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Celebrazioni nel 50esimo della Commissione dei 19

Il 7-8 maggio gli storici spiegano come fu vinta la violenza in un convegno storico con dibattito sul futuro dell’autonomia

Una riflessione approfondita degli storici, che promette di raccontare sotto una luce nuova una fase tra le più delicate nella storia dell’autonomia speciale regionale.
Non solo: anche un confronto sull’oggi e il domani di un assetto istituzionale che deve misurarsi con il livello europeo da una parte e con quello statale nazionale dall’altra.
È il ricco menù della due giorni convegnistica organizzata presso la sede di via Santa Croce a Trento dalla Fondazione Bruno Kessler, con il patrocinio dei due Consigli provinciali di Trento e di Bolzano, significativamente impegnati assieme.
L’iniziativa si deve anche a Istituto storico italo-germanico e Università di Bolzano.
 
Si comincia nel pomeriggio di mercoledì 7 maggio, con due sessioni di lavoro degli illustri storici ospiti, provenienti dalla Danimarca, da Napoli, da Innsbruck, da Bolzano e da Trento.
Il periodo messo sotto i riflettori è quello della crisi della prima Regione (nata con lo Statuto del 1948), del «los von Trient» di Sylvius Magnago e del crescendo rossiniano degli attentati dinamitardi e delle tensioni etniche in Sudtirolo.
Lo spunto viene da una ricorrenza importante, il 50° dalla conclusione dei lavori della Commissione dei 19, l’organismo che seppe interpretare a fondo le istanze degli altoatesini di lingua tedesca, preparando il terreno al «Pacchetto» di misure a difesa di questo gruppo etnico e quindi al successivo Secondo Statuto del 1972.
 
Il taglio del convegno – affidato al coordinamento scientifico di Giovanni Bernardini (Fbk-Isig) e di Günther Pallaver (Università di Innsbruck) - è stimolante, perché si collocherà la vicenda locale dentro il più ampio contesto internazionale, traguardando gli accadimenti degli anni Cinquanta e Sessanta in modo originale: non più visti dal Trentino o da Roma, bensì da nord.
Scopriremo ad esempio come si visse la questione sudtirolese in Austria e in rapporto alla sua identità nazionale.
Si comincerà alle 14.30 con una prima sessione dedicata al periodo tra le due grandi guerre, per poi puntare l’attenzione sul celebre Accordo Degasperi-Gruber, pietra d’angolo su cui si fonda lo stesso Statuto del ’48.
 
Giovedì 8 maggio altre due sessioni di lavoro al mattino: la prima per discutere del Secondo Statuto nel suo contesto storico (quello della Guerra Fredda), la seconda messa a disposizione del confronto finale tra convegnisti e pubblico.
Il pomeriggio di giovedì 8 (dalle 17.00) sarà riservato a un dibattito moderato dal direttore di Fbk-Isig, Paolo Pombeni.
Questo il titolo: «Il futuro di un’autonomia di confine – Tra Europa e Stati nazionali, il ruolo delle assemblee legislative territoriali».
Interverranno Bruno Dorigatti (Presidente del Consiglio provinciale di Trento), Thomas Widmann (Presidente del Consiglio provinciale di Bolzano), l’ex senatore Giorgio Postal, l’ex Presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder.

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