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Strategie di intervento per il transito attraverso il Brennero

Finalmente, almeno il sistema camerale prende posizione contro i limiti tirolesi alla libera circolazione di merci tra stati comunitari

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Alla base di tutto ci sono due questioni.
La prima è che nel nome di una paventata salvaguardia dell’ambiente si cerca di contrabbandare qualsiasi cosa. Il provvedimento del Tirolo che limita il transito dei Tir altro non fa che concentrare l’inquinamento in 120 giorni invece che diluirlo in 365.
La seconda è che l’economia ha bisogno dei trasporti. L’Italia e la Germania sono i principali produttori manufatturieri d’Europa e hanno bisogno di scambiare i propri prodotti.
Cercare di impedire i trasporti e poi lamentarsi che le cose vanno male, è tipico di chi non riesce a vedere più in là del proprio naso.


 
Per evitare il grave danno economico che la politica del Governo tirolese causerebbe all’economia dei Paesi limitrofi, imponendo limiti alla libera circolazione di mezzi pesanti diretti oltre il passo del Brennero e quindi all’interno dei propri confini, Uniontrasporti e i sistemi camerali di Emilia Romagna, Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto hanno attivato un roadshow lungo l’asse del Brennero (Modena, Mantova, Verona, Trento, Bolzano per poi eventualmente spingersi fino a Monaco di Baviera) al fine di condividere e integrare un documento a difesa del diritto di libera circolazione delle merci lungo il Corridoio scandinavo-mediterraneo.

Nell’incontro di oggi, organizzato presso la Camera di Commercio di Trento alla presenza dei principali rappresentanti delle istituzioni locali e delle associazioni territoriali e imprenditoriali per il trasporto, Antonello Fontanili, Direttore di Uniontrasporti, ha illustrato i punti salienti del documento che stabilisce la presa di posizione del sistema camerale.
Si parte dalla considerazione di dati oggettivi e aggiornati sui traffici attraverso l’Arco alpino, sugli scambi commerciali tra l’Italia e il resto dell’Unione europea, sul valore economico delle merci scambiate con i principali partner del nostro Paese e che sono oggetto dei «divieti settoriali».

Un approfondimento di dettaglio è dedicato alle caratteristiche del parco veicolare delle nostre imprese in termini di normativa antinquinamento, con specifico riferimento anche al parco circolante sull’A22 e ai costi di trasporto lungo l’Arco alpino.
Vengono inoltre riportate alcune prime riflessioni sul tema e una serie di controproposte da condividere, in più fasi, con specifici soggetti di riferimento.

I dati ci dicono che attraverso il valico del Brennero transitano la metà delle esportazioni italiane e oltre il 70% dei flussi import/export dell’Italia con l’UE; con oltre 49 milioni di tonnellate di merce (sugli oltre 160 milioni che varcano i confini terrestri nazionali), il corridoio multimodale del Brennero rappresenta dunque il più trafficato «corridoio» transalpino.

Già in passato il governo austriaco aveva tentato di imporre limitazioni di ingresso ai camion entro i propri confini, ma erano state prontamente avversate dall’Unione europea, che le aveva ritenute illegittime.
La recente volontà del Land Tirolo di introdurre una nuova azione restrittiva alla circolazione del traffico pesante – che ne prevede l’entrata in vigore già dal prossimo agosto – ha sollecitato i sistemi camerali delle regioni del Nord Italia non solo a contrastarla, ma anche a costruire le basi per un confronto aperto in sede comunitaria.
Lo scopo è quello di creare una rete di alleanze su più livelli territoriali, in grado di fornire alla posizione del sistema camerale la massa critica necessaria per una produttiva interlocuzione con la Commissione europea e di approdare a una soluzione definitiva che tuteli il diritto di libera circolazione delle merci senza che questo venga messo in discussione periodicamente da uno dei suoi Stati membri.
 

 
«Fermo restando che la soluzione a cui si deve approdare deve tener conto della necessità di bilanciare le istanze ambientali con le ragioni dell’economia – ha spiegato Giovanni Bort, Presidente della Camera di Commercio di Trento – siamo seriamente preoccupati per le conseguenze che le misure promosse dal Tirolo potranno avere sugli scambi commerciali da e verso i nostri principali partner.
«Il sistema camerale ha dunque voluto dare un segnale forte di contrarietà rispetto a un approccio non solo discriminatorio e tutt’altro che europeo, ma anche decisamente discutibile sul piano della tutela e della sostenibilità ambientale.
«Anche le nostre imprese mirano a uno sviluppo sostenibile, ma questo non è incompatibile con una logistica fluida e efficiente.»

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