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Finisce la Guerra. Ritornano profughi e prigionieri trentini

La Biblioteca Archivio del CSSEO, in collaborazione con La Piccola libreria e la Biblioteca comunale di Levico Terme, organizza giovedì 8 novembre

L’odissea dei trentini nella Grande Guerra. «Partiti soldati e non ancora tornati…». O, nel migliore dei casi, rientrati in patria anni dopo, assorbiti dagli innumerevoli conflitti della Prima guerra mondiale.
È la storia degli «austriacanti», quei quarantamila trentini, improvvisamente richiamati alle armi dall’Impero Austro-Ungarico, che vengono travolti dalla controffensiva russa in Galizia.
Prigionieri, dispersi in Siberia, giunti in Manciuria, bloccati in Cina, in attesa di una improbabile rientro a casa, in una patria diversa da quella che avevano lasciato.
Gli ultimi rientrarono solo nella primavera del 1920.
 
Storie che si intrecciano e che sono narrante in «Austriacanti», scritto a quattro mani da due attenti conoscitori della realtà e della storia trentina: Mauro Marcantoni e Giorgio Postal.
A metà tra saggio e romanzo storico, «Austriacanti» è basato sulle testimonianze dirette di quei soldati, raccolte nelle corrispondenze e nei molti diari che sono rimasti a documentare quelle vicende, non solo di guerra ma anche di identità.
Nel libro ci vengono raccontate le vite di Gioacchino, Ermanno, Giovanni, Isidoro e di molti altri come loro.
Le loro paure e le loro speranze, i vecchi e i nuovi amori, le crisi identitarie e religiose, i sentimenti e i contrasti ideologici; quell’insieme di eventi e le reazioni che scatenarono quando le loro esistenze ne vennero investite, costringendoli a soluzioni dolorose, ad atti di coraggio spesso involontari, a scelte impreviste, fino all’estenuante viaggio di ritorno.
 
Combatterono sul fronte più lontano, quello orientale, in Galizia, contro le truppe dell’Impero zarista, e in Russia furono imprigionati.
Poi, grazie alla missione militare dell’Italia alleata della Russia, lo Zar accetta di liberarli, ma il viaggio di ritorno per molti diventa pressoché impossibile, con l’Europa tagliata in due dal fronte.
La Russia è poi sconvolta dai fermenti rivoluzionari, e una parte dei trentini tentò di uscire dal paese andando ad Oriente, attraversando la Siberia, per raggiungere la Cina, dove rimasero bloccati.
Seicento di loro formano i cosiddetti battaglioni neri, mandati in missione in Siberia nell’autunno del 1918 a combattere contro i bolscevichi.
 
Nel 1919 il corpo di spedizione venne ritirato, ma soltanto nella primavera del 1920 il governo italiano affittò tre piroscafi giapponesi e gli «austriacanti» poterono finalmente fare ritorno in Italia.
Trovarono un altro paese. Soltanto una piccola minoranza di loro si poteva considerare italiana e irredentista.
In gioco, prima di tutto, fu la questione identitaria. Giogio Postal, ha osservato che «austriacanti» significa proprio questo: «richiamare il fatto che nel corso di questa odissea, la questione identitaria diventa la priorità, anche perché la fedeltà all’impero austriaco viene fortemente intaccata e parallelamente prende corpo la concezione di un Tirolo sufficientemente autonomo. Le certezze del passato si scardinano e ne nascono di nuove.»
 
Il libro di Marcantoni e Postal non solo narra queste vicende, ma ci invita, in una epoca di grandi smemoratezze, a non perdere la memoria, quella memoria che costituisce il fondamento dell’identità.
Le «storie» narrate, infatti, appartengono all’identità del Trentino.
Mauro Marcantoni e Giorgio Postal presentano «Austriacanti» giovedì 8 novembre 2018, alle ore 20,30, nella Sala del Consiglio comunale di Levico Terme (Via Marconi 6).
L’incontro-dibattito «Finisce la guerra. Ritornano profughi e prigionieri trentini» è organizzato dalla Biblioteca Archivio del CSSEO, in collaborazione con La piccola libreria e la Biblioteca comunale di Levico Terme.

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