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Basse temperature in Trentino Alto Adige

Coldiretti: impianti antibrina attivi e monitoraggio continuo della situazione

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Tutte le foto sono di © Marco Oss.
 
Il crollo delle temperature sottozero rappresenta un forte rischio per il settore agricolo e Coldiretti Trentino Alto Adige tiene alta l’attenzione a tutela delle proprie aziende.
«Da giorni stiamo tenendo monitorata la situazione – afferma il presidente Gianluca Barbacovi – e nella scora notte le temperature si sono abbassate sotto lo zero in tutta la regione. In alcune zone sono stati attivati i sistemi antibrina, mentre in altre il freddo è stato affrontato attraverso l’utilizzo di fiammelle in grado di alzare la temperatura circostante.
«Sotto monitoraggio gli impianti di drupacee come ciliegie e albicocche che sono più sensibili al freddo ed hanno uno stadio fenologico avanzato.
«L’attenzione è massima poiché siamo proprio in fioritura. Attenzione anche per i meleti.
«Importante sarà tenere alta l’attenzione sulla prossima notte poiché se dovesse persistere questa condizione climatica ci sarebbe anche il problema della lunga durata del fenomeno con il rischio di danni maggiori.
«Siamo attivi su tutto il territorio per tenere sotto controllo la situazione.»
 


La Coldiretti sottolinea come le piante durante il riposo invernale siano in grado di sopportare temperature inferiori allo zero, anche di decine di gradi, ma diventano particolarmente sensibili, una volta risvegliate, in fase di fioritura o dopo aver emesso le nuove foglioline.
Il brusco abbassamento delle temperature con l’arrivo del gelo in pianura può compromette la produzione di frutta fuori dal riposo invernale e, pertanto, più sensibile al gelo.



A livello nazionale la Coldiretti afferma che siamo di fronte in tutta Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che ha fatto perdere oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.
 
L’abbassamento della colonnina di mercurio per lungo tempo sotto lo zero – precisa la Coldiretti – provoca danni gravissimi ma lo sbalzo termico ha inevitabilmente un impatto anche sull’aumento dei costi di riscaldamento delle produzioni in serra di ortaggi e di fiori, soprattutto se si considera che i prezzi del gasolio sono in continua crescita da novembre.

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