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Agosto degasperiano: «La casa comune è una casa verde»

Giovedì 9 agosto a Bieno incontro con lo scienziato Stefano Mancuso

Giovedì 9 agosto alle 18 al Parco fluviale di Bieno è previsto l’incontro con Stefano Mancuso.
Lo scienziato di prestigio mondiale incluso dal New Yorker tra i world changers ci spiegherà in che modo le piante potrebbero migliorare il nostro modo di vivere, se solo fossimo capaci di ascoltarle.
È il quinto appuntamento della rassegna «Agosto degasperiano – Solitudini», un programma di 14 eventi, con testimonianze, pièce teatrali, film e concerti, tutti ad ingresso libero.

«Le piante hanno già inventato il nostro futuro.»
È quanto sostiene Stefano Mancuso, scienziato e neurobiologo vegetale, il quale è convinto che sottovalutare il mondo vegetale sia uno dei più grandi errori della storia dell’umanità. Il professore, ordinario all’Università di Firenze dove, dirige il Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale, sarà ospite della rassegna «Agosto degasperiano – Solitudini», giovedì 9 agosto alle 18.00 nell’anfiteatro naturale del Parco fluviale di Bieno.
Nel suo intervento, ad accesso libero, ci accompagnerà in un sorprendente viaggio tra i segreti della natura e ci spiegherà come le piante potrebbero essere uno straordinario paradigma di futuro sostenibile, se solo fossimo capaci di ascoltarle.
Lo scienziato ci farà cambiare punto di vista e ci aiuterà a riflettere su come, di fronte alle incerte strade su cui è incamminato il nostro pianeta, sia sempre più necessario un nuovo punto di vista sul regno vegetale, la nostra «casa verde».
 
Proprio perché non possono scappare, infatti, le piante sono molto più sensibili rispetto agli animali: il loro unico modo di resistere è capire quel che succede con grande anticipo, in modo da potersi modificare in tempo.
Le piante arrivano a memorizzare e a imparare, comunicano tra loro attraverso segnali chimici di attrazione o di allarme e si aiutano a vicenda quando una pianta imparentata è in difficoltà.
Se definiamo «intelligenza» la capacità di percepire i cambiamenti dell’ambiente esterno e di retroagire nella maniera più adeguata possibile, potremmo dire che le piante percepiscono e retroagiscono, dunque sono «intelligenti».
 
Quando parliamo di vita, racconta Mancuso, prima di tutto pensiamo a noi stessi, e poi agli animali.
Eppure si stima che tra il 95 per cento e il 99,5 per cento della biomassa del pianeta sia composta da piante. Se si osserva la questione della vita in questi termini, la presenza animale (compresa la nostra) è ininfluente.
E soprattutto, noi esseri umani, così come ogni altra forma di vita animale, dipendiamo direttamente dalle piante.
L’idea che l’uomo possa porsi al di fuori della natura è l’ultima e pericolosa manifestazione della hybris umana, un atteggiamento arrogante che sta mettendo a rischio la nostra stessa sopravvivenza


 
 Stefano Mancuso 
Scienziato di prestigio mondiale, professore all’Università di Firenze, dirige il Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale (LINV).
Membro fondatore dell’International Society for Plant Signaling & Behavior, ha insegnato in università giapponesi, svedesi e francesi ed è stato inserito nel 2013 dal “New Yorker” nella classifica dei world changers.
È autore di numerosi testi di successo, fra cui Verde brillante.
Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale (2013), scritto con Alessandra Viola, Uomini che amano le piante. Storie di scienziati del mondo vegetale (2014), Biodiversi (2015), con Carlo Petrini, Botanica. Viaggio nell'universo vegetale (2017), Plantrevolution (2017).
 
L’incontro con il professor Mancuso è il quinto appuntamento della rassegna «Agosto degasperiano – Solitudini», il programma estivo di eventi organizzato dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi in Valsugana che propone quest’anno un viaggio alla scoperta dei tanti significati della solitudine: quella che temiamo, quella che subiamo, quella che fuggiamo, ma anche quella che invece abbracciamo per incontrare la nostra libertà e abitare la nostra interiorità.
Un percorso che trae spunto dai grandi temi dell’esperienza di Alcide De Gasperi, che è stato spesso definito «un uomo solo»: agli ospiti non viene però chiesto di parlare dello Statista, ma di testimoniare l’attualità del messaggio degasperiano aiutandoci a riflettere su quei temi che superano i piccoli eventi e abbracciano il senso profondo del vivere.

In caso di pioggia l’evento si terrà nel teatro tenda di Bieno, all’interno del Parco fluviale. Per maggiori informazioni è possibile chiamare la segreteria della Fondazione al numero 0461 314247 oppure consultare il sito www.degasperitn.it.

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