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L’alpinismo dolomitico nasce in Brenta nel 1864

A Palazzo Trentini presentati volumi e mostra in partenza per le valli trentine nei 150 anni

Grohmann, Ball, Freshfield, Payer, Tuckett (che si dovrebbe leggere «tackett»)… Autentici miti dell’alpinismo pionieristico, leggendari esploratori, geografi e studiosi stranieri, che per sete di conoscenza salirono per primi le cime del Trentino.
E inaugurarono così un’epopea lunga e gloriosa di rapporto tra l’uomo e la montagna.
È giunta l’ora di rievocarli in grande stile, questi eroi, cadendo quest’anno il centocinquantenario dell’anno 1864, che segnò appunto le prime ascensioni memorabili, a partire dall’attraversamento della Bocca di Brenta da parte dell’inglese John Ball.
 
Oggi pomeriggio – nella sala Aurora di Palazzo Trentini – il Consiglio provinciale ha ospitato la presentazione di due iniziative forti, entrambe in partenza per un lungo tour attraverso il Trentino. Si tratta di un cofanetto che raccoglie tre volumi e di una mostra documentaria.
Il Presidente Bruno Dorigatti ha introdotto il tema, elogiando la ricerca storica che ha valorizzato le origini di un fenomeno straordinario per il Trentino: l’amore profondo per la montagna, un fatto culturale prima che sportivo, un grande valore della nostra società, un fattore di democrazia – anche – da quando le vette sono diventate mèta popolare e non più per una ristretta élite.
 
A dare gambe al programma per il 150° della nascita dell’alpinismo in Trentino sono stati assieme tre enti, presenti oggi nella sede del Consiglio provinciale: l’Accademia della Montagna, La Sat e il TrentoFilmFestival.
A rappresentare la prima c’era il Presidente Egidio Bonapace, che ha plaudito all’imponente pubblicazione opera di Riccardo Decarli e Fabrizio Torchio, un lavoro che attinge a documenti reperiti negli archivi Cai/Sat e in musei di tutta Europa.
 
Dopo di lui ha preso la parola Annibale Salsa, l’antropologo già Presidente generale del Club Alpino Italiano. Che ha dato tra l’altro una notizia e lanciato un monito.
La prima è che il ghiacciaio dell’Adamello è stato riconosciuto dagli studiosi in questi giorni come quello indiscutibilmente più grande d’Italia, anche in rapporto a quello dei Forni.
Il monito riguarda invece la necessità di tutelare sempre l’eccezionale patrimonio ambientale racchiuso nel Trentino occidentale.
«Dobbiamo andare contro la cultura dominante di oggi – ha detto – e batterci perché si affermi il senso del limite. Che non significa negare lo sviluppo dei territori, ma capire quali sono appunto i confini da non superare.»
 
Per il Filmfestival ha portato il saluto Franco de Battaglia, che ha brevemente inquadrato il fatidico 1864 tra eventi significativi precedenti («nel ’59 in Trentino era arrivata la ferrovia») e accadimenti successivi, capaci di cambiare un mondo («nel ’66 scoppiò la guerra austro-prussiana, si spezzò il Lombardo-Veneto, arrivarono i dazi ai nostri confini…»).
 
Poi Claudio Bassetti, Presidente Sat, che ha collegato l’alpinismo pionieristico degli inglesi, degli austriaci, dei boemi, con la nascita della Società Alpinistica Tridentina nel 1872.
«Non a caso – ha raccontato – Freshfield in val Rendena incontra e si confronta con Bolognini, e anche da questi dialoghi matura l’idea di un’associazione locale tutta dedita al fenomeno alpinistico.»
 
L’ultima parola – oggi pomeriggio – è stata data a uno degli autori dell’elegante cofanetto intitolato «A est del Romanticismo. 1876-1901, alpinisti vittoriani sulle Dolomiti».
Riccardo Decarli ha spiegato che tutto è nato da un’idea di Torchio e il risultato sono 1.200 pagine divise in tre: un volume di rievocazione storica, un’antologia con 34 racconti ottocenteschi, un terzo tomo con gli itinerari possibili oggi sulle tracce dei pionieri.
 
Libri e mostra («1864-2014 - Centocinquanta») andranno incontro ai trentini per tutto il 2014.
Il 14 giugno prima «uscita» per l’opera letteraria a Caldonazzo, dal 15 al 29 giugno prima «trasferta» a San Lorenzo in Banale dell’esposizione, curata da Marco Benedetti, Roberto Bombarda e dagli stessi Decarli e Torchio.

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