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NASA World Wind Europa Challenge: l’innovazione sul territorio

Dall’uso dei droni all’analisi del rischio sismico, al polo Ferrari la presentazione dei migliori progetti in concorso nelle categorie ricercatori, aziende e studenti

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«Non chiedete ad altri di trovare soluzioni. Voi siete qui per questo.»
Questo il messaggio lanciato ai partecipanti della 4ª edizione della NASA World Wind Europa Challenge da Patrick Hogan della NASA in occasione dell’inaugurazione dell’evento in programma a Trento da oggi a giovedì.
La prima sessione, di taglio accademico, è stata ospitata dal Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell'Informazione dell'Università degli studi di Trento al Polo Scientifico e Tecnologico Ferrari di Povo.
Decine i team presenti, provenienti da Italia, Stati Uniti, Germania, Cina, Olanda e Spagna. Una preziosa occasione di confronto tra metodologie e idee per affrontare in modo innovativo problemi reali.
Dalle zolle tettoniche agli oggetti in orbita intorno alla terra, i partecipanti si sono interrogati su come migliorare la qualità della vita sul pianeta e si sono impegnati a condividere le loro idee attraverso una piattaforma open source.
Una tecnologia all’avanguardia messa a disposizione dalla NASA a ricercatori, studenti, aziende dell’innovazione e la scelta di condividere ogni risultato con il resto del mondo.
Ecco gli ingredienti della NASA World Wind Europa Challenge, contest internazionale al via oggi a Trento, promosso dall'Assessorato all'Università e Ricerca della Provincia Autonoma di Trento con il coordinamento di Hub Innovazione Trentino, in collaborazione con l’impresa trentina Trilogis (vincitrice dell’edizione 2015 del concorso) e il Politecnico di Milano.


 
L’inaugurazione che si è tenuta oggi pomeriggio al Polo Ferrari di Povo, luogo simbolo della ricerca in Trentino, è stata aperta dal professor Flavio Deflorian (Pro rettore vicario di UNITN e Consigliere di HIT-Hub Innovazione Trentino) che ha ricordato l’importante ricaduta dell’evento per il sistema della ricerca trentina, sia in termini di visibilità che di positivo incontro con colleghi di altri Paesi.
La parola è passata poi a Patrick Hogan, project manager di NASA World Wind. Hogan ha espresso grande soddisfazione per la scelta di Trento come location dell’evento, ricordando l’importanza di un territorio in grado di supportare la ricerca e di condividerla poi con tutti coloro a cui può portare beneficio, in una prospettiva di collaborazione globale.
La NASA Challenge si rivolge a ricercatori, studenti e aziende e chiede loro di trovare soluzioni concrete a problemi quotidiani attraverso l’uso della piattaforma NASA open source World Wind dedicata alla gestione di dati spaziali e la creazione di mappe 3D.
Le applicazioni sono diverse, dal contesto cittadino allo spazio che circonda il globo.
La prima giornata del contest è stata dedicata alla presentazione dei migliori progetti in gara, tra cui spiccano anche diverse realtà trentine.
I progetti presentati dai team della categoria «professional» riguardano l’uso dei droni, con la programmazione di tragitti compiuti in modo completamente autonomo, e la progettazione di sistemi innovativi per la gestione dei dati spaziali 3D.
 
I ricercatori hanno invece puntato sullo studio del territorio con l’identificazione delle aree sismiche mediante l’analisi dei dati degli ultimi 100 anni, lo studio delle anomalie nei campi elettromagnetici quali possibili segnali di imminente terremoto, la condivisione pubblica di informazioni sulla contaminazione nucleare del territorio, la raccolta e la visualizzazione in 3 e 4D di informazioni meteorologiche e dati spaziali, l’identificazione e il monitoraggio dei rifiuti in orbita intorno alla terra.
Nella categoria studenti, presenti 4 team trentini che hanno lavorato allo studio dei ghiacciai del territorio, alla geolocalizzazione dei pacchi in consegna, alla condivisione di informazioni per ottimizzare l’uso di impianti per energia solare e al monitoraggio delle tubature del sottosuolo per evitare incidenti in caso di scavi.
La sessione ha visto, inoltre, gli interventi di Maria Antonia Brovelli, vice rettrice del Politecnico di Milano e di Maurizio Napolitano, ricercatore della Fondazione Bruno Kessler che hanno approfondito il tema della condivisione volontaria di informazioni geografiche per la creazione di mappe condivise e rappresentative, di cui è un esempio OpenStreetMap.
L’incontro si è concluso con l’anticipazione dei temi che saranno al centro della sessione di domani, in programma al Muse dalle 9.30 alle 18.30 e dedicata al territorio trentino.
I partecipanti del contest lavoreranno insieme a rappresentati di realtà ed enti locali sul monitoraggio della biodiversità e la creazione di una mappa 3D della città di Trento.

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