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Atti vandalici nei confronti dell’Ordine dei Medici del Trentino

I movimenti contrari al Green pass si dissociano totalmente: «Sono atti che ci danneggiano»

Dei teppisti hanno rotto i vetri della sede dell’Ordine dei Medici con sassate e imbrattato le pareti con frasi irriverenti, chiaramente volte a insultare chi ha deciso di sospendere i sanitari non vaccinati.
Il gesto vandalico ha suscitato la solidarietà dell’Assessore provinciale alla Salute e del Sindaco di Trento.
Ma ha suscitato anche le ire dei movimenti che da tempo si adoperano per ottenere democraticamente modifiche alle decisioni del Governo che ha imposto l’uso del Green Pass nella vita lavorativa.
In un momento particolarmente delicato come questo, infatti, un atto di violenza può danneggiare molto i movimenti.
 
Dopo le violenze di Roma, il Viminale ha inviato una circolare alle prefetture per impedire che possano accadere altri fatti del genere.
Là dove si sospetta che possano degenerare, le manifestazioni vanno vietate.
A Trento, dove finora le manifestazioni sono state tanto corpose quanto corrette, è sempre stata rilasciata l’autorizzazione dalla Questura.
Nei prossimi giorni ci saranno altre manifestazioni, in vista della scadenza del 15 ottobre. Come sempre è stata chiesta una nuova autorizzazione, ma per la prima volta la Questura non l’ha rilasciata subito.
È evidente che l’atto vandalico sta pesando sulle decisioni del Questore.
 
Non sappiamo chi possa essere l’autore dell’atto vandalico. Ma di certo sta remando contro il movimento «CiSiamo».
Tirare sassate e imbrattare i muri non porta da nessuna parte. Anzi - come stiamo vedendo - rischia di rovinare tutto.
Probabilmente le autorizzazioni a manifestare verranno rilasciate dal Questore, ma sicuramente questi atti di violenza possono negare la benevolenza delle autorità di cui il movimento ha bisogno.
Nel riquadro che segue riportiamo la nota che il movimento ha inviato alle redazioni.

Il coordinamento di CiSiAMO! Trentino si dissocia totalmente condannando le azioni vandaliche compiute ai danni della sede dell'Ordine dei Medici in Via Zambra a Trento.
Crediamo nel diritto di manifestare, nel diritto al lavoro e nel diritto all'autodeterminazione.
In nessun modo crediamo che tali diritti si conquistino con la violenza.
Noi crediamo si debbano utilizzare altri metodi per dimostrare il proprio dissenso e che quelli usati non solo ci danneggino, ma facciano il gioco di chi cerca pretesti per negare le piazze criminalizzando il dissenso.
Si lotta alla luce del sole e a viso aperto, come nelle riuscitissime manifestazioni portate avanti sino ad oggi.
Si lotta in collaborazione con le Forze dell’Ordine per la libertà di tutti.
Portiamo rispetto, pretendiamo rispetto.
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