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Primo maggio, il messaggio del sindaco di Trento Andreatta

«È necessario mettere in grado tutti di ripartire al più presto, senza lasciare nessuno indietro»

Sarà una festa del primo maggio particolare quella che si celebra domani.
Nessun grande evento, se non a distanza, per ricordare oltre un secolo di lotte e di impegno per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
Questo non toglie nulla però al significato di una festa che anzi, come spiega il sindaco Alessandro Andreatta, può e deve diventare un momento di attenzione e di riflessione.
 
«In questo primo maggio è impossibile non pensare a quanti, in queste settimane difficili, hanno svolto il proprio lavoro mettendo a rischio la propria salute e in alcuni casi la propria vita.
Mi riferisco a chi è impegnato negli ospedali e nelle Rsa che ospitano nostri genitori e i nostri nonni; a chi lavora per garantire i servizi essenziali, in primo luogo la fornitura di alimentari; ai nostri vigili urbani e alle forze dell'ordine, che hanno vigilato sul rispetto delle norme e soprattutto hanno dato informazioni e rassicurazioni ai cittadini.»
 
Prosegue il sindaco: «Questo è anche il primo maggio di chi oggi non lavora, in attesa che le restrizioni alle attività economiche previste dal governo nazionale e provinciale siano ritirate.
«Questa sosta forzata ha conseguenze davvero pesanti sulle imprese, grandi o piccole, i lavoratori dipendenti, le famiglie.
«È necessario mettere in grado tutti di ripartire al più presto, senza lasciare nessuno indietro.»

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