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Domani festeggiamo l’Italia, che venne fatta 150 anni fa

I sostenitori delle celebrazioni superano le più ottimistiche previsioni Ora possiamo dire che sono stati fatti anche gli Italiani

La festa per il 150° dell'Unità d'Italia, che una tantum verrà celebrata ufficialmente domani 17 marzo 2011, ha scatenato un mare di sostenitori che forse neppure gli stessi promotori si erano augurati.
Solo tra gli amici di Facebook conto una decina di amici che hanno sostituito la propria immagine con un tricolore. Qualcuno la coccarda, altri perfino la bandiera animata.

La maggior parte degli editori ha dato vita a iniziative di varia natura, che vanno dai percorsi storico culturali alle bandiere, dalle ricostruzioni storiche a quelle geografiche, dalle biografie agli aneddoti, ecc.
Le concessionarie di pubblicità hanno inviato ogni sorta di promozione legata all'avvenimento e i tre colori non sono stati risparmiati.

I supermercati hanno messo in distribuzione omaggio le bandiere tricolori, che di solito tengono in serbo per le partite di calcio della Nazionale (ne erano avanzate molte dai Mondiali del Sudafrica…).
Radio e TV continuano a parlare degli avvenimenti in programmazione e tutti i comuni si sono fatti in quattro per allestire giornate patriottiche.

Noi abbiamo pubblicato sulle pagine dell'Adigetto.it solo le manifestazioni più significative, aggiungendo quelle di nostra iniziativa, come l'estratto del film di Peppone e Don Camillo (discorso elettorale di Peppone) e i bozzetti di Anna e Cristina Gaddo che hanno vestito l'Italia dei tre colori.

Insomma finalmente, dopo anni di buio seguiti alla fine della Seconda Guerra, si può nuovamente parlare di Patria, Inno nazionale e Bandiera senta il timore di passare per fascisti.
Il merito di tutto ciò va indubbiamente allo Stato e in particolare al Presidente della Repubblica. Certamente anche Benigni ha giocato un ruolo importante, presentando in maniera dotta e convincente l'Inno di Mameli a 20 milioni di Italiani.

Ma il ruolo determinante l'ha giocato, come sempre, la concorrenza. In questo caso, la Lega Nord. Senza l'opposizione (anche plateale) del Carroccio a qualsiasi festeggiamento legato all'unità d'Italia, non si sarebbero sollevate tante bandiere di persone solitamente tiepidi verso i simboli del Paese.
Proteste, quelle della Lega, che francamente non riusciamo a comprendere, perché senza l'Unione le regioni settentrionali italiane non sarebbero mai diventate ricche. Una questione di freddi numeri, prima ancora che di calda appartenenza.

Comunque sia, la nostra impressione è che i sostenitori della festa dell'Unità d'Italia hanno battuto di gran lunga gli oppositori, ai quali va dunque il nostro doveroso ringraziamento per aver sollevato l'amor proprio nei confronti di questo straordinario Paese che si chiama Italia.

Nel 1861, Massimo D'Azeglio pronunciò la celebre frase destinata a passare alla storia: «Abbiamo fatto l'Italia, adesso dobbiamo fare gli Italiani».
Oggi D'Azeglio può riposare in pace: gli Italiani ci sono, sono tanti e sono compatti.

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