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Piccoli, versatili, hi-tech: cresce l'interesse per i droni

Formazione, competenza e sviluppo tecnologico, ecco la chiave per usare questi strumenti in sicurezza e rimanere al passo con il mercato

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Il drone professionale deve avere almeno sei rotori.

Il mercato dei droni è in netta crescita. Sempre più diffusi e sempre più versatili, questi piccoli velivoli rappresentano un settore di sicuro interesse per la ricerca e per le imprese trentine che si occupano di innovazione.
Dall'agricoltura all'edilizia, dai sensori alla tecnologia mobile, le potenzialità di questi velivoli e la relativa normativa sono stati al centro del workshop «Droni. Il futuro oggi» ospitato ieri al Polo Tecnologico di Rovereto, al quale hanno preso parte oltre 150 persone.

Monitorare la propria coltivazione, valutare lo stato di salute del bosco, verificare la dispersione energetica di un edificio, effettuare rilevazioni in un lago montano senza contaminarlo e realizzare riprese video.
I SAPR (sistemi aeromobili a pilotaggio remoto), meglio noti come droni, offrono un nuovo punto di vista, una prospettiva diversa che può diventare una alleata preziosa se utilizzata correttamente e in sicurezza.
Le grandi potenzialità di questa tecnologia aprono diverse strade di sviluppo e per questo suscitano grande attenzione, come testimonia la numerosa partecipazione al workshop «Droni. Il futuro oggi. Nuove tecnologie al servizio del territorio» tenutosi ieri al Polo Meccatronica di Rovereto e promosso da Trentino Sviluppo.
 
«Da un momento come questo – ha sottolineato Alessandro Olivi, vicepresidente e assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro della Provincia autonoma di Trento – possiamo cogliere molti spunti, capire quali nuove strade di collaborazione si possono aprire tra operatori del settore, imprese, scuole, università e la stessa pubblica amministrazione che utilizza i risultati della ricerca e queste particolati tecnologie per la salvaguardia dell'ambiente e del territorio e per garantire la sicurezza.
«Ne parliamo in un luogo di frontiera, come il Polo Meccatronica, in cui si pratica l'innovazione quotidianamente. Sta a noi cogliere questi stimoli e candidarci ad essere un cluster territoriale capace di attrarre e accompagnare qualche giovane impresa che sceglie di scommettere su questa nuova disciplina che, proprio come la meccatronica, mette assieme tecnologie abilitanti, la meccanica e l'elettronica.»
 

 
Qual è l'entità di questo settore in Italia? I dati ufficiali dell'Enac parlano di 1.200 droni che sorvolano i cieli del territorio nazionale regolarmente e circa 600 aziende specializzate nella produzione di questi velivoli o nel loro uso professionale in svariati campi, per un giro d'affari stimato di 350 milioni di euro, in crescita.
Le potenzialità e la versatilità di questi strumenti attraggono sempre più realtà imprenditoriali e il settore, nonostante la schiacciante concorrenza cinese e francese, è vivace anche in Italia, soprattutto per quanto concerne software e applicazioni collegate.
Gli ambiti in cui sono previsti i maggiori sbocchi sono l'agricoltura, i rilievi fotogrammetrici, le fotografie e videoriprese, la vigilanza, la sicurezza e la protezione civile, l'edilizia e l'archeologia.
Di droni si parla e si è parlato molto anche in riferimento al tema della sicurezza.
L'incidente avvenuto a Madonna di Campiglio in occasione della Coppa del mondo di sci sottolinea l'importanza del rispetto delle normative presenti e della corretta formazione dei piloti.
 
Una tematica complessa e affascinante quella dei droni, approfondita nei suoi diversi aspetti nel seminario di ieri.
L'incontro è stato moderato da Fabrizio Bovi, della Fondazione 8ottobre2011 che ha introdotto gli interventi dei relatori offrendo una panoramica sui più recenti sviluppi legati a questa tecnologia.
«Sviluppi che in pochi anni hanno portato ad un progresso un tempo inimmaginabile di questi dispositivi che nel prossimo futuro avranno un indubbio impatto sull'industria aeronautica – ha sottolineato Bovi. – Un futuro nuovo che cerca gli sviluppatori in grado di immaginarlo.»
 
Il punto è stato approfondito da Sergio Bracchetti che ha illustrato le potenzialità e i rischi del nuovo punto di vista che il drone sa offrire, una tecnologia sviluppata inizialmente in campo militare ma oggi al centro dell'attenzione per le sue importanti prospettive in ambito civile, con la prospettiva del trasporto in autonomia di persone o merci.
Un'evoluzione rapida, con cui non è semplice tenere il ritmo anche a livello normativo, ma che è al centro di un apposito regolamento dell'Enac, illustrato dal colonnello e pilota Giovanni Savoldelli Pedrocchi.
«Per garantire la sicurezza nell'uso dei droni è fondamentale la diffusione di una cultura dell'aeronautica» – ha detto il colonnello, ricordando come oggi chi lavora con questi strumenti sia tenuto a seguire un apposito percorso formativo teorico e pratico nei centri di addestramento certificati Enac e debba in ogni caso rispettare le regole e i limiti e divieti che riguardano gli specifici contesti in cui opera.
 

 
L'importanza della valutazione del rischio è stata al centro dell'intervento di Marco Citterio di Flyrad che ha ricordato come il fattore principale per la sicurezza sono proprio le persone: per questo è fondamentale agire sulla corretta preparazione dei piloti.
Formazione, quindi, ma anche informazione dedicata questo campo quali strategie per un corretto utilizzo di questi strumenti e l'avvio di un processo collettivo e condiviso che porti alla valorizzazione dei lati positivi di questa tecnologia e al contrasto degli usi illeciti.
Questo il concetto chiave dell'intervento del comandante Luca Tagliagambe che ha esposto il rischio di possibili utilizzi criminali dei droni (come il trasporto di stupefacenti o di armi) e le nuove misure che si stanno sviluppando per contrastarli.
 
Il programma ha lasciato poi spazio alla ricerca con l'intervento di Patrick Predella, studente dell'Università degli Studi di Trento, dedicato alle coreografie di droni, lo studio del controllo coordinato di più droni per svolgere operazioni come il trasporto di pesi o le mappatura di grandi aree attraverso il coordinamento di diversi dispositivi.
L'incontro è proseguito con i workshop tematici, grazie alla presenza di alcune realtà già attive nel settore: Italfly, Smart3K, Cyberfed, Ndvi, Laboratorio Rocce e Ricerca Tonon, il Servizio Antincendi e Protezione Civile della Provincia autonoma di Trento, il progetto “D-Fab” dell’Università degli Studi di Trento per il soccorso in valanga e il Museo Civico di Rovereto.

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