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Un pezzo di Trentino in Terra Santa

Nel cuore della cristianità, a Cafarnao, il Trentino ha fatto dono alla Custodia di Terra Santa della pavimentazione in porfido dell’area archeologica

Cafarnao, sulle rive del lago di Tiberiade in Israele, è una città simbolo della cristianità; qui visse e predicò Gesù durante i tre anni di vita pubblica.
Una parte rilevante degli avvenimenti narrati nei Vangeli è accaduta proprio nel territorio di Cafarnao, visitato ogni anno da milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo.
In questo pezzo di Terra Santa, dopo tre anni di lavori, grazie a un progetto “made in Trentino”, è stato portato a termine l’intervento di pavimentazione con porfido locale dell’area archeologica, prima fase di un ampio disegno di riqualificazione del luogo sacro.
 
Stamani nella sede della Cooperazione Trentina in via Segantini è stata presentata la relazione finale dei lavori.
L’intervento ha visto in campo la Cooperazione e la Provincia Autonoma. Il consorzio cooperativo Cavatori Produttori Porfido di Albiano ha inviato in Terra Santa proprie squadre di posatori, che hanno prestato la loro opera gratuitamente.
La Provincia, attraverso l’assessorato alla solidarietà internazionale e alla convivenza, ha finanziato la spesa con 122 mila euro, il movimento cooperativo con 45 mila euro.
 
I metri quadrati posati sono 3 mila, parte in lastre e parte in cubetti. La scelta degli architetti è caduta su un porfido di colore rosso fiammato, installato in diversi formati secondo un disegno mirato a favorire l’identificazione dei percorsi.
Il sito archeologico appare ora, a lavori ultimati, più bello e funzionale.
La nuova pavimentazione, corredata da piante menzionate nella Bibbia e tipiche dell’epoca di Cristo, consentirà ai pellegrini di vivere un’esperienza ancora più intensa.
 
L’avanzamento dei lavori è stato seguito da padre Pietro Kaswalder, originario di Roverè della Luna, in rappresentanza della Custodia di Terra Santa, che tutela in nome della Chiesa i luoghi santi in Medio Oriente.
«L’effetto è magnifico – ha esordito – le aree attorno al memoriale di San Pietro e la grande Sinagoga sono state abbellite e valorizzate. Ringrazio il Trentino per questa iniziativa di pace. Dall’Italia partono purtroppo anche armi, ed è bene che il Trentino si distingua con progetti di convivenza e di pacificazione.
«Anzi – ha proseguito padre Kaswalder – visto l’esito felice del progetto Trentino, anche l’Alto Adige si è offerto di realizzare gli arredi in legno: pensiline, passerelle e recinzioni.»
 
«La solidarietà deve creare il senso di comunità nella nostra società, – ha affermato Lia Giovanazzi Beltrami, assessore provinciale alla solidarietà internazionale. – Sta a noi il dovere di supportare i progetti che portano avanti i trentini in ogni angolo di mondo.»
 
Per il presidente della Cooperazione Trentino Diego Schelfi, «questo è un altro esempio della generosità dei trentini e della loro capacità di allungare lo sguardo ed aprire il cuore sul mondo».
 
«Un progetto complesso dal punto di vista climatico ma anche per le difficoltà urbanistiche, risolte tuttavia con l’arma della pazienza e della disponibilità» – ha detto l’ing. Andrea Demozzi di Iris Innovation lab che ha coordinato i lavori.
 
La complessità ha investito anche chi ha concretamente posato la pavimentazione, costretto a lavorare con temperature di 40 gradi.
Ezio Pisetta, presidente del Consorzio cavatori produttori porfido, fornisce qualche numero: «Quattro persone sono state impegnate per cinque settimane. Abbiamo portato a Cafarnao 17 container di porfido per un totale di 425 tonnellate.»
 
La pavimentazione è solo la prima tappa di un ampio progetto di qualificazione dell’area sacra.
«In futuro – ha anticipato padre Kaswalder – abbiamo in animo di realizzare un vero e proprio museo sulla vita di Gesù Cristo. Sarebbe il primo al mondo.»

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