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Sciopero ai caselli autostradali: anche il sindacato protesta

Ieri L'Adigetto.it si era chiesto se il comportamento delle società fosse antisindacale. Oggi lo dice il sindacato: «Comportamento antisindacale per far profitto»

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Ieri avevamo pubblicato un articolo intitolato «Il singolare sciopero dei casellanti delle autostrade» (vedi), nel quale indicavamo due momenti critici da parte delle società concessionarie.
Il primo stava nel fatto che anche senza personale le autostrade volevano incassare i pedaggi, il secondo lamentava che il pedaggio non poteva essere corrisposto di fronte all’annunciato «possibile disservizio».
Oggi i sindacati hanno rincarato la dose, come si può vedere dal comunicato che pubblichiamo nel riquadro seguente, anche se riferito alla sola società Autostrada del Brennero Spa.

Sciopero ai caselli A22, comportamento antisindacale per far profitto. La politica e la governance dell'autostrade comunichino se la mission aziendale è cambiata
Montani: «È la prima volta in 50 anni di storia dell'A22 che si cerca di vanificare lo sciopero dei lavoratori avendo come unico obiettivo il profitto.»
«Ci riserviamo di verificare un comportamento antisindacale di Autobrennero», così Stefano Montani, segretario della Filt Cgil del Trentino, all'indomani della domenica e lunedì di sciopero a singhiozzo degli addetti ai caselli lungo l'A22, che aggiunge: «L'adesione è stata altissima, nonostante la società sia ricorsa a contratti stagionali per coprire le assenze del personale che ha incrociato le braccia".
 
I sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl hanno, infatti, proclamato 4 ore di sciopero a singhiozzo tra domenica 4 e lunedì 5 agosto per il rinnovo del contratto di lavoro del personale delle autostrade e dei trafori, che in provincia di Trento riguarda circa un migliaio di addetti impiegati in A22.
Non solo, nel mirino anche la mission di A22.
«I precedenti vertici di Autobrennero e la scorsa giunta provinciale – evidenzia Montani – hanno sempre confermato che la società è pubblica e che tra gli scopi c'è quello di perseguire il benessere dei territori attraversati.
«Impegni che si concretizzano tra investimenti in occupazione, infrastrutture, sicurezza e opere, che sono un volano per l'economia provinciale. Ora improvvisamente pare che la logica sia cambiata: si segue il profitto.
«È la prima volta in 50 anni di storia dell'A22 che si cerca di vanificare lo sciopero dei lavoratori avendo come unico obiettivo il profitto. È opportuno che la politica del governo provinciale e la nuova governance ci informino se qualcosa è cambiato rispetto agli obiettivi aziendali e la mission originaria.»
 
«Le ragioni della protesta – prosegue Montani – riguardano il fatto che non sono stati ancora sciolti alcuni nodi della parte normativa del contratto e le anticipazioni sulla parte economica, così come proposte dalle controparti datoriali risultano irricevibili.
«Vorrebbero imporre una linea di discontinuità rispetto ai precedenti rinnovi in termini di durata del contratto nazionale, incremento complessivo, limitazione degli effetti di trascinamento degli istituti contrattuali e allocazione delle risorse.»
 
I sindacati mettono però in luce che Autobrennero sarebbe ricorsa all'utilizzo di contratti determinati e stagionali per coprire quel personale che ha aderito allo sciopero.
«Ravvisiamo la copertura ai caselli con figure stagionali – conclude la Filt Cgil – un comportamento analogo nella gestione della mobilità remota ai monitor delle casse automatiche, tenendole aperte nonostante lo sciopero nel tentativo di vanificare la manifestazione: un'azione che dimostra ancora una volta la volontà di far profitto, un possibile comportamento che riteniamo antisindacale che intendiamo verificare.»
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