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Mori, inaugurata la nuova tappa del percorso hoferiano

Il presidente Fugatti: «Progetto di grande rilievo simbolico e culturale»

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«Una nuova tappa di un percorso ambizioso che attraversa i territori dell’Euregio e si estende a Mantova, grazie al Museo Porta Giulia e all’impegno dell'Amministrazione comunale di Mori.»
Il presidente della Provincia autonoma di Trento e presidente di turno del GECT/Euregio, Maurizio Fugatti è intervenuto nel pomeriggio alla cerimonia per la posa della targa dedicata ad Andreas Hofer, alla presenza del sindaco Stefano Barozzi, del presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, dell'assessore regionale Lorenzo Ossanna, dell'onorevole Vanessa Cattoi, del direttore della Fondazione Museo storico del Trentino Giuseppe Ferrandi e del comandante degli Schuetzen del Welschtirol (Trentino), Enzo Cestari.

La Provincia autonoma di Trento, sollecitata dalla Federazione Schützen del Welschtirol, ha promosso il progetto «1809, luoghi della memoria - Sulle tracce di Andreas Hofer», la cui realizzazione è stata resa possibile dal lavoro e dall’impegno della Fondazione Museo storico del Trentino, del Museum Passeier, un’istituzione museale che a San Leonardo in Passiria cura la memoria dell’eroe tirolese, e dal Ferdinandeum di Innsbruck. Il progetto è stato patrocinato e verrà sostenuto nella sua implementazione dal GECT/Euregio Tirolo - Alto Adige - Trentino.
 
«Si tratta di un progetto di grande rilievo culturale e simbolico. Rapportarsi alla figura di Hofer, alla sua straordinaria vicenda di carattere europeo, significa considerare la sua biografia e con essa il radicamento nei luoghi, nei territori, nella storia delle comunità attraversate» – ha osservato il presidente Fugatti, evidenziando come l'Euregio abbia bisogno di allargare e consolidare la propria rete di collaborazioni e di alleanze.
Il progetto è in espansione ed altri luoghi potranno essere aggiunti, affinché nuove relazioni verranno costruite e rafforzate.
 
L'obiettivo è di costruire un modo nuovo di concepire l’Europa, che valorizzi le peculiarità e il protagonismo dei territori, la pluralità di espressioni e di culture.
«Posso testimoniarlo dopo essere stato in missione in Austria, in particolare a Vienna, Mauthausen e Mittendorf, – ha riferito il presidente. – Ho avvertito una grande disponibilità e un grande interesse per la nostra esperienza trentina inserita in un contesto più ampio.»
Il percorso hoferiano non rappresenta dunque un'operazione di monumentalizzazione, ma piuttosto un modo per connettere la storia con i territori e con un’attenzione particolare al coinvolgimento delle nuove generazioni.
«Non vi è futuro per la nostra regione europea senza uno sguardo rivolto al futuro, senza un investimento in nuovi strumenti di conoscenza e di coinvolgimento» – ha concluso Fugatti.

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