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L’irriverenza di Folgaria alla Memoria della Strafexpedition

Una pista di sci intitolata alla Spedizione Punitiva della Grande Guerra

In una serie di articoli accalorati, il giornalista Tristano Scarpetta esprime sul Corriere del Trentino il suo stupore per la scelta che è stata fatta a Folgaria nel dare il nome ad alcune nuove piste da sci.
Una di queste infatti è stata denominata «Strafexpedition», è una pista azzurra lunga 1.200 metri, con un dislivello di 120 metri.
Condividiamo ciò che ha scritto il collega Scarpetta anticipando la nostra indignazione: quel nome è decisamente irriverente.

In tedesco Strafexpedition significa Spedizione punitiva ed è il nome ufficioso e roboante e minaccioso dato a quella che tecnicamente era stata definita nei piani strategici militari dell'Impero più semplicemente «Offensiva di Primavera» (Frühjahrsoffensive).
Quel punitivo stava a indicare la lezione che gli Austroungarici volevano dare agli Italiani per il voltafaccia che li aveva portati alla dichiarazione di guerra a fianco dell'Intesa per combattere gli ex alleati della Triplice alleanza.

Il generale Conrad, per onor del vero, aveva progettato l'operazione in tempi non sospetti, ovvero ben prima del cambio di campo da parte degli Italiani.
E pare anche che sulla traccia di quel piano propose a Francesco Giuseppe una guerra preventiva in occasione del terremoto di Messina (1908), per approfittare dello stato di prostrazione dell'Italia di fronte a quella immane tragedia naturale (100.000 morti).
L'imperatore non lo prese in considerazione, mentre lo autorizzò a scatenarla il 14 maggio 1916.
Si sarebbe esaurita il 27 giugno.

La Strafexpedition, peraltro, non fu più fortunata di altre grandi offensive strategiche militari della Grande Guerra.
Scattata in ritardo per via di un inverno che sembrava non voler lasciare più Folgaria, Lavarone e Luserna, gli Austroungarici riuscirono a sfondare e a penetrare in profondità fino ad occupare gran parte gli altipiani.
L'offensiva, tuttavia, si arrestò per due ordini di ragioni.
Il primo è che per tutta la Grande Guerra la macchina bellica (e in particolare logistica militare) non riuscì a star dietro alle avanzate fulminee.
Il secondo è che la professionalità del generale Cadorna si rivelò più vincente in difesa che nei suoi attacchi sull'Isonzo.

Gravi comunque le perdite umane: 20.000 morti, gran parte italiani. Enorme il numero dei feriti e degli ammalati.
Ma a livello popolare avevano destato grande scalpore la morte e la cattura (con la conseguente esecuzione della condanna a morte) di alcuni tra i più illustri e conosciuti personaggi dell'irredentismo italiano, quali Fabio Filzi, Damiano Chiesa, Cesare Battisti.
Vennero catturati proprio nel corso delle operazioni della Strafexpedition.

Ciò premesso, ci pare del tutto irriverente nei confronti di quei poveri ragazzi morti in battaglia dare a una pista da sci il nome di Strafexpedition.
È una questione di rispetto per chi ha combattuto ed è caduto, da entrambe le parti.
È una questione di cultura, perché non si può affidare a una battaglia la funzione estetica di trasferire il proprio nome a un luogo di divertimento.
È una questione di buongusto, perché il marketing non dovrebbe sacrificare la Memoria nel nome del successo commerciale.

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