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In Ucraina eletto presidente il «comico» Zelensky

Lo dicono gli exit poll, ma il 73% che gli viene attribuito è una sostanziale certezza – Il ruolo di Luis Durnwalder

I risultati ufficiali li conosceremo domani, ma intanto nessuno ha dubbi sull’elezione di Vladimir Zelensky perché gli exit poll gli attribuiscono il 73% dei suffragi.
Lo stesso presidente uscente Petro Poroshenko si è complimentato con il vincitore.
E un po’ tutti i leader europei hanno già telefonato a Zelensky per esprimere la propria «soddisfazione».
La cosa singolare di questo successo non è tanto che il vincitore sia un attore di successo, che in campagna elettorale i detrattori definivano semplicisticamente «comico», quanto che Zelensky non ha fatto promesse concrete all’elettorato, né si è impegnato su qualcosa di specifico.
Insomma, la gente ha voluto dire no al presidente uscente, nella speranza che il nuovo migliori la situazione.
Ha dichiarato di voler difendere a tutti i costi «il sacro ruolo della patria», ma non ha mai negato di non voler trattare concretamente con i separatisti. Vediamo che cosa può significare.
 
Da una parte gli stati europei sperano che Zelensky mantenga le posizioni concordate con Poroshenko, ma la Russia ha già espresso la propria soddisfazione sul cambiamento, come se finalmente si potesse giungere ad accordi definitivi e duraturi.
Gli osservatori danno per persa la Crimea, che è sempre appartenuta alla Russia finché Nikita Krusciov non la «regalò» all'Ucraina nel 1954 nell’ambito di una riorganizzazione delle repubbliche sovietiche. Quando è caduto il comunismo, sono caduti anche quegli accordi che avevano modificato i confini degli stati poi resisi indipendenti.
Ma c’è anche da concedere una certa autonomia a regioni che da tempo la reclamano pur volendo restare ucraine. In tal senso è bene ricordare che qualche anno fa Luis Durnwalder (allora presidente uscente della Provincia autonoma di Bolzano) si era recato a Kiev proprio per illustrare il funzionamento dell’autonomia del Sudtirolo.
Tutto era stato congelato dalla «Rada», il parlamento ucraino. Parlamento che sarà rinnovato a ottobre (forse sarà disciolto anticipatamente) e che, anche sulla scuola del Pacchetto Trentino-Alto Adige, potrebbe dare una nuova democrazia a un paese per troppo tempo lacerato da mille contrasti.

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