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Payback, a rischio il sistema sanitario trentino

Bort: «Senza una sospensione perderemo aziende, posti di lavoro e operatività delle strutture sanitarie»

È accorato l’appello che le imprese fornitrici di materiale sanitario, aderenti a Confcommercio Trentino, lanciano alla politica, e in particolare alla Provincia Autonoma di Trento, affinché si ponga rimedio alla tassazione payback riproposta dal Decreto Aiuti Bis.
Sul tavolo c’è la tenuta dell’intero sistema sanitario trentino e la sopravvivenza di decine di aziende, con il pericolo concreto di perdita di centinaia di posti di lavoro.
 
Si avvicinano le scadenze per l’attuazione del payback sulle forniture di Dispositivi Medici (il meccanismo per cui le imprese fornitrici si trovano costrette a pagare, senza averne alcuna responsabilità, gli sforamenti di spesa sanitaria delle Regioni e delle Province Autonome) e il Governo non ha ancora assunto alcuna decisione, mettendo così a rischio l’intero Sistema Sanitario Nazionale.
Fifo Sanità, la Federazione italiana fornitori ospedalieri aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia, ha ribadito il rischio concreto di un’imminente mancanza di dispositivi medici e servizi a supporto negli ospedali e lancia l’allarme per l’intera tenuta del settore.
 
La norma costringe le aziende fornitrici di dispositivi medici a pagare 2,1 miliardi di euro entro il 15 gennaio, con conseguente fallimento per centinaia di pmi che distribuiscono a tutti gli ospedali d’Italia dispositivi salvavita e altro materiale indispensabile per lo svolgimento delle attività chirurgiche, garantendone la manutenzione e il corretto funzionamento.
In Trentino, dove le aziende locali sono decine, si parla di oltre 250 milioni di euro da pagare: un colpo insostenibile per le aziende fornitrici che porterebbe a un default generalizzato e, per conseguenza, minerebbe la tenuta del sistema sanitario provinciale: non sarebbero più garantiti i rifornimenti dei materiali tecnico-medicali e degli altri dispositivi sanitari, nonché la manutenzione di quelli in utilizzo, e sarebbe quindi impossibile garantire la continuità delle cure ai pazienti.
 
«In questo momento di grande incertezza – spiega il presidente di Confcommercio Trentino Giovanni Bort – le Aziende cercheranno comunque di fare quanto nelle loro possibilità per mantenere inalterato il livello di supporto che quotidianamente viene fornito al Sistema Sanitario, ma è evidente che se si troveranno nelle condizioni di dover coprire questi sforamenti, di cui non sono assolutamente responsabili, non potranno onorare i contratti in essere mantenendo gli standard di fornitura sino ad oggi garantiti.»
L’appello alla Provincia è dunque quello di sospendere i pagamenti in attesa anche dei numerosi ricorsi attivati presso i Tribunali amministrativi di tutta Italia.

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