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In arrivo nuovi ristori, priorità a turismo e piccole imprese

Previsto per la settimana prossima un provvedimento per due miliardi già a disposizione - Fipe: «Rispetto al 2019, 56 miliardi di consumi in meno»

La nuova tornata di ristori a beneficio delle imprese travolte dalla valanga Covid avverrà in due tempi.
Il primo sarà deliberato la settimana prossima, mentre per il secondo ci sono ancora da valutare tempi, consistenza e l’opportunità di ricorrere a un nuovo scostamento di bilancio.
Lo ha spiegato in conferenza stampa il premier Mario Draghi, sottolineando che nell’immediato sono a disposizione i due miliardi circa stanziati nella legge di bilancio.
Serviranno per aiutare soprattutto il turismo, per il quale c'è un fondo ad hoc da 150 milioni di euro, e in generale le piccole imprese, che vedranno rifinanziati i fondi per la cassa integrazione. Aiuti mirati sono previsti anche per discoteche, locali da ballo e teatri.
«Stiamo facendo tutti una riflessione per cercare di affrontare nella maniera più soddisfacente i bisogni di sostegno che possono essere determinati da questa ripresa della pandemia.
«Valuteremo se servono altre risorse», – ha assicurato il presidente del Consiglio.
 
Confcommercio: «Servono più risorse per fronteggiare l’impatto della nuova fase della pandemia sulle imprese»
«Il presidente Draghi ha fatto riferimento agli stanziamenti della legge di bilancio per il 2022 per la prima risposta ai fabbisogni dei settori produttivi colpiti - a partire dalla filiera del turismo - dall’impatto della nuova fase della pandemia.»
«Non ha, tuttavia, escluso la necessità del reperimento di ulteriori risorse.»
Così Confcommercio, per la quale «è fin d’ora chiaro che vanno messi urgentemente in campo nuovi ristori e nuove moratorie creditizie e fiscali oltre che un nuovo ciclo di Cassa Covid.
«Servono, dunque, risorse aggiuntive rispetto ai fondi individuati in legge di bilancio. Servono con urgenza e vanno reperite anche ricorrendo ad un nuovo scostamento di bilancio.»
 
Fipe: «Rispetto al 2019 56 miliardi di consumi in meno nei pubblici esercizi»
Nel 2020 i consumi nella ristorazione sono calati del 37,4%, ovvero 32 miliardi di euro in meno rispetto al 2019.
E se si aggiunge un altro 28% perduto nel 2021, sempre rispetto all'anno pre pandemia, di miliardi se ne debbono aggiungere altri 24, per un totale di 56 miliardi di euro in meno spesi da famiglie e turisti, italiani e stranieri, all'interno dei pubblici esercizi.
Il che si traduce in 45mila imprese scomparse in meno di due anni e 300mila lavoratori che hanno perduto l’impiego.
Sono numeri che parlano da soli e che Fipe-Confcommercio ha elencato in una lettera inviata ai Ministeri del Lavoro e del Turismo in cui si chiede che le imprese del settore siano comprese nel prossimo decreto di sostegno alle realtà in crisi.
 
«Ristorazione e i pubblici esercizi – sottolinea Roberto Calugi, direttore generale di Fipe – vanno considerati alla stregua di altri settori dell'offerta turistica italiana.
«Discoteche, locali presenti in particolare nei centri storici delle città d'arte, aziende di catering e banqueting, mense, ristorazione commerciale negli aeroporti e negli snodi turistici e centri deputati al gioco sono in profondo rosso.»
Il pessimo mese di dicembre, continua, «ha vanificato gli sforzi e l'ottimismo dell'estate e ci ritroviamo immersi in un'emergenza senza fine.
«Nessuno chiede aiuti a pioggia: se il problema sono le risorse si selezioni l'accesso alla cassa integrazione, alle moratorie e agli altri incentivi sulla base della reale perdita di fatturato, ma non possiamo lasciare le imprese al loro destino, con la contrazione delle attività che stiamo registrando negli ultimi mesi, il settore semplicemente non sopravvivrà. Bisogna agire e bisogna farlo subito.»
 
Fto: «Subito ristori per il turismo organizzato, ma non a pioggia»
«Non tocca a noi entrare nel dibattito tecnico e politico sulla necessità o meno di uno scostamento di bilancio.
«Tuttavia chiediamo al governo sostegni congrui e immediati: la pandemia continua a mordere, il turismo organizzato è fermo ormai da due anni e non possiamo accontentarci di qualche briciola raccattata tra le pieghe del bilancio pubblico.»
Lo ha sottolineato Franco Gattinoni, presidente della Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio, in vista del Consiglio dei ministri di giovedì che dovrebbe varare nuovi ristori all'economia.
 
«Servono subito un ampio rifinanziamento della Cig Covid almeno fino al 30 giugno 2022, naturalmente con validità retroattiva dal primo gennaio, e contributi diretti per almeno 500 milioni di euro.
«La rapidità è fondamentale, non c'è tempo da perdere, ogni giorno che passa è un giorno colpevolmente sprecato. Il nostro è il comparto più colpito dalla pandemia e ci sono decine di migliaia di posti di lavoro a rischio.
«Ecco perché – ha proseguito Gattinoni – chiediamo anche l'estensione del credito d'imposta sulle locazioni commerciali con la possibile cessione fino a fine giugno.
«Ci aspettiamo dunque uno stanziamento rilevante e tempestivo. E ci permettiamo di dare un suggerimento al governo: quello di evitare contributi a pioggia che perseguono spesso la logica del consenso politico di corto respiro e finiscono per perdersi in mille rivoli, ridimensionando l'efficacia dello sforzo finanziario», – ha concluso il presidente di Fto.

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