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Crisi Iran-Usa: sembra raggiunta una tregua in zona Cesarini

Trump ha valutato «accettabile» la reazione di Teheran – L'Iran: «per ora ci fermiamo»

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La situazione in Medioriente ha assunto una piega imprevedibile dopo l’attacco effettuato dagli Iraniani sulle due basi americane in Iraq, in una delle quali c’erano anche molti soldati italiani.
Pare infatti che gli USA non intendano reagire e che l’Iran non effettui altre incursioni.
Il mondo ha tenuto il fiato sospeso in attesa che Trump spiegasse le sue intenzioni, cosa che è avvenuta puntualmente, ma sorprendendo tutti. Il presidente Usa infatti ha ritenuto «accettabile» la reazione di Teheran.
E l’Iran ha dichiarato che «per ora ci fermiamo».
Ma cosa è successo in uno scenario così spaventoso dopo le decine di missili esplosi sulle due basi?
 
Per dirla in parole povere, l’Iran ha effettuato una grande sceneggiata dando ampio risalto all’operazione con la trasmissione in diretta dei missili che partivano rombanti e raggiungevano gli obiettivi con immani esplosioni.
Dal canto suo, Trump ha afferrato il messaggio: il tutto poteva proprio finire lì. L’alternativa era quella di scatenare un attacco mille volte più devastante, se non altro per impedire che a sua volta l’Iran potesse attaccare i paesi alleati che vanno dall’Arabia agli Emirati, da Israele alla Giordania e agli altri stati dell’area.
Sarebbe stato un bagno di sangue.
 
Per entrambe le parti c’era la necessità di non perdere la faccia e, tutto avrebbe funzionato bene.
Probabilmente questo lo avevano intuito anche gli Iraniani, e non è escluso che ci siano state delle trattative segrete in tal senso.
Fatto sta che i missili hanno raggiunto gli obiettivi senza uccidere americani, né – grazie a Dio – i nostri soldati. Qualcuno sostiene addirittura che i nostri militari fossero stati avvisati in modo che potessero ritirarsi per tempo nei bunker di protezione.
Peccato che i cittadini iracheni non fossero informati di nulla, sicché i missili di Teheran hanno fatto una strage: 80 civili sono stati uccisi.
 
Nel triste bilancio di questa crisi – che sembra conclusa in zona Cesarini – vanno aggiunti anche i 70 iraniani che sono morti nella calca dei giorni del funerale di Soleimani.
Non solo, probabilmente non conosceremo mai la verità, ma l’aereo che era decollato da Teheran diretto in Ucraina per schiantarsi poco dopo il decollo, probabilmente è stato abbattuto da una reazione intempestiva dell’antiaerea iraniana.
Non a caso, la prima cosa che hanno detto i soccorritori è cha le scatole nere non sarebbero mai andate alla Boeing.
Fatto sta che 176 persone hanno perso la vita in quello schianto.

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