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Mattarella ha ricordato i trentini caduti nella Grande Guerra

È la prima volta che vengono citati come «caduti Italiani» anche quei Trentini che indossavano la divisa austro ungarica

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Oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato a Trieste per commemorare in quella città la fine della Grande Guerra.
Ricordiamo che a Trento era venuto in occasione della storica Adunata degli Alpini dello scorso maggio, ma non è per questo che riportiamo la notizia.
Il punto è che Mattarella, nel suo discorso sul centenario della fine della Grande Guerra, ha espressamente citato come caduti italiani i Trentini morti combattendo per l’allora nemico Austro Ungarico.
Cliccando l’immagine a pié di pagina si può ascoltare il suo intervento: dopo circa tre minuti pronuncia la frase che riportiamo letteralmente qui di seguito.
«Desidero anche citare i molti italiani abitanti nelle terre allora irredente che furono inviati nella lontana Galizia dove combatterono e tanti morirono con la divisa austro ungarica.»
 
Forse ci sbagliamo, ma ci pare che sia la prima volta che un’autorità nazionale ricorda i Trentini caduti combattendo per l’Impero Asburgico.
Come si ricorderà, furono arruolati 60.000 trentini che vennero inviati in Galizia a combattere contro i Russi. Di questi, 12.400 persero la vita.
E coloro che poterono essere sepolti in Trentino, a guerra finita vennero volutamente dimenticati dal Governo Italiano. Nelle ricorrenze della Grande Guerra vennero celebrati solo coloro che avevano perso la vita combattendo per il Regio Esercito Italiano.
I Trentini caduti per l’Impero Austro Ungarico erano semplicemente scomodi.
Insomma erano gli unici Italiani che avevano perso la guerra. E riposarono nei piccoli cimiteri del Trentino ricordati solo dai loro congiunti.
 
Come sappiamo, la Provincia autonoma di Trento ne ha recentemente recuperato i nomi e li ha raccolti in un Memoriale a Rovereto, restituendo la loro la più che dovuta dignità di cittadini italiani che erano caduti per la patria.
Oggi il presidente Mattarella ha chiuso una brutta pagina della nostra Storia e lo ringraziamo.

GdM


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