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Quando il clero divenne scomodo all’Impero Asburgico

Sacerdoti trentini, sudditi austriaci, arrestati, internati o confinati dall’Austria durante la Grande Guerra – Di Mario Eichta

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Nell’ex impero austro-ungarico il clero era notoriamente filogovernativo quindi filoasburgico e quindi molto influente sui propri parrocchiani.
All’interno delle Diocesi e delle singole parrocchie e dei conventi dei religiosi e delle religiose spesso continuava la collaborazione ufficializzata con lo Stato e negli interessi dello Stato nei rapporti con i fedeli e le varie associazioni cattoliche esistenti.
Questo succedeva anche nei territori dell’ex impero, dove notoriamente si parlava italiano come in Trentino, nell’Ampezzano, nell’Isontino, a Trieste, in Istria, a Fiume e in Dalmazia.
 
Già prima della Grande Guerra vi erano sacerdoti e religiosi che sostenevano idee liberali e che si affiancavano a tutti coloro che speravano e si illudevano che la situazione si modificasse e che le varie aspettative e concessioni territoriali e autonomistiche potessero essere ottenute in via diplomatica e quindi senza spargimento di sangue.
Allo scoppio della Grande Guerra, quindi già nel 1914, quei sacerdoti e religiosi dissentirono spesso pubblicamente e quindi eroicamente dalle decisioni imperiali, di aver voluto una guerra che i popoli rifiutavano.
 
I primi morti in guerra o in prigionia, le prime vedove di guerra, i primi orfani di guerra, i primi invalidi di guerra, i primi profughi e i primi internati e confinati confermarono quella tragica visione che vedeva le autorità militari sempre più ottusamente convinte, a perseverare nelle loro tragiche strategie di morte.
Nel 1915 la situazione precipitò anche per molti sacerdoti e religiosi.
I documenti riservati con gli elenchi anche dei loro nomi, predisposti da tempo da parte della gendarmeria austriaca, vennero immediatamente utilizzati!
 
Il sospetto di fomentare nella popolazione sentimenti contro la guerra, e quindi antiaustriaci, diede l’opportunità alle autorità militari imperiali, di effettuare arresti e provvedimenti di internamento e di confino, in ogni caso di allontanamento dalla cura d’anime nelle proprie parrocchie o nei propri conventi o comunità religiose.
Stesso destino anche per alcune religiose, come per Madre Antonietta Sterni, Superiora Provinciale delle Suore del Noviziato a Trento, arrestata a Trento in quanto suddita del Regno d’Italia, raggiunta dal provvedimento di internamento, anche se insignita di medaglia d’oro al merito dell’Impero, fu scortata al campo di internamento di Katzenau presso Linz insieme alle consorelle Suor Cristina Bassi e Suor Giuditta de Capitani, pure suddite del Regno d’Italia.
Vi giunsero il 9 ottobre 1915 e verrà loro assegnata la baracca n. 7 e successivamente la 9.
L’8 dicembre 1915 poterono rientrare in Italia dalla Svizzera, insieme a suore francescane, essendo stato deciso dalle autorità militari austriache la loro consegna non ad auorità italiane, ma alla Croce Rossa svizzera.
 

 
Doveroso a questo punto il ricordo dell’impegno profuso da numerosi sacerdoti e religiosi anche del Trentino, così come dall’Ampezzano, dall’Isontino, da Trieste, dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia che furono al seguito dei loro parrocchiani, evacuati spesso brutalmente dai loro territori e trasferiti in sconosciute località all’interno di quell’ex vasto impero Austroungarico.
Doveroso pure sottolineare l’evangelico e pronto sostegno delle relative autorità diocesane e dei singoli decani e parroci austriaci, boemi, moravi, slovacchi e ungheresi che dovettero accogliere nelle loro comunità quelle famiglie disperate.
Il Vescovo di Linz Mons. Johann Maria Gföllner visitò più volte il campo dei profughi dei Trentini a Braunau am Inn.
 
I campi di internamento erano stati predisposti già dal 1914 dalle autorità imperiali austriache per le persone sospettate di irredentismo o di appartenere a nazioni, con cui l’Austria era in guerra, come Italiani, Inglesi, Giapponesi, Francesi che risiedevano o lavoravano all’interno dell’impero.
Anche a Katzenau presso Linz esistevano all’interno delle baracche, dove i sacerdoti delle varie confessioni come la cattolica, la greco-ortodossa e l’ebraica, potevano svolgere in qualche modo e sempre sotto controllo poliziesco la loro attività liturgica e confessionale.
A Katzenau era la baracca 15 che dava una parvenza di chiesa e destinata al culto delle varie confessioni. Per i cattolici, fintanto che i celebranti rimaseso a Katzenau, era assicurata la S. Messa ogni mattino, anche alla Domenica.
 
La cattolica Austria non fece eccezioni nel decidere la segregazione forzata dei suoi sudditi, accusati di minare le fondamenta di uno Stato che già da sé traballava da tempo.
E così se la prese anche con sacerdoti, religiosi e religiose.
Anche al campo di internamento di Katzenau(Linz) furono internati, dopo l’arresto eseguito dai gendarmi, numerosi rappresentanti della Chiesa, tacciati di simpatie italiane e contrari alla situazione politicosociale in cui vivevano.
Gustav Reicher era il funzionario respnsabile del campo di internamento di Katzenau, attuale territorio alla periferia di Linz lungo il Danubio, ed era coadiuvato dal segretario Nebodi con numerosi collaboratori tra militari e guardie.
 
Reicher a un certo punto eseguì il trasferimento di patrte dei sacerdoti diocesani e religiosi trentini, allora sudditi austriaci di lingua italiana e in accordo col Superiore dell’Abbazia dei Padri Agostiniani di Reichersberg, li fece trasferire tra quelle mura. Il 18 novembre 1915 una ventina di sacerdoti entrò mestamente e sotto scorta della gendarmeria nell’Abbazia.
All’inizio del 1916 giunsero in convento sempre sotto scorta altri 4 sacerdoti, internati in precedenza anche loro a Katzenau.
Il Superiore dovette garantire alla i.-r. gendarmeria, di non rendere loro possibile nessun contatto con il mondo esterno. In pratica non potevano uscire mai dall’Abbazia!
La loro corrispondenza doveva essere sempre esaminata dalla gendarmeria.
 
Anche se quei tre anni di internamento in quel convento non furono trattati severamente dai Padri Agostiniani, per i sacerdoti trentini quel periodo di segregazione e di inattività fu veramente una croce pesante da portare.
Pasti separati in sala diversa e passeggiate solo all’interno dei giardini dell’Abbazia e sorvegliati. Si dedicarono con impegno agli studi teologici e contribuirono alle cerimonie liturgiche, celebrando nella chiesa dell’Abbazia la S. Messa.
Verso la fine del 1917 i sacerdoti trentini furono liberati dal provvedimento di confino, ma gli ultimi otto sacerdoti rimasti, lasciarono l’Abbazia solo il 25 novembre 1918 e poterono ritornarono in Trentino, diventato territorio del Regno d’Italia.
Rimase fino al 1919 solo Don Carlo Libardoni.

In chiusura del Centenario della Grande Guerra si dovrebbero ricordare anche tutti i sacerdoti e i religiosi della Diocesi di Trento che patirono la triste esperienza dell’esilio, onorandoli, magari visitando quei stessi luoghi.

Ecco l’elenco dei sacerdoti che dopo l’arresto e l’internamento a Katzenau, vennero confinati nella Abbazia di Reichersberg, Distretto di Ried im Innkreis-Regione dell’Alta Austria:
 
Don Antonio Bampi -1868 Gazzadina/Trento-Parroco di S. Brigida/Roncegno
Don Costante Brigadoi -1866 Predazzo - Sacerdote pensionato a Dermulo/Taio
Don Corradini Antonio Castello di Fiemme - Parroco di Daiano
Don Giovanni De Luca - 1862 Pozza di Fassa - Parroco di Campitello di Fassa
Don Bruno Ferrazza - 1885 Bocenago-Cappellano a Levico † 1917 Reichersberg
Don Alessandro Gius - 1881 Malosco - Parroco di Frassilongo/Garait
Don Lino Gottardi - 1869 Vervò - Parroco di Flavon
Don Pietro Grossi - 1877 Pozza di Fassa - Insegnante di Teologia al Seminario di Trento
Don Massimino Jori - 1892 Alba di Canazei -Chierico
Don Carlo Libardoni - 1888 Cappellano a Nomi
Don Domenico Martinelli -1869 Centa S. Nicolò-Parroco a Serravalle all’Adige/Ala
Don Riccardo Mattei - 1875 Villagarina – Cappellano nella Parrocchia di S. Pietro a Trento
Don Giuseppe Maurina - 1872 Spormaggiore -Parroco di Nave San Rocco
Don Adolfo Merler - 1877 Cappellano degli Italiani a Bolzano
Padre Gaetano Monsorno Del convento dei Padri Francescani di Arco
Don Giacinto Montelli - 1883 Celledizzo/Pejo-Cappellano a Mezzocorona
Don Vigilio Nicolodi - 1887 Villagarina-Cappellano a Villagarina
Don Rodolfo Pederiva - 1887 Vigo di Fassa -Parroco di Alba di Canazei
Don Elvio Pezzi - 1864 Dercolo/Campodenno-Parroco di Besenello
Don Cesare Refatti - 1871 Pergine -Parroco di Borgo Valsugana
Don Mattia Springhetti - 1872 Cavareno -Parroco di Bozzana/Caldes
Don Lodovico Zadra - 1865 Tres-    Parroco a Rabbi
Don Candido Zanella - 1881 Fucine/Ossana - Parroco di Celledizzo/Pejo
Don Michele Zulian - 1874 Soraga
 
Altri sacerdoti e religiosi trentini arrestati, internati o confinati a Katzenau, Hollabrun, Göllersdorf e in altre località nell’ex Impero Austroungarico.
 
Padre Romano Aldegheri 1879 Cavalese - Religioso Francescano
Don Giovanni Baratella 1863 Storo - Parroco a Giustino in Val Rendena confinato a Gross-Siegharts,
Don Enrico Battisti 1874 -Arciprete di Predazzo -confinato a Gross-Siegharts
Don Vito Casari Parroco di Torcegno arrestato l’8.11.1915- confinato
Padre Angelo (Agostino) Cazzanelli 1862 Cornè/Brentonico - Religioso Cappuccino
Don Eliso Chizzola Parroco di Aldeno
Don Giovanni Coser Parroco di Lenzima
Padre Bernardino Costantini Religioso Francescano
Monsignor Guido de Gentili 1870 Civezzano - Professore di Teologia morale - Deputato al Parlamento di Vienna - confinato a Pulkau in Alta Austria
Don Angelo Del Convitto Cappellano a Vigolo Vattaro
Mons. Celestino Endrici 1866 Don- 1904-1918 Principe Vescovo di Trento- arrestato a Trento, confinato con il suo segretario Don Augusto Guadagnini(1879) nella Abbazia Cistercense di Heiligenkreuz.
Don Raffaele Endrizzi arrestato e confinato a Pulkau, distretto di Hollabrunn
Don Gregorio Framba 1877 Cogolo/Pejo – Confinato a Hollabrunn
Don Guido Franzelli cappellano a Torcegno
Don Ernesto Gardener 1869 Cavalese- parroco di Ziano
Don Gualtiero Gentilini 1879 Romallo-Cappellano a Cloz
Don Cesare Guarnieri 1873 Caldes - Parroco di Commezzadura
Don Augusto Guadagnini Vigo di Fassa da Reichersberg confinato a Gross-Siegharts   
Don Giacomo Lazzer 1876 Campitello/Fassa - Parroco di Cornè/Brentonico
Don Giovan Battista Lenzi Parroco di S. Croce/Bleggio-ex deputato alla Dieta Tirolese- † Innsbruck 1917
La sua salma fu rimpatriata dai parrocchianiil 26 aprile 1919 e ora riposa nel cimitero di S. Croce.
Don Michele Longo 1886 S. Martino di Castrozza/Siror - Parroco di S. Martino di Castrozza
Confinato poi in Alta Austria, nell’Abbazia Premomstratense di Schlägl, distretto di Rohrbach.
Don Gioovanni Battista Malfatti – Parroco di Castelnuovo
Don Pietro Martini 1874 Revò-Parroco a Roverè della Luna-† 1915 a Katzenau–1929 sepolto a Revò.
Don Pacifico Rosati 1860 Romeno - Parroco di Cogolo/Pejo
Don Leopoldo Rossi Parroco di Sevignano/Segonzano
Don Federico Sauda di Rovereto- confinato a Hollabrunn
Don Vittorio Speccher Parroco di S. Apollinare a Trento
Don Domenico Stoffella 1865-Parroco di Vigo d’Anaunia/Ton
Don Giuseppe Tonolli Parroco di Vezzano
Don Giovanni Battista Vadagnini – Decano di Fassa
Don Lodovico Zadra 1865 Tres -Parroco a Piazzola di Rabbi
Don Paolo Zadra 1888 Tres -Cappellano a Roncegno –confinato a Pottendorf/Landegg
Don Vittorio Zadra di Tres - Parroco di Spormaggiore
Don Candido Zanella1881 Fucine/Ossana - Parroco di Celledizzo/Pejo
Don Luigi Zanoni 1884 Cavedago - Parroco di Cavedago
Padre Adriano Visintin 1881 Cavareno –Religioso Francescano–fu confinato a Eferding
Padre Giuseppe Vianini 1879 Segno/Taio - Religioso Benedettino
 
Mario Eichta

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