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Tre medici formati in Alto Adige tra i soccorritori dell’Everest

Avevano partecipato al training organizzato da EURAC, soccorso alpino dell’Alpenverein e dalla Provincia

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Negli ultimi due anni un gruppo di 19 medici e guide alpine nepalesi hanno seguito un programma formativo sulle modalità di soccorso organizzato dall’EURAC e dal soccorso alpino dell’Alpenverein e finanziato dalla Provincia autonoma di Bolzano nell’ambito della Cooperazione allo sviluppo.
Il 18 aprile scorso tre medici di questo gruppo sono stati tra i primi a soccorrere le guide e gli sherpa nepalesi travolti dalla valanga sull’Everest.
 
Nell’incidente causato qualche giorno fa dalla valanga sull’Everest – il più grave nella storia delle ascensioni alla vetta - 13 sherpa sono morti e tre sono dispersi.
Molte guide sono state trovate vive e salvate dai soccorritori.
Tra i primi accorsi sul luogo dell’incidente anche tre alpinisti nepalesi che nei due anni precedenti avevano seguito il training organizzato dall’Istituto per la Medicina di Emergenza in Montagna dell’EURAC e dal soccorso alpino dell’Alpenverein Südtirol.
 
Il programma di formazione è stato possibile grazie al finanziamento da parte della Giunta provinciale di un progetto di sviluppo triennale per il Nepal, con il focus sul trasferimento di competenze specialistiche e formazione.
Nel 2012 sul ghiacciaio della Val Senales, nel centro  di addestramento di Vilpiano e all’EURAC, i tre soccorritori e un gruppo di colleghi nepalesi hanno appreso e provato sul campo le tecniche di rianimazione di travolti da valanga, il salvataggio dai crepacci e il trasporto dei feriti.
Meno di un anno fa sono stati invece gli istruttori ed esperti altoatesini ad andare in Nepal per continuare la formazione.
 
I training sono stati organizzati anche in collaborazione con la Himalayan Rescue Association e la Commissione medica della Commissione internazionale per il soccorso alpino (ICAR MEDCOM).
Il gruppo costituito da oltre 50 sherpa e alpinisti stava preparando una delle vie di accesso all’Everest a circa un mese dall’apertura della stagione turistica.
 
«Dato il numero sempre crescente di alpinisti che affronta la salita e la pericolosità di certi tratti, è fondamentale che il soccorso sia veloce e professionale, – spiegano Hermann Brugger e Giacomo Strapazzon dell’Istituto di Medicina d’Emergenza in Montagna dell’EURAC. –  Per questo stiamo puntando a formare una squadra di intervento locale che possa intervenire in maniera autonoma e istruire altri medici e soccorritori. Seppur nella tragedia, il loro intervento e il soccorso tempestivo dei sopravvissuti dimostra che stiamo andando nella direzione giusta.»
 
Nei giorni dell’incidente ci sono stati dei contatti tra gli esperti dell’EURAC e il gruppo.
I rapporti sono ancora molto stretti, anche in vista del Congresso mondiale di medicina di montagna che si terrà a fine maggio all’EURAC e vedrà un’intera giornata - giovedì 29 maggio, anniversario della prima ascensione all’Everest - dedicata ai progetti di soccorso in Nepal. 
 

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