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Nono incontro del ciclo «Figure e momenti di storia regionale»

Mercoledì 22 febbraio, alla civica Biblioteca di Trento, la Biblioteca Archivio del CSSEO organizza l’incontro «La nascita della Regione» – Interviene Giorgio Postal

Nell’immediato secondo dopoguerra la questione del confine al Brennero divenne incandescente. L’Italia era un paese vinto, mentre l’Austria, che con l’Anschluss del 1938 era stata annessa alla Germania, non esisteva neppure come entità statuale.
L’8 maggio 1945 era nata la Südtiroler Volkspartei, che pose al centro del suo programma la autodecisione per il Sudtirolo, con una mobilitazione popolare davvero imponente e la raccolta di 155.000 firme a sostegno di una petizione per il plebiscito.
A Innsbruck, qualche mese dopo, si svolse un’affollatissima manifestazione cui presero parte più di 100.000 persone.
Per molti mesi regnò una grande incertezza. Solo il 24 giugno del 1946 il Consiglio dei Ministri delle potenze vincitrici (USA,URSS, Gran Bretagna e Francia) prese una decisione definitiva: il Sudtirolo sarebbe rimasto all’Italia e il confine sarebbe rimasto al Brennero.
Ma nel corso dei mesi precedenti erano state necessarie per pervenire a quella decisione ben sei sedute del Consiglio dei Ministri e otto riunioni dei Sostituti. Storico è rimasto l’intervento di Winston Churchill alla Camera dei Comuni ai primi di giugno del 1946 quando, a sostegno delle ragioni dei sudtirolesi, disse che egli «non conosceva in Europa un caso che meglio del Sudtirolo si prestasse a beneficiare delle disposizioni della Carta Atlantica e di quelle della Carta dell’Onu».
 
Le ragioni dell’Italia in quei mesi di grande incertezza vennero sostenute dai governi presieduti da Alcide Degasperi, ragioni che-a differenza di quelle del 1919, legate esclusivamente a considerazioni strategiche e militari-tenevano conto delle mutate condizioni in Alto Adige, con riferimento alla maggiore incidenza percentuale della popolazione di lingua italiana ivi residente e al peso assunto nell’economia industriale italiana dai grandi investimenti dei decenni precedenti nel settore idroelettrico.
Con l’Accordo firmato a Parigi il 5 settembre 1946 da Degasperi e dal Ministro degli esteri austriaco Gruber, allegato ai trattati di pace, l’Italia assumeva l’impegno a garantire con misure speciali lo sviluppo etnico, culturale ed economico della popolazione di lingua tedesca e la parificazione delle lingue.
L’Accordo prevedeva inoltre un potere legislativo e amministrativo autonomo da esercitarsi all’interno di un quadro territoriale lasciato volutamente indeterminato, poiché su quel punto non fu trovata l’intesa. Particolarmente rilevante fu l’impegno a rivedere la questione delle Opzioni «con spirito di equità e comprensione».
 
Dopo la firma dell’Accordo di Parigi e sino all’approvazione, nel gennaio del 1948, dello Statuto della Regione Trentino-Alto Adige, le discussioni e le polemiche sul futuro dell’autonomia furono particolarmente accese sia a Bolzano che a Trento.
La materia del contendere verteva, soprattutto, sul nodo della dimensione territoriale delle nuove istituzioni autonomistiche. Per la SVP tale ambito avrebbe dovuto essere rigorosamente provinciale, mentre a Trento c’era ampio consenso sulla dimensione regionale della autonomia.
A cominciare dalle prese di posizioni iniziali del CLN e di tutti i partiti politici fino all’ASAR che chiedeva una «Autonomia integrale da Borghetto al Brennero».
Solo il partito socialista, particolarmente sotto la spinta di Gigino Battisti, optava per due autonomie separate, sia pure sotto un tetto comune.
 
Alla fine, il 27 giugno 1947 l’Assemblea costituente approvò l’articolo 116 della Costituzione, con la previsione delle cinque regioni a statuto speciale, tra le quali la Regione Trentino-Alto Adige.
La autonomia del Sudtirolo – in applicazione dell’accordo di Parigi – veniva dunque incardinata nel quadro regionale.
Il 31 gennaio 1948 veniva definitivamente approvato lo Statuto. De Gasperi sin da subito aveva puntato su un quadro regionale, un’ipotesi che, del resto mai aveva nascosto a Gruber.
E questo anche in relazione alle fortissime resistenze che in sede nazionale si erano profilate circa la concessione di un’autonomia al solo Sudtirolo, dato il diffuso timore per le forti spinte separatiste e per il rischio di un irreversibile indebolimento dei legami con l’Italia.
 
La Regione nacque dunque con una ambiguità di fondo che ne avrebbe pesantemente condizionato lo sviluppo. Permaneva, infatti, il disappunto da parte dei sudtirolesi, i quali tenevano che la dimensione regionale avrebbe finito per vanificare le aspirazioni all’autogoverno del gruppo di lingua tedesca.
Questa vicenda viene ripercorsa e discussa a Trento mercoledì 22 febbraio 2017, alle ore 17,30 (Sala degli Affreschi della Biblioteca comunale, via Roma 55), da Giorgio Postal. L’incontro è organizzato dalla Biblioteca Archivio del CSSEO in collaborazione con la Fondazione Museo Storico del Trentino.
Giorgio Postal, per sei legislature parlamentare a Roma, prima alla Camera e poi al Senato, è stato sottosegretario al Ministero della Ricerca scientifica e tecnologica e in seguito al Ministero dell’Interno, è uno studioso attento della storia trentina e sudtirolese. 
Attualmente riveste l’incarico di presidente della Fondazione Museo storico del Trentino.

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