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Nell’insegnamento di Padre Kino – Di Bruno Dorigatti

A 50 anni dalla posa della statua di Padre Eusebio Chini nel Famedio di Washington

Il 14 febbraio di cinquant’anni fa, nel Famedio del Parlamento americano a Washington, venne scoperta la statua di Padre Eusebio Chini, unico italiano, oltre a Garibaldi, ad ottenere un così alto onore da parte delle Istituzioni democratiche degli Stati Uniti d’America.
Oggi, mezzo secolo dopo quell’evento straordinario, è opportuno rinverdirne il ricordo, anche per sottolineare l’apporto al dialogo e alla reciproca comprensione fra individui provenienti da storie e geografie diversissime fra loro, sempre offerto dal Trentino e dai suoi Figli migliori.
 
Padre Eusebio Francesco Chini, meglio noto oltre Atlantico come Padre Kino, viene dall’altopiano anaune di Segno, dove nasce nel 1645.
Dopo una grave malattia che mina l’infanzia del piccolo Eusebio, studia in collegio presso i Gesuiti, prima a Trento e poi a Hall in Tirol.
Il giovane è un attento osservatore delle scienze naturali e della matematica e il 20 novembre 1665 entra nella “Compagnia di Gesù”, che lo destina in breve all’opera missionaria nella Nuova Spagna.
Missionario, cartografo, geografo e astronomo, dapprima a Sonora in Messico, poi in Arizona e infine in California, l’attività di Padre Kino si sviluppa principalmente sul versante degli studi e dell’azione sociale, dove riesce a migliorare le complessive condizioni di vita delle popolazioni autoctone e la sua fama, in poco tempo, si espande presso tutte le tribù indiane della regione.
Negli anni di peregrinazione per le lande sud occidentali degli USA, Padre Eusebio fonda in quell’area missioni e conventi - in tutto sono ventisette - ricoprendo anche un ruolo importante nel ritorno dei Gesuiti in California nel 1697 e contribuendo alla creazione dello Stato dell’Arizona.
Muore nella cittadina messicana di Magdalena de Kino nel 1711, all’età di sessantasei anni.
 
Oggi, ad oltre trecento anni di distanza, di Padre Kino, al di là delle retoriche di circostanza, ci rimane il ritratto di un uomo e di un trentino che ha onorato il suo percorso umano, dedicando se stesso agli altri e alla scoperta del mondo e privilegiando sempre il confronto e l’attenzione verso i più deboli, strumenti questi ancora attualissimi per non precipitare nel gorgo dell’incomprensione, del pregiudizio e della violenza.
Nel ricordarne la nobile figura, la Presidenza del Consiglio provinciale auspica che l’insegnamento di tolleranza e accoglienza, che ha caratterizzato la vita di Eusebio Chini, possa riverberarsi anche sul presente, nella convinzione che alcuni valori abbiano carattere universale e sono senza tempo.
 
Bruno Dorigatti
Presidente del Consiglio provinciale

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