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Armistizio Grande Guerra: mostra a Palazzo Pizzini di Ala

C'è anche la bandiera tricolore sabauda, spiegata in tutta la sua grandezza

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È stata inaugurata oggi, giovedì 25 ottobre, la mostra «Primi passi verso la pace. Da Serravalle a Villa Giusti» e dedicata all'armistizio che concluse i combattimenti della Prima guerra mondiale in Trentino.
A palazzo Pizzini, oltre che un percorso fotografico con immagini d'epoca, si trova anche la grande bandiera italiana, che probabilmente sventolò dalla torre del castello del Buonconsiglio cento anni fa.
 
Il vessillo venne donato alla città di Ala, presa dagli italiani già nel 1915, dal generale Cantore.
Si pensava che quella bandiera potesse essere quella issata sul Buonconsiglio a Trento nel novembre del 1918, e i restauri di quest'estate hanno dato ulteriori indizi a favore di questa ipotesi.
I danni che reca il tessuto (ben conservato) sono quelli tipici che provoca lo sventolio.
 
La bandiera, conservata dal Comune di Ala sin dal 1922, era stata esposta, ancora ripiegata con i sigilli, in occasione dell'Adunata degli alpini dello scorso maggio.
È stata fatta restaurare dal Comune e in questi giorni la si può ammirare a palazzo Pizzini, all'interno della mostra sull'armistizio.
 
Quest'ultima è curata dal Museo della guerra di Rovereto (in particolare da Anna Pisetti e Nicola Fontana), ed è il primo appuntamento dedicato alle commemorazioni dell'armistizio ad Ala.
Rientra in un programma di eventi che coinvolge anche il Comune di Avio e quello di Rovereto, coordinati dalla Comunità della Vallagarina.
«I primi passi verso la pace vennero fatti ad Ala, cosa di cui mi sento onorata – ha detto la vicesindaca e assessora alla cultura Antonella Tomasi, – oggi ricordiamo quei fatti, a cento anni di distanza.»
«Questa mostra è uno dei tanti strumenti utili per ricordare e non ricadere in errori che così tanto ci sono costati», – ha aggiunto Alberto Pinter, assessore della Comunità.
 

 
Il presidente del museo della guerra Alberto Miorandi ha rievocato i fatti di Serravalle, dove gli emissari austroungarici, con la bandiera bianca, si diressero sulla prima linea italiana (salutati a tutta prima da una sventagliata di mitra che danneggiò la bandiera e ferì un trombettiere).
La richiesta di armistizio venne fatta a Serravalle; i plenipotenziari austroungarici vennero poi portati a villa Pellegrini ad Avio e a villa Gresti a Borghetto, prima degli accordi definitivi di villa Giusti a Padova.
 
La mostra fotografica racconta anche il contesto di allora, la situazione in Bassa Vallagarina, e raccoglie anche le immagini dell'inaugurazione del cippo di Serravalle, avvenuta nel 1958.
Non è un caso la scelta di palazzo Pizzini: l'edificio è ricco di storia, ospitò come si sa anche dei concerti di Mozart, ma durante la Prima guerra mondiale fu base della 37ª divisione dell'esercito italiano.
 
La mostra sarà visitabile fino al 18 novembre, aperta di sabato dalle 16 alle 18 (anche il 1 novembre) e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. Gruppi e scuole potranno richiederne l'apertura negli altri giorni.
Altri appuntamenti ad Ala saranno domenica 28 (20.30 al teatro Sartori) con il concerto dell'orchestra Haydn diretta da Arvo Volmer; la commemorazione della richiesta di armistizio a Serravalle (lunedì 29 alle 15 al cippo; il maestro Ascari suonerà la stessa tromba che venne usata dai soldati austroungarici cento anni fa, conservata al Museo della guerra) ed infine martedì 30 ottobre, di nuovo al Sartori alle 20.45, per lo spettacolo teatrale «La guerra di Tina».

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