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Il 25 aprile è una festa che deve unire – Di Guido de Mozzi

La data non segna solo la Liberazione dell’Italia dai Tedeschi, ma soprattutto la fine del periodo più tragico della nostra storia, la guerra civile

Quest’anno l’approfondimento storico del nostro giornale sarà dedicato al 25 luglio e al successivo 8 settembre, due eventi fatidici accaduti 80 anni fa.
Il 25 luglio 1943 segna la fine del fascismo. L’8 settembre 1943 indica l’inizio della guerra civile, l’evento più tragico mai attraversato dal nostro Paese e che terminò il 25 aprile 1945, con la fine della Seconda Guerra Mondiale.
Come è nostro costume, è tra due anni che dedicheremo uno spazio approfondito al 25 Aprile, cioè nell’ottantesimo anniversario.
Quello che vogliamo ricordare oggi è che quella data segna non solo la liberazione del Paese dall’invasione tedesca, ma soprattutto la fine di una sanguinosissima lotta fratricida.

In due anni (43-45) morirono in Italia circa 40.000 tra partigiani e militari, 50.000 tra fascisti e tedeschi, più 10.000 civili tra scontri e rappresaglie.
Ma quello che più segnò quei due terribili anni furono le atrocità che vennero commesse da entrambe le parti. Atrocità che proseguirono fino al 22 giugno 1946, quando l’allora Ministro della Giustizia Palmiro Togliatti firmò (con l’appoggio dell’intero governo De Gasperi) l’amnistia che portò il suo nome.
Come si sa, infatti, dal momento in cui il disegno di legge di un’amnistia viene presentato in Parlamento, tutti i reati che avvengono dopo quella data non sono più amnistiabili.
Così, Togliatti pose fine alle lotte fratricide.
 
Difficile fu invece sopire gli animi, tanto vero che per anni il 25 aprile non ha fatto altro che risvegliare antichi rancori.
Col tempo abbiamo assistito a un progressivo calo delle rivalità. Ma le sinistre si sono appropriate il merito del 25 aprile, facendone una festa propria.
Ma così il 25 aprile non sarebbe più una festa che unisce, ma che divide. Tutt’oggi assistiamo a un Paese che cerca di ritrovarsi unito in questa ricorrenza, mentre le sinistre trovano sempre da ridire, come se il fascismo fosse stato sconfitto da loro.
Un po’ alla volta diventerà la festa di tutti. La festa della fine del periodo più brutto vissuto dal nostro paese.

Come abbiamo detto, ne parleremo più in profondità nell’80esimo anniversario della Liberazione.
Le autorità affermano che la ricorrenza serve per non dimenticare.
Aggiungiamo che il vero miracolo è stato invece il dimenticare la follia di quegli anni.
Ed è grazie all’oblio che adesso possiamo festeggiare il 25 aprile come festa che unisce.

GdM

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