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Ala ricorda il delitto Moro con Giovanni Ricci

La serata è organizzata per giovedì 3 maggio dall'associazione Memores e sostenuta dal Comune e dalla biblioteca di Ala

Giovanni Ricci è il figlio dell'appuntato dei carabinieri Domenico Ricci, trucidato dalle Brigate Rosse assieme ad altri quattro uomini della scorta il 16 marzo 1978 in via Fani a Roma, giorno del rapimento di Aldo Moro.
55 giorni dopo l'onorevole e presidente della Dc venne ritrovato assassinato.
Ricci sarà ad Ala giovedì 3 maggio, in una serata organizzata dall'associazione Memores e sostenuta dal Comune e dalla biblioteca di Ala, per ricordare uno dei fatti più tragici della storia della Repubblica.

L'occasione, per l'associazione Memores, di ricordare l'assassinio Moro è data dalla recente pubblicazione del libro «Quei 55 giorni di Aldo Moro vissuti in Trentino», scritto da Luigi Sardi, giornalista e saggista.
Accanto a lui saranno presenti Luciano Azzolini, ex deputato e allievo di Moro, alense, e Giovanni Ricci, figlio di uno degli uomini della scorta del politico democristiano.
La serata si terrà giovedì 3 maggio, nell'auditorium della cassa rurale Vallagarina ad Ala in via della Roggia; inizio alle 20.30; ha il patrocinio del Comune di Ala e della biblioteca.
 
Nel suo libro Luigi Sardi ha ricostruito i fatti di 40 anni fa, e quei 55 giorni trascorsi da Aldo Moro nel covo delle Brigate Rosse, vista dal Trentino, attraverso le cronache dei quotidiani locali, e prendendo in esame anche gli articoli dei quotidiani nazionali; ci sono i racconti di due senatori della Dc, Giorgio Postal di Trento e Giorgio Di Giuseppe di Maglie, la città natale di Moro, che ricostruiscono i fatti di allora. Luciano Azzolini, ex deputato, ha curato la prefazione del libro, e sarà in sala.
 
Sarà molto importante il contributo di Giovanni Ricci, figlio di uno degli uomini della scorta.
Durante la serata si ricorderà non solo la figura dello statista democristiano, ma anche quelle degli uomini della scorta, e si ricostruiranno dei fatti accaduti appena 40 anni fa, e che tuttavia al giorno d'oggi sembrano lontanissimi.
Ma mantenere vivo il ricordo della storia è il modo migliore affinché questa non si ripeta.

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