ai caduti di entrambi gli schieramenti.»
 
Subito dopo il sindaco di Trento è intervenuto il presidente del Consiglio provinciale, ricordando che la grande guerra «trascinò la nostra terra, fino a quel momento positiva cerniera tra mondo italiano e mondo tedesco, in un conflitto tra due parti avverse arroccate nei rispettivi nazionalismi, obbligandola a scegliere dove collocarsi e quindi a quale parte di sé rinunciare. Impoverimento identitario da un lato ed umano dall'altro.»
Il presidente ha espresso soddisfazione per la legge varata senza divisioni dal Consiglio provinciale, legge che concorre alla «affermazione dei valori della convivenza pacifica e solidale».

«Se oggi qui proviamo a ritrovare quella memoria dei vinti, che fu negata a partire dal fascismo – ha aggiunto, – dobbiamo rammentare anche che la memoria non è un meccanismo ad orologeria attivabile a discrezione delle esigenze narrative del presente, ma un fattore indispensabile al quotidiano dell'intera comunità, affinché le odierne identità del Trentino si arricchiscano di pluralità, anziché impoverirsi solo nel ricordo di ciò che più aggrada.»
 

 
Dopo il presidente dell'assemblea legislativa è stata la volta del presidente della Provincia Autonoma, che ha rievocato l'oblio fatto calare dal fascismo sul sacrificio dei 12mila soldati trentini caduti in divisa austroungarica e sulle sofferenze dei 65 mila reclutati tra il '14 e il '18 sul fronte avverso al tricolore.
«Perfino dopo il '45 e fino a tempi recenti ricordare la loro sorte – ha aggiunto il presidente – è stato spesso impossibile.»
 
La cerimonia - cui hanno preso parte attiva anche quattro istituti scolastici - si è conclusa in sala Depero, dove è stato montato un allestimento attorno al terminale pc da cui è possibile accedere all'archivio di tutti i nomi dei soldati trentini morti durante la Grande Guerra.
Un plastico dell'Ossario di castel Dante ricorda che là, sopra Rovereto, avrà sede definitiva il Memoriale di questi caduti, provvisoriamente inaugurato il 14 ottobre presso il castello di Rovereto.
 
La presenza del presidente del Consiglio provinciale, questa mattina in piazza Dante, prelude anche all'ultimo passaggio di un impegno culturale pluriennale attorno al tema della Grande Guerra e del relativo centenario.
Giovedì prossimo, 25 ottobre, a palazzo Trentini verrà presentato il volume "Cosa videro quegli occhi", promosso dalla Presidenza e realizzato dal Laboratorio di storia di Rovereto.
Un imponente lavoro centrato – dopo i volumi sugli sfollati («Gli spostati») – alle vicende umane dei soldati, delle loro donne, delle famiglie travolte dai venti di guerra.

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