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Security Embedded: la startup che protegge i dispositivi IoT

La Fondazione HIT accompagna la nascita di una nuova impresa tecnologica dell’Università di Trento in ambito cybersecurity

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Security Embedded è ufficialmente startup di Ateneo. Un percorso, quello di un’idea diventata tecnologia e poi startup, reso possibile grazie al supporto messo a disposizione dalla Fondazione Hub Innovazione Trentino nell’ambito del progetto europeo MCU Fortifer. Finanziato dal network di innovazione in ambito digitale dell'Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia EIT Digital, al progetto hanno partecipato l’Università di Trento (in qualità di coordinatore), la Fondazione HIT, l’impresa leader globale nella trasformazione digitale Atos e la società di consulenza e servizi digitali Santer Reply.
Gli obiettivi dell’iniziativa, che si è svolta nell’arco del 2021, sono stati il lancio sul mercato di un prodotto software per la protezione di dispositivi IoT denominato MCU Forfier e la creazione di una nuova startup dal mondo della ricerca. L’IoT (Internet of Things o Intenet delle cose) associa agli oggetti l’utilizzo di internet, per permettere loro di massimizzare le capacità di raccolta e utilizzo dei dati, a vantaggio di una maggiore digitalizzazione e automazione dei processi aziendali.
 
Il prodotto innovativo, messo a punto dai dottorandi Michele Grisafi e Luca Degani con la supervisione scientifica di Bruno Crispo, professore del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell'Informazione dell’Università di Trento, punta nello specifico a migliorare la sicurezza delle installazioni IoT per proteggere l’Industria 4.0 da attacchi informatici.
Nasce una nuova startup tecnologica nell’ecosistema della ricerca e dell’innovazione trentina. Si chiama Security Embedded e la sua missione è mettere in condizione l’industria intelligente – quella dove vengono impiegati robot, automazione e tecnologie digitali – di proteggersi da attacchi informatici e conservare con sicurezza dati e memoria. Un obiettivo sempre più importante, oggi che le imprese sono sempre più automatizzate, digitali e interconnesse, e che guardano all’utilizzo dei dati come uno degli asset strategici per il proprio sviluppo.
 
Michele Grisafi e Luca Degani, dottorandi del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell'Informazione dell’Università di Trento, sono gli ideatori di questo progetto all’avanguardia, un’impresa innovativa che nasce da una collaborazione aperta, nell’ambito di un progetto europeo competitivo vinto dal sistema trentino e grazie alla supervisione scientifica del prof. Bruno Crispo.
«La nostra idea di impresa – spiega Michele Grisafi, amministratore delegato di Security Embedded – nasce per valorizzare una tecnologia in grado di impattare molto sulle realtà aziendali odierne, aiutandole nella protezione dei dati e dei processi aziendali. Il nostro obiettivo è far approdare la cybersecurity anche laddove essa viene di norma trascurata, e l’industria digitale 4.0 ci sembra un buon punto di partenza. Siamo entusiasti di portare un prodotto da noi ideato in un mercato vivo, e vedere messi in pratica i frutti della nostra ricerca».
 
La tecnologia è stata sviluppata interamente presso il Dipartimento dell’Università di Trento e testata dai partner tecnici Atos e Santer Reply. Come affermato dal Prof. Bruno Crispo «È stata colta l’opportunità del progetto per partire da un’idea scientificamente rilevante, riconosciuta tale anche dalle istituzioni europee e arrivare al lancio di uno spin-off universitario fondato da personale dell’Ateneo e da dottorandi per valorizzare in senso commerciale i risultati della nostra attività di ricerca».
La Fondazione HIT, insieme alla Divisione Valorizzazione e Impatto della Direzione Servizi alla Ricerca e Valorizzazione di UniTrento, si è occupata di favorire la creazione della società e il suo accreditamento come startup di Ateneo: ha supportato il team nella preparazione del business plan, ha facilitato l’accordo tra i partner di progetto in materia di proprietà intellettuale – che è rimasta totalmente in capo all’Università – e ha contribuito alla negoziazione per la concessione di una licenza da parte dell’Ateneo alla startup per portare il prodotto sul mercato.
 
Tra le attività principali di Security Embedded c’è lo sviluppo e la commercializzazione di soluzioni software che includono tecniche e algoritmi per implementare la protezione della memoria RAM in dispositivi che non hanno alcun meccanismo integrato di difesa.
«Tra gli ambiti applicativi della nostra tecnologia – spiega Luca Degani, Chief Technology Officer di Security Embedded – ci sono la cybersecurity e l’IoT security, due campi sempe più importanti al mondo d’oggi. Abbiamo progettato una soluzione tecnologica che ci consente di unire due mondi, la cybersecurity e l’industria 4.0, portando tecniche avanzate anche nei più piccoli sensori e micro processori. Il nostro motto è che anche i piccoli dispositivi, parte integrante dell’IoT, meritano di essere protetti».

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