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Panizza: «Monsignor Rogger, uomo del dialogo regionale»

Fravezzi: «Tutti dovremo saper far tesoro dei suoi insegnamenti e delle sue riflessioni» – Mattia Civico: «È stato per molti un punto di riferimento»

Altri tre messaggi di simpatia e stima per il Mons. Iginio Rogger, scomparso oggi all’età di 94 anni, sono giunti in redazione.
Uno dal senatore Franco Panizza, uno dal senatore Vittorio Fravezzi e uno dal consigliere provinciale Mattia Civico.

Monsignor Rogger, l'uomo del dialogo regionale
La scomparsa di Monsignor Igino Rogger lascia un grande vuoto soprattutto in chi, come me, ha avuto più volte occasione di averlo come consigliere e come prezioso testimone storico e politico.
L'ho conosciuto molti anni fa in occasione di uno dei tanti incontri storici a cui partecipava, l'ho apprezzato in alcune sue Lectio Magistralis, ma la frequentazione è diventata assidua durante il mio incarico da Assessore Provinciale alla Cultura.
Non solo per il suo ruolo di Presidente del Museo Diocesano, ma soprattutto perché ci trovavamo di frequente, almeno fino a quando le sue condizioni di salute glielo hanno consentito, per riflettere assieme sulla nostra autonomia, sulla storia complessa e articolata della nostra terra e sul delicato rapporto tra i diversi gruppi linguistici che vivono nella nostra Regione.
Monsignor Rogger era un osservatore attento e un giudice rigoroso: da sempre rimproverava alla classe dirigente trentina di non essere riuscita, soprattutto in passato, a saldare la componente di lingua tedesca al resto d'Italia.
Così come l'appartenenza al Tirolo, terra mistilingue dell'Impero Austroungarico, doveva aiutare i trentini a rapportarsi con la maggioranza di lingua tedesca, altrettanto la classe dirigente trentina avrebbe dovuto favorire l'integrazione della comunità di lingua tedesca al Regno d'Italia prima e alla Repubblica poi.
Invece, secondo Rogger, quella classe politica si dimostrò appiattita sulle posizioni nazionali e, per questo, si dovette assistere al «Los Von Trient» e alla stagione degli attentati. Lo ricorderemo non solo per essere stato un raffinato e rigoroso studioso, ma soprattutto per questa sua lungimirante visione della Storia come sintesi delle appartenenze e di un'Europa autenticamente dei popoli e delle piccole Patrie.
Di questa sua testimonianza, tutti gli autonomisti trentini tirolesi, gli resteranno per sempre grati.
Sem. Franco Panizza
 
La scomparsa di mons. Rogger rappresenta un grave lutto per tutta la Comunità trentina.
Punto di riferimento indiscusso per tutti i cattolici impegnati in politica, uomo di grande cultura e testimone della storia della Chiesa e non solo, lascia un profondo vuoto anche per la sua la sua lucida capacità di interpretare le fasi difficili per lo sviluppo e la difesa della nostra Autonomia e i tempi nuovi della società.
Tutti dovremo saper far tesoro dei suoi insegnamenti e delle sue riflessioni.
Sen. Vittorio Fravezzi 
 

Il Gruppo consiliare provinciale del Partito Democratico del Trentino si unisce al saluto che le istituzioni e i cittadini rivolgono in queste ore a mons. Iginio Rogger.
Con la sua morte non scompare solo un trentino illustre, un uomo di Chiesa e di cultura.
Scompare un attore di primo piano della vita pubblica di questo territorio e una persona alla cui lucida intelligenza sono state affidate responsabilità e compiti di rilievo, impegni ai quale Rogger ha ottemperato con onestà e senso critico.
Componente di spicco del corpo docenti del Seminario insieme don Bruno Vielmetti, fondatore dell’Istituto di Scienze religiose e direttore del Museo Diocesano di Trento, Rogger è stato per oltre mezzo secolo uno dei protagonisti dei quel profondo rapporto tra Chiesa e partiti politici che in modo così importante ha segnato la storia della nostra comunità.
Un rapporto fatto di incontri e di scontri, di condivisioni e d’incomprensioni, ma che al di là delle opinioni ha lasciato una traccia profonda nel nostro territorio.
In quel contesto mons. Iginio Rogger è stato per molti un punto di riferimento, una persona con la quale raffrontarsi in quell’intreccio tra vita politica e fede religiosa, tra credo e pratica amministrativa, sul quale si è retta e trasformata la nostra Regione e la nostra Provincia.
Mattia Civico
Presidente Gruppo consiliare  provinciale Partito Democratico del Trentino

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