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Caro Energia: le proposte delle Regioni italiane

La Conferenza delle Regioni ha approvato il un documento sull’impatto del caro energia sul tessuto produttivo

«Sulla base delle elaborazioni dei dati Eurostat – si sottolinea nel documento, – il gas naturale risulta la fonte prevalente di consumo in Italia sia per il settore della distribuzione di energia (49% circa nel 2019), che poi la eroga sotto forma di gas ed elettricità agli altri comparti dell’economia, sia direttamente per la manifattura (76%).
«Al contrario, il peso del gas naturale risulta marginale come fonte di consumo per il settore energia sia in Germania (15%, contro il 44% del carbone) sia in Francia (4%, contro l’83% del nucleare), mentre per il manifatturiero dei due paesi, il peso pur significativo (68% e 67%) è molto inferiore a quello italiano.»
 
Tale situazione «implica che variazioni dei prezzi del gas “fuori scala”, come quelle che stiamo osservando in questi mesi e che continuano a trainare al rialzo il prezzo dell’elettricità, hanno quindi un impatto proporzionalmente maggiore nel caso delle filiere industriali italiane rispetto a quelle tedesche e francesi.»
La Conferenza delle Regioni lancia quindi un allarme sulla «tenuta dell’industria italiana, tra le più competitive al mondo, ora fortemente a rischio e con essa il benessere del Paese, a partire dai lavoratori per arrivare all’intero tessuto economico e sociale.
«In 12 mesi il costo dell’energia è infatti aumentato di oltre il 300% mentre, rispetto al prezzo medio 2015-2019 (20 euro/MWh), l'aumento del prezzo del gas è del 1500% (300 euro/MWh).»
 
Il documento approvato dalla Conferenza delle Regioni è stato inviato al Presidente del Consiglio come contributo di proposte per affrontare tale emergenza, anche perché, sottolineano le Regioni «Ci troviamo di fronte ad un’emergenza senza precedenti che rischia di impattare significativamente sul tessuto produttivo del nostro Paese con possibile desertificazione dello stesso.
«Per questo si ritiene necessario e urgente un intervento volto all’impiego di tutto il surplus derivante dal gettito all’abbattimento del costo delle bollette già emesse.»
 
 Per quanto riguarda le proposte emergenziali le Regioni propongono di:  
- potenziare il credito d’imposta relativo alla spesa sostenuta dalle imprese per l’acquisto di energia, aumentando le percentuali ed estendendolo anche alle piccole imprese;
- incrementare il microcredito liquidità;
- tutelare le microimprese che possono andare incontro ad una eccessiva erosione del capitale sociale prevedendo il rinvio dell’esposizione delle perdite ai due anni successivi;
- ampliare la platea dei beneficiari del credito d’imposta anche alle imprese non energivore;
- consentire maggiore liquidità attraverso misure di sostegno al tessuto produttivo anche in deroga alla disciplina sui decreti di stato;
- facilitare con iniziative di semplificazione la connessione alla rete elettrica nazionale per le fonti di energia rinnovabili;
- estendere la rateizzazione delle bollette;
- disancorare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas;
- sterilizzare oneri accise e iva sugli aumenti indiscriminati di gas, energia elettrica e carburante;
- attivare misure di garanzia, rateizzazione e finanziamenti agevolati sui contratti pluriennali di approvvigionamento energetico;
- vietare ai gestori di energia di imporre ai clienti l’anticipo dei pagamenti;
- fare in modo che il Governo emani decreti attuativi non ancora adottati che possano incidere direttamente sul costo dell’energia;
- impegnarsi con l’Esecutivo affinché chieda alla Commissione europea di introdurre deroghe ai limiti imposti alla qualità dell’aria visto l’impatto che deriverà dalla conversione degli impianti esistenti a causa proprio del caro energia;

 Per quanto riguarda il medio-lungo periodo la Conferenza delle Regioni propone di:  
- incentivare l’auto-produzione di energia rinnovabile;
- adottare provvedimenti che favoriscano la rapida installazione di impianti fotovoltaici;
- determinare misure per trasferire gli extra profitti delle imprese energetiche a favore delle altre imprese soprattutto quelle energivore;
- predisporre un piano emergenziale per la costruzione di infrastrutture energetiche;
- sostenere il tetto europeo al prezzo del gas e fissare anche un tetto nazionale;
- modificare il meccanismo europeo che l’obbligo di acquisto di quote ETS (Emissions Trading System);
- avviare la riforma del sistema di definizione dei prezzi ne mercato elettrico riportandoli ai costi di generazione anche in base alle diverse fonti;
- ampliare la platea dei beneficiari del bonus energia estendendolo anche ai nuclei familiari con ISEE fino a 30 mila euro;
- Istituire il Reddito Energetico Nazionale per incentivare l’uso dei pannelli fotovoltaici.
- definire in stretto raccordo con le Regioni una strategia di medio-lungo termine di politica industriale del sistema paese;
- promuovere una campagna di informazione sull’uso razionale dell’energia;
- rendere strutturali le politiche di efficienza energetica nelle residenziali e nelle attività produttive;
- accelerare provvedimenti che possono favorire la realizzazione di termovalorizzatori utili a produrre energia elettrica per le imprese energivore;
- favorire la ricerca sul nucleare pulito.

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