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Cybersecurity, patrimonio dei futuri manager di azienda

Oggi l’iniziativa di Trentino Digitale con gli studenti e le studentesse del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento

Nulla è più serio e realistico di un gioco. Partendo da questo assunto, oltre venti studenti e studentesse del corso di laurea magistrale in Management dell’Università di Trento hanno simulato un evento straordinariamente reale per migliaia di aziende in tutto il mondo: la violazione dei sistemi informatici interni con il conseguente furto di informazioni strategiche, dati personali e di un'ingente somma di denaro.
Divisi in quattro gruppi, rappresentanti altrettante aree strategiche dell’azienda, gli studenti sono stati chiamati a scegliere le azioni corrette da intraprendere e gestire la crisi.
 
«La simulazione – spiega il responsabile alla sicurezza di Trentino Digitale, Pierluigi Sartori – è andata bene, considerato che abbiamo lavorato con studenti.
La partecipazione è stata buona e il coinvolgimento ottimo: dalle due ore previste di lezione, i ragazzi si sono fermati in aula oltre tre ore, determinati a concludere il serious games.»
Soddisfatto anche il docente, Diego Ponte, professore associato del Dipartimento di Economia e Management.
«Il tema è di assoluta attualità e gli studenti hanno colto la sfida. Considerato l’interesse stiamo valutando come continuare il percorso, organizzando in futuro altri incontri sulla cybersecurity.»
 
Lo scenario iniziale prevedeva il cattivo funzionamento di una app, rilasciata da un’azienda di investimenti, che permetteva a dei pirati informatici di rubare denaro e dati personali dei clienti. Ad agire non sono stati i dirigenti dell’ipotetica finanziaria, bensì 21 studenti e studentesse del corso di laurea magistrale in Management dell’Università di Trento.
«Ogni giorno – sottolinea il professor Diego Ponte – le cronache riportano notizie di crimini informatici consumati ai danni di imprese, importanti gruppi industriali e istituzioni pubbliche.
«La cybersecurity è un aspetto su cui le nuove generazioni devono confrontarsi e rispondere con i migliori strumenti e le migliori decisioni.»

Il piano di azione, simulato in aula, ha visto in avvio la divisione dei ragazzi in quattro gruppi, uno per ciascuna delle aree strategiche dell’azienda: amministratore delegato; responsabile dei sistemi informativi; responsabile della sicurezza informatica; il quarto team composto da diverse divisioni aziendali (rischi aziendali, marketing e audit).
Sotto la guida di Pierluigi Sartori, responsabile della sicurezza di Trentino Digitale, e del professor Diego Ponte, ogni gruppo doveva superare le fasi della crisi: la scoperta della criticità della app, il recupero di informazioni, la messa in campo delle azioni correttive e, possibilmente, risolutive, la comunicazione con i clienti.
A ciascun gruppo è stato riconosciuto il bonus iniziale di 5 punti, che incrementava di un punto per ogni azione corretta o diminuiva di un altro punto in base ad ogni errore commesso.
In ciascuna delle fasi, gli studenti hanno scelto tra un ventaglio di 30 opzioni, solo alcune delle quali erano giuste.
 
«I ragazzi – ricorda Sartori – hanno interpretato al meglio il proprio ruolo, forti anche delle competenze assunte durante gli studi universitari.
«Di certo la materia è complessa perché attraversa trasversalmente gli equilibri e gli interessi aziendali. Il dato positivo è che tutti hanno completato le tre fasi, con punteggi diversi, dimostrando una buona attitudine alla gestione di situazioni di gravi crisi.»
«Il gioco – conclude Sartori – è sviluppato dal gruppo israeliano di Isaca, associazione che raccoglie oltre 140 mila professionisti in 183 paesi nel mondo, ed è promosso in Italia dalla sezione di Venezia, della quale sono presidente.
«Pur essendo una simulazione, il serious game nasce dall'esperienza di professionisti e manager che hanno messo a fattore comune le esperienze raccolte in decine di situazioni reali.»

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