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Una puntata speciale di History Lab dedicata a Ernesta Bittanti

Il 5 magio 2021 ricorrono i 150 anni dalla nascita della «vedova più importante d’Italia», moglie di Cesare Battisti

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Ricorre il 5 maggio 2021 il centocinquantesimo anniversario dalla nascita di Ernesta Bittanti Battisti e, perciò il canale di storia e memoria History Lab le dedica una puntata speciale.
Conosciuta ai più solo come moglie di Cesare Battisti, diventa invece dopo la morte del marito nel 1916, la «vedova più importante d'Italia».
Oggi, Ernesta Bittanti può essere considerata una figura che merita di essere studiata autonomamente per la capacità di incidere con il suo impegno e gli scritti sulla società, la cultura e la politica del suo tempo.

Nello speciale di History Lab, Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione museo storico del Trentino, intervista il nipote Marco Battisti per portare alla luce una dimensione di Ernesta Bittanti assolutamente inedita, con interventi della ricercatrice Beatrice Primerano che ne ripercorre la vita.
Lo speciale sarà visibile sul canale Youtube della Fondazione Museo storico del Trentino a partire da mercoledì 5 maggio 2021 alle ore 10: youtube.com/museostorico.
Verrà inoltre trasmesso su History Lab, canale 602 del digitale terrestre e hl.museostorico.it giovedì 6 maggio 2021 alle ore 21.10 e 22.40 (e in replica venerdì 7 maggio alle ore 7.40 e 15.40).
 
 Chi era Ernesta Bittanti Battisti  
Ernesta nasce a Brescia il 5 maggio 1871 ed è la settima figlia dei coniugi Giuditta Rivara e Luigi Bittanti.
Vissuti i primi undici anni a Brescia, si sposta con la famiglia a Cagliari dove il padre, insegnante di matematica, viene trasferito nel 1882.
Qui Ernesta viene iscritta al ginnasio; concluderà in seguito gli studi liceali a Cremona, dove il padre verrà nuovamente trasferito nel 1884.
A Cremona muore la madre Giuditta, dopo lunga malattia.
Nel 1890 Ernesta si sposta a Firenze dove s'iscrive alla Sezione di filosofia e filologia dell'Istituto di studi superiori pratici e di perfezionamento.
Nel capoluogo toscano intreccia rapporti d’amicizia con i fratelli Ugo Guido e Rodolfo Mondolfo, Alfredo Galletti e Gennaro Mondani; conosce Gaetano Salvemini e incontra Cesare Battisti, presentatogli da Assunto Mori la notte di Natale del 1895.
 
Questo gruppo di giovani si raccoglie la sera in casa di Ernesta, in via Lungo il Mugnone, dove lei vive con il fratello Cesare e le due sorelle, Rosa e Irene.
Nel 1950 Salvemini ricorderà nel corso di una conferenza gli anni del periodo fiorentino e l’intensa amicizia che lo legava a Ernesta.
Se ne conserva traccia in un indimenticabile intervento a stampa («Una pagina di storia antica». Il ponte. Firenze, 1950: 116-131).
Il 4 agosto 1896 Ernesta consegue il diploma di laurea discutendo con l’accademico della Crusca Guido Mazzoni una tesi in storia della letteratura italiana, incentrata sulla figura di Udeno Nisiely (Benedetto Fioretti).
 
Nel novembre dello stesso anno inizia a insegnare al Liceo Galileo di Firenze ma nel 1898, a causa della sua attività politica e del suo dichiarato laicismo positivista, le viene inibito l'insegnamento in tutte le scuole del Regno.
L'8 agosto 1899 sposa civilmente, a palazzo Vecchio, Cesare Battisti e si trasferisce a Trento.
Qui collabora alla pubblicazione dei periodici diretti dal marito (Tridentum, Il popolo e Vita trentina) e lo sostituisce durante le sue assenze.
Tra il 1901 e il 1910 dà alla luce i figli Luigi (Gigino), Livia e Camillo.
Allo scoppio della guerra ripara con i tre figli in Italia, prima a Treviglio e poi a Padova, dove riceve la notizia della morte del marito, giustiziato dagli austriaci per alto tradimento il 12 luglio 1916.
 
Ernesta ritorna a Trento subito dopo la fine della guerra. Gelosa custode della memoria del marito, incomincia immediatamente a riordinarne le carte e a recuperare quanto dell'archivio si era salvato dai sequestri e dai saccheggi operati nell'abitazione di corso 3 novembre; ricompone anche lo studio di Battisti così come era stato lasciato prima della sua partenza da Trento per dedicarsi alla lotta irredentista.
Acuta interprete del pensiero politico battistiano e garante della sua integrità contro ogni strumentalizzazione, Ernesta offre la sua testimonianza storica in una copiosa serie di scritti e pubblicazioni.
Nel 1919 entra in rapporto con Gabriele D’Annunzio e appoggia l’impresa di Fiume, alla quale partecipa il figlio Gigino e dove lei stessa si reca.
 
Nel 1930 si trasferisce a Milano dove ha frequenti contatti con gli amici antifascisti Ugo Guido e Rodolfo Mondolfo, Paolo Maranini, Tommaso Gallarati Scotti, Bianca Ceva, Ferruccio Parri e Aldo Spallicci.
Sono questi gli anni della dura presa di posizione contro il regime fascista, manifestata talvolta con gesti coraggiosi, come quando, nel 1939, infrange le leggi razziali pubblicando su Il corriere della sera il necrologio in morte dell'ingegnere ebreo Augusto Morpurgo.
L'incalzare degli eventi la costringerà nel 1943 ad abbandonare anche Milano e a fuggire in Svizzera con la famiglia.
 
Un nuovo grave lutto la colpisce nel 1946 quando perde l'amatissimo figlio Gigino, morto in un incidente ferroviario a Sessa Aurunca.
L'isolamento in cui si ritira nel secondo dopoguerra non le impedisce di partecipare, dallo «studiolo silenzioso e per sempre deserto» di corso 3 novembre a Trento, alle polemiche sorte intorno alla questione dell'Alto Adige.
Ernesta si schiera in favore delle popolazioni alloglotte sostenendone le rivendicazioni autonomiste e regionaliste già in nuce nell'accordo Degasperi-Grüber.
Si spegne a Trento il 5 ottobre del 1957.
 
L’opera della sua vita, oltre a essere rivolta al ricordo e alla valorizzazione del pensiero del marito, ha avuto un percorso intellettuale di grande autonomia, con l’assunzione di posizioni spesso anticonformiste.
I temi di cui Ernesta Bittanti si è occupata spaziano dalla letteratura alle arti, dalla condizione femminile ai problemi del degrado sociale, dalla questione autonomistica e regionale alla politica nazionale, e trovano sbocco in varie pubblicazioni, ma soprattutto in centinaia di articoli sparsi su giornali e riviste locali e nazionali.

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