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Inaugurata oggi a Pieve Tesino la mostra «Lutero Per Via»

C’erano più di 150 persone all’inaugurazione della mostra che vuole far rivivere l’epocale battaglia di idee combattuta a colpi di immagini ai tempi della Riforma

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Oggi a Pieve Tesino, nel corso di una partecipata festa inaugurale, è stata aperta al pubblico la mostra «Lutero Per Via. Ambulanti e stampe in Trentino e in Valsugana al tempo della Riforma», che grazie agli studi e alla curatela di Alessandro Paris e Massimo Rospocher, ricercatori dell’Istituto Storico Italo Germanico della Fondazione Bruno Kessler, da oggi fino al 3 novembre farà rivivere tra le sale del Museo Per Via il clima di quella che fu un’epocale battaglia di idee, combattuta per la prima volta anche a colpi d’immagine.
In mostra 40 pezzi, fra cui stampe, monete e anche una delle rarissime Bibbie di Lutero conservate in Italia, provenienti da importanti enti prestatori, fra cui la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, il Germaniches Nationalmuseum di Norimberga, la Stiftung Schloss Friedenstein di Gotha, la British Library e il British Museum di Londra.
 

 
Nelle opere esposte si vedono papi e cardinali che diventano diavoli e buffoni, contadini ribelli che sfogano una feroce critica anticlericale, insieme ad alcuni esemplari di testi scampati all’occhio dell’Inquisizione.
La distribuzione di stampe luterane, diffuse dai venditori ambulanti, fu uno dei veicoli propagandistici principali della Riforma protestante, un fenomeno che fu il primo vero «evento mediatico» della storia occidentale.
Sfidando i divieti imposti dagli editti del Sacro Romano Impero e dell’Inquisizione romana, i venditori ambulanti di libri e stampe furono il motore della grande operazione comunicativa orchestrata da Lutero, che riuscì a far penetrare le istanze della Riforma nelle piazze di tutta Europa e perfino in Valsugana.
 

 
L’inaugurazione della mostra è stata introdotta dal saluto di Marco Odorizzi, direttore della Fondazione che gestisce il Museo Per Via, che ha poi lasciato la parola per un intervento di saluto a Carola Gioseffi, sindaco del paese, e Martina Loss, neodeputata originaria di Pieve Tesino.
Sono quindi intervenuti i curatori che hanno dato alcune chiavi di lettura per comprendere e apprezzare la mostra.
Massimo Rospocher ha ricordato che «la storia locale non è mai solo storia locale.
«Infatti, una delle mission del Museo Per Via è di calare la vicenda dei tesini ed il rapporto con la stampa in un contesto più europeo.
«Le stampe popolari come quelle esposte in mostra - e come quelle commerciate dagli ambulanti tesini - risalgono ad un periodo dove non c’erano radio, televisioni, né giornali e hanno un po’ la funzione dei tweet prima dei tweet.»
 

 
Alessandro Paris ha ricordato che questa è la prima mostra che documenta la diffusione della Riforma nel territorio trentino.
«Nel ‘500 c’è un mercato di stampe popolari in Europa che essenzialmente arrivano dalla Germania e che penetrano attraverso le Alpi nei territori dell’attuale Trentino.
«Sono stampe di carattere religioso connotate da un forte anticlericalismo e da una critica feroce alla chiesa di Roma e si sono diffuse anche in Valsugana.
«La mostra ha la specificità di documentare anche la storia dell’ambulantato prima che l’epopea dei tesini, a partire dal ‘600, si diffondesse in tutto il mondo.»
 

 
Ha completato la giornata inaugurale il concerto «Musica, fogli volanti e riforma: riletture di melodie luterane» introdotto dal musicologo Antonio Chemotti che ha illustrato al pubblico il ruolo fondamentale che la musica, e soprattutto il canto, ebbero per la costruzione di una identità religiosa specificamente luterana.
Testi e melodie che certamente si diffusero oralmente, ma che spesso circolavano proprio attraverso dei fogli volanti a stampa, un veicolo formidabile per la diffusione delle idee di Lutero.
Come ebbe a dire un gesuita del primo Seicento – ha raccontato Chemotti – «Martin Lutero ha distrutto più anime con i suoi inni che con i suoi trattati di teologia».
Sono quindi state eseguite originali riletture di melodie luterane da Jacopo Giacomoni (sassofono) e Alberto Collodel (clarinetto basso).
Un’occasione per immergersi ulteriormente nel passato e per incontrare un altro strumento di propaganda dell’epoca: la musica popolare.

La mostra sarà visitabile dal 13 luglio al 3 novembre 2019 durante gli orari d’apertura del Museo: dal martedì al giovedì dalle 14.30 alle 18.30 e dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30.
Sarà possibile prenotare visite guidate per gruppi, mentre ogni domenica alle 16.30 il Museo propone ai suoi visitatori una visita guidata inclusa nel prezzo del biglietto.
La mostra è organizzata dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi in collaborazione con l’Istituto Storico Italo Germanico della Fondazione Bruno Kessler e con il contributo della Fondazione Caritro.
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