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Anpi Trentino e Valli Giudicarie ricordano Adamello Collini

La guida alpina medaglia d’oro al valore civile viene ricordata ogni anno la prima domenica di settembre nei pressi del «suo» rifugio in Val Genova

A partire dal nome, tutto nella figura di Adamello Collini ricorda le montagne.
La guida alpina medaglia d’oro al valore civile viene ricordata ogni anno la prima domenica di settembre nei pressi del «suo» rifugio in Val Genova.
Adamello Collini nacque sul finire dell’800 a Pinzolo.
Dopo le traversie legate al primo conflitto mondiale si diede da fare con grande sacrificio personale per edificare il rifugio posto quasi alla sommità della Val Genova e che oggi porta il suo nome.
Proprio quest’ultimo sarebbe diventato la sua base operativa durante la Seconda Guerra Mondiale, quando, sfruttando la sua eccellente conoscenza dei passi e dei sentieri montani, decise di opporsi come poteva al nazifascismo.
 
In maniera silenziosa ma assidua riuscì a condurre ebrei, soldati alleati, disertori, renitenti alla leva, partigiani alla salvezza in Svizzera.
Li accompagnava in fuga dai tedeschi attraverso il gruppo della Presanella fino al Passo del Tonale, così che da lì potessero raggiungere facilmente la salvezza in Svizzera.
Riuscì a farne passare tanti, anche a gruppi di venti alla volta. Non fece gesti eclatanti, la sua conoscenza della montagna gli permetteva di aiutare delle persone in pericolo di vita e lui si limitò a fare quello che sapeva fare bene, la guida, ben sapendo che comportava rischi altissimi.
 
Purtroppo qualcuno in valle lo tradì. Nel pomeriggio del 27 settembre 1943 si presentò al rifugio un uomo ben vestito che chiese di poter essere condotto sul ghiacciaio del Mandrone.
Ottenuta la disponibilità di Collini, questi si allontanò con la scusa di andare a chiamare alcuni amici.
Tornò in compagnia di cinque militari delle SS che lo arrestarono sotto gli occhi del figlio Remo.
Fu internato nel lager di Mauthausen, campo di concentramento pensato per annientare i prigionieri attraverso il lavoro forzato, la malnutrizione e gli stenti.
 
Collini vi resistette per ben due anni. Morì nel sottocampo di Gusen il 12 febbraio del ’45 all’età di 55 anni, a qualche mese dalla fine del conflitto.
Adamello Collini viene ricordato ancora oggi con commozione per il suo eroismo silenzioso.
Incalzato dalle pressanti domande del comandante Swarz, egli affermò: «Non sono a conoscenza del Codice di Guerra, ma, qualora lo conoscessi, al di sopra di questo Codice vi è una Legge che, anziché proibire, ordina di ospitare, in questi luoghi selvaggi, chiunque chiede aiuto. È la Legge di Dio!»
In questa decisa affermazione c’è tutto il valore di una scelta, di una vita, di una morte.
 
Alla messa, domenica 5 settembre alle 11, che sarà celebrata da padre Gregorio Moggio, seguirà l’intervento del presidente dell’Anpi del Trentino Mario Cossali Sono stati invitati il Sindaco di Pinzolo e altri Sindaci.
Sarà presente il gruppo degli alpini di Pinzolo e, bella novità, darà anima all’incontro la Corale Bella Ciao.
Parteciperà anche un grande alpinista come il roveretano Sergio Martini.

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